Tim Cook e altri dirigenti Apple parlano di routine mattutine, privacy e altre novità

Ecco le ultime dichiarazioni di Tim Cook e altri importanti dirigenti Apple.

In alcune recenti interviste, Tim Cook, Alisha Johnson e Esther Hare hanno parlato di vari argomenti tra privacy, curiosità, Entrepreneur Camp, diversità e Impact Accelerator.

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Tim Cook e la sua routine mattutina

L’intervista a Tim Cook, realizzata per celebrare il 70° anniversario del Financial Review australiano, ha trattato diversi argomenti. Cook ha condiviso alcune curiosità sulla sua routine mattutina, osservando che gli piace leggere le e-mail dei clienti in quanto lo aiutano a mantenere un “impulso su ciò che percepiscono gli utenti“.

A Tim Cook piace iniziare presto le sue giornate ed è alla sua scrivania già alle 4 del mattino. “Lo faccio perché posso controllare alcune cose con maggiore tranquillità rispetto al resto del giorno e alla sera. Durante il giorno succedono cose che ti mandano fuori rotta. La mattina è tua. O dovrei dire, la mattina presto è tua”.

La routine mattutina dell’uomo al timone dell’azienda più preziosa del mondo? Leggere le email dei clienti. Cook afferma di riceverne centinaia al giorno. “Non posso leggerle tutti, no. Non lo ammetterei mai. Ma ne ho lette un numero straordinario. Mi tengono costantemente aggiornato su ciò che i clienti sentono, pensano e fanno“.

Parlando dell’Apple Watch, che dalla sua introduzione nel 2015 ha acquisito nuove funzionalità di monitoraggio della salute, Cook ha affermato che le e-mail dei clienti raccontano come questo dispositivo ha cambiato e salvato le loro vite: “Vogliamo sempre creare prodotti che arricchiscano la vita delle persone, e non c’è esempio migliore di salvare quella di qualcuno“.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, Cook osserva che Apple utilizza già questa tecnologia nelle funzionalità di iPhone, iPad e Apple Watch, ma ritiene che l’intelligenza artificiale sia appena iniziata in termini di impatto sulle nostre vite: “In futuro, ci farà risparmiare un sacco di tempo per poter fare le cose che amiamo davvero“. Cook ha anche commentato la realtà aumentata, definendola un modo per “amplificare il valore della tecnologia per le persone, senza racchiudere o escludere il mondo reale“. E continua: “Sono un grande sostenitore della realtà aumentata. Può migliorare le nostre conversazioni  e migliorare l’apprendimento e amplificare davvero il valore della tecnologia.“.

Con l’emergere di AI e AR che stanno diventando sempre più diffuse, Cook ha parlato delle preoccupazioni su come la tecnologia possa essere utilizzata per danneggiare piuttosto che per avvantaggiare la vita delle persone. Il CEO di Apple ritiene che l’impatto della tecnologia sulla società non sia basato sulla tecnologia stessa, ma su come i suoi creatori e gli utenti ne traggano vantaggio.

La tecnologia non vuole essere buona. Non vuole essere cattiva, è neutrale. E quindi è nelle mani dell’inventore e dell’utente scegliere se è usata a fin di bene o meno. E dipende dalla creatività. Dipende dall’empatia. Dipende dalla passione delle persone dietro la tecnologia. In Apple, quando realizziamo qualcosa, ci assicuriamo di dedicare un’enorme quantità di tempo a pensare attentamente a come verrà utilizzata”.

Tim Cook  ha anche parlato di privacy e il suo ruolo come valore fondamentale per Apple (l’intervista è stata però realizzata prima del lancio della controversa funzione CSAM): “Conquistare la fiducia delle persone è fondamentale e la privacy è il modo più importante per raggiungere questo obiettivo“.

Penso che oggi, anche grazie a noi, molte più persone vedono la privacy come un problema comune. Dieci anni fa, la privacy era un problema di nicchia. Oggi è uno dei problemi principali nella mente delle persone perché gli utenti sanno che il web è diventato in troppi casi una sorta di strumento di sorveglianza e che la creazione di profili dettagliati sulle persone è andata oltre ogni cosa ragionevole.

Facendo riferimento a Screen Time, una funzionalità integrata di iOS e macOS che fornisce agli utenti strumenti per monitorare la quantità di tempo che trascorrono sul proprio dispositivo, Cook ha affermato che è stata una funzionalità importante da lanciare, sottolineando i potenziali rischi della tecnologia nel perdere il contatto con la vita delle persone.

Per quanto riguarda l’App Store e le varie cause in corso per presunto monopolio, Cook ha affermato che è necessario prima determinare dove serve davvero la regolamentazione e quale deve essere il suo obiettivo specifico. Il CEO ha anche sottolineato la concorrenza che Apple deve affrontare e ha affermato di ritenere che si tratta di una cosa buona, che sprona Apple a migliorarsi.

Penso che il controllo sulle grandi aziende sia giusto. E parto dalla premessa che la regolamentazione è necessaria in alcune aree. E quindi diventa una questione di determinare dove è necessaria e dove dovrebbe essere posta l’attenzione… Nel nostro modello, l’utente è dove esiste il suo potere, perché è l’utente che decide quando acquistare un telefono e quale comprare.

Comprerà un telefono Android? E quindi è un mercato ferocemente competitivo. E poi anche il mercato all’interno dell’App Store è ferocemente competitivo. Qualsiasi forma di regolamentazione dovrebbe essere giustificata dall’essere eccezionale per l’utente, senza limitare l’innovazione.

