Nell’ultimo World Cancer Report 2020, sia l’Organizzazione Mondiale della sanità che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) hanno stabilito che non ci sono prove di una correlazione tra i campi elettromagnetici trasmessi dagli smartphone e l’insorgere dei tumori.

Nel nuovo report, l’OMS ha chiarito ancora una volta che non è possibile associare l’utilizzo degli smartphone all’aumento dei tumori. Anche l’IARC ha ribadito che diversi test non hanno dato elemento a sostegno della tesi che i campi elettromagnetici da radiofrequenze possano provocare il cancro.
L’OMS ribadisce che l’assenza di correlazione è emersa nonostante “considerevoli sforzi nelle ricerche“, nessuna delle quali ha riscontrato un collegamento tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e l’insorgere di alcuni tumori come quelli al cervello.
Nel World Cancer Report 2020 si legge anche che l’incidenza dei tumori al cervello causati dall’uso dei telefoni cellulari non è emersa nemmeno negli studi di tendenza effettuati dal 1993 al 2007 in 39 diversi paesi nel mondo: “non è stato trovato uno schema a supporto dell’ipotesi dell’incremento dei tassi di incidenza in seguito all’aumento nell’uso dei telefoni cellulari nelle diverse popolazioni“.
IARC e OMS affermano che l’aumento delle rilevazioni di alcuni tumori non è dovuto al troppo utilizzo degli smartphone, ma alle migliori tecniche mediche in grado di rilevare sempre più tumori. Inoltre, se vi fosse stata davvero una correlazione tra cancro e smartphone, i dati lo avrebbero già evidenziato: “Nel 2000, il tasso di adozione dei telefoni cellulari in Europa era del 50%, quindi metà dell’intera popolazione europea utilizza un dispositivo mobile da 20 anni. Se fosse esistita una correlazione, sarebbe stato riscontrato un incremento del tasso di incidenza dei gliomi del 30%. Ma non è così”.