I limiti di FaceTime e l’ascesa di Zoom

Perché FaceTime non ha avuto la stessa ascesa di Zoom durante la quarantena?

Durante il periodo di lockdown che ha colpito gran parte del mondo, Zoom ha avuto un’ascesa incredibile grazie ad una serie di funzioni che hanno permesso ad amici, parenti, colleghi, clienti, fornitori e studenti di mantenersi in contatto tramite videoconferenze semplici da avviare e da gestire. Zoom sarà ricordata come l’app simbolo degli ultimi mesi e continuerà ad aiutare le persone anche in futuro, soprattutto per quanto riguarda lo smart working. E FaceTime?

facetime riquadri

Partiamo da un presupposto: FaceTime è preinstallato su milioni di dispositivi iOS e macOS, ma malgrado questo vantaggio moltissime persone hanno preferito installare e utilizzare Zoom per le videoconferenze, soprattutto in ambito aziendale.

Il primo motivo è semplice da individuare: FaceTime non funziona su Windows, su Android e via Web. Non sappiamo se e quando Apple aprirà FaceTime ad altre piattaforme, ma per il momento funziona solo su iOS e macOS. Inoltre, è impossibile avviare chiamate da Web. Zoom, invece, può essere utilizzato da qualsiasi dispositivo mobile o desktop e anche dal browser, senza dover installare alcune applicazione.

La mancanza di un supporto multipiattaforma è la ragione principale del perché FaceTime non abbia avuto un’impennata di utilizzi durante la quarantena.

Inoltre, in tanti hanno preferito Zoom a FaceTime perché il servizio di Apple non consente di inviare un link di collegamento agli altri partecipanti. Con FaceTime è necessario avviare manualmente la chiamata di gruppo e selezionare i vari contatti da invitare all’ora stabilita. Se non hai il numero di telefono o la mail associata ad un Apple ID di un contatto, allora non puoi invitarlo su FaceTime. Con Zoom, non solo è possibile programmare una videocall, ma si possono anche condividere link di collegamento agli altri partecipanti senza la necessità di avere il loro numero di telefono.

Insomma, avviare una chiamata di gruppo su FaceTime non è proprio immediato, soprattutto se chi la crea non ha i contatti di uno o più partecipanti. Si può avviare una chiamata da un gruppo iMessage, ma questa soluzione è utile solo tra gli amici, visto che non si adatta certo ad esigenze aziendali.

Parlando in ambito aziendale, quello in cui Zoom ha avuto la diffusione maggiore in un periodo dove la parola d’ordine era (ed è…) smart working, FaceTime non dà la possibilità di registrare i meeting (esistono metodi alternativi, ma manca una funzione nativa). Con Zoom è possibile registrare l’intera riunione, magari da condividere con i colleghi che non hanno potuto partecipare in diretta. Tra l’altro, per motivi di gestione, molte aziende prevedono l’obbligo di registrare le videocall interne.

E in futuro? Apple non ha approfittato del lockdown per integrare funzioni nuove in FaceTime, limitandosi solo ad eliminare le fastidiose animazioni dei riquadri durante le videochiamate di gruppo. Sarebbe bastato poco, anche perché Zoom ha dovuto affrontare diversi problemi di sicurezza, poi risolti, che avrebbero potuto avvantaggiare proprio Apple.

Basterebbero poche funzioni:

  • Possibilità di impostare anticipatamente una chiamata FaceTime, programmando l’appuntamento nel calendario
  • Possibilità di condividere questo invito con gli altri partecipanti
  • Se proprio non vuoi portare FaceTime su Windows e Android, possibilità di partecipare anche via Web partendo da quel link
  • Possibilità di registrare le riunioni aziendali, magari anche con salvataggio su iCloud

Con queste aggiunte, FaceTime potrebbe uscire dalla sua nicchia ed avere un utilizzo anche a livello aziendale. Zoom ha fatto della semplicità il suo punto di forza, ora tocca ad Apple.

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