Crediamo molto nella sicurezza degli utenti, per questo vogliamo migliorare il controllo sulle app presenti sullo Store. Se metti backdoor in un sistema o attivi altri store, chiunque può usare una backdoor  o sfruttare queste apertura. E quindi devi assicurarti che il sistema stesso sia robusto e durevole; altrimenti puoi vedere cosa succede nel mondo della sicurezza. Ogni giorno leggiamo di una violazione o di un ransomware che mette in pericolo gli utenti. Vorremmo evitare tutto questo.

Nel resto dell’intervista, Cook ha parlato della sua infanzia, di Steve Jobs e altro ancora.

Esther Hare e l’Entrepreneur Camp

La senior director developer marketing di Apple, Esther Hare, ha parlato dell’Entrepreneur Camp e dell’impegno di Apple nel settore della diversità.

Hare ha spiegato che Apple fa di tutto per dare maggiori possibilità alle donne e agli sviluppatori di colore, per questo il coding dovrebbe essere accessibile a tutte le persone. Il programma Apple Entrepreneur Camp esiste da alcuni anni e supporta opportunità educative per studenti di colore e donne.

L’anno scorso, in Brasile, abbiamo assistito alcune iniziative relative a giochi sul coronavirus per incentivare ad abitudini sanitarie e al lavarsi le mani per affrontare questa malattia. Ora ci sono molte iniziative sulla salute mentale, l’ambiente, il surriscaldamento globale e lo spreco alimentare. Sento che gli sviluppatori stanno pensando a come la loro attività creerà un buon impatto sulle loro famiglie e comunità.

Riguardo alle conseguenze per le donne relative alla pandemia, Hare sottolinea di aver visto che molte donne hanno iniziato a concentrarsi su lavoro a distanza e su cosa vogliono davvero.

Abbiamo un programma chiamato Apple Entrepreneur Camp, grazie al quale avviamo attività specificamente fondate e guidate da donne. Il nostro obiettivo è superare i problemi di sistema nell’area tecnologica, dall’apprendimento del coding, alla creazione di un’azienda. Le donne trovano barriere a diversi livelli, che rendono le cose ancora più difficili per loro.

Il senior director di Apple ritiene che gli Apple Entrepreneur Camp siano fondamentali per consentire alle donne e ai neri di unirsi alla comunità degli sviluppatori.

Loro portano altre realtà, esprimendo le loro comunità. Vogliamo creare app per tutte le persone, quindi dobbiamo assicurarci che tutti siano in grado di creare un’app. Dobbiamo assicurarci che il coding sia accessibile a tutte le persone. È importante che le ragazze inizino a programmare prima possibile. Un altro fattore chiave è il tipo di accademie e college che scelgono. Ci sono materie attribuite solo ai ragazzi, quindi dobbiamo pensare a tutto il ciclo educativo. Quando le donne superano la barriera dell’apprendimento, hanno bisogno poi di fondi per avviare la loro attività. Le donne hanno meno del 3% di tutti i finanziamenti in capitale di rischio. E molte pensano di non essere abbastanza brave. È un po’ devastante perché abbiamo davvero bisogno di continuare a costruire questa fiducia. Ecco perché i programmi incentrati sulle donne sono così importanti.”.

Hare sottolinea che per portare queste opportunità a più persone, si affidano alle Apple Developer Academy presenti già in diversi paesi.

Alisha Johnson e l’Impact Accelerator

La dirigente Apple Alisha Johnson, responsabile del programma Racial Equality and Justice Initiative, ha discusso del nuovo Impact Accelerator che fornisce formazione a 15 aziende gestite da persone di colore, latini e indigeni, tutte dedicate alla tutela dell’ambiente.

La Johnson ha spiegato che il nuovo programma è nato dal desiderio di Apple di livellare il campo di gioco per le persone di colore e le minoranze:

Mentre stavamo esaminando questo obiettivo, sapevamo anche di avere alcuni risultati ambientali davvero ambiziosi da raggiungere e che troppo spesso le comunità di colore sono colpite in modo sproporzionato dai rischi ambientali. Quindi Impact Accelerator è la nostra opportunità per garantire che queste comunità siano focalizzate sulle soluzioni che ci aiuteranno a raggiungere questi obiettivi ambientali.

La dirigente ha affermato che Apple sta aiutando le 15 aziende selezionate a raggiungere i propri obiettivi ambientali affiancandole a esperti e mentor, offrendo l’opportunità di imparare a diventare fornitori Apple. Era quindi importante per Apple selezionare un insieme diversificato di aziende rappresentative delle varie questioni ambientali affrontate dalle minoranza negli Stati Uniti. “È fantastico avere persone che riflettono le comunità e le sfide ambientali presenti nelle regioni da cui provengono“.

Il cambiamento climatico è una questione urgente che genererà soluzioni innovative da aziende di tutto il mondo. Apple sta cercando di fare la sua parte rendendo le sue operazioni carbon neutral e promettendo di estendere lo stesso obiettivo all’intera catena di approvvigionamento entro il 2030.

Non puoi avere troppe persone che portano soluzioni e idee. E poiché è una priorità assoluta per Apple, ed è una priorità assoluta per così tanti leader, sapevamo che questo era uno spazio in cui dovevamo impegnarci immediatamente e assicurarci di portare davvero tante altre aziende al tavolo quando iniziamo a sviluppare soluzioni.

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