
Come annunciato a dicembre, Apple perde una delle figure più influenti e meno visibili della sua storia recente. Lisa Jackson, vicepresidente responsabile di Ambiente, Politiche e Iniziative Sociali, va ufficialmente in pensione dopo 13 anni, chiudendo un ciclo iniziato nel 2013 e che ha cambiato in profondità il modo in cui Apple si rapporta a sostenibilità, governi e responsabilità sociale.
Il suo nome è appena scomparso dalla pagina ufficiale della leadership Apple, segnale chiaro che il passaggio di consegne è ormai completato.
Il volto della trasformazione ambientale di Apple
Quando Lisa Jackson entrò in Apple, l’azienda stava iniziando a prendere sul serio il tema ambientale, ma era ancora lontana dall’approccio strutturato che conosciamo oggi. In poco più di un decennio, sotto la sua guida, Apple ha costruito una delle strategie green più ambiziose dell’intero settore tecnologico.
L’obiettivo dichiarato è noto: neutralità carbonica totale entro il 2030, non solo per le attività aziendali, ma anche per la filiera produttiva e l’intero ciclo di vita dei prodotti. Un traguardo che coinvolge fornitori, logistica, materiali e persino il modo in cui gli utenti utilizzano e riciclano i dispositivi.
Secondo Tim Cook, il contributo di Jackson è stato determinante nel ridurre le emissioni globali di Apple di oltre il 60 percento rispetto ai livelli del 2015. Numeri che, nel mondo dell’hardware, hanno un peso reale.
Non solo ambiente: politica, diritti e relazioni istituzionali
Il ruolo di Lisa Jackson in Apple è andato ben oltre la sostenibilità. Nel corso degli anni ha guidato anche:
- la Racial Equity and Justice Initiative, lanciata nel 2020
- il team globale di Government Affairs, uno dei più delicati in un’epoca di pressioni regolatorie crescenti
Jackson è stata una figura chiave nel dialogo tra Apple e i governi di mezzo mondo, spesso dietro le quinte, su temi che spaziano dalla privacy alla sicurezza, dall’educazione all’accessibilità.
Tim Cook l’ha definita una “partner strategica”, sottolineando come il suo lavoro abbia aiutato Apple a difendere i propri valori anche nei contesti politici più complessi.
Un volto familiare, anche se lontano dai riflettori
Chi segue da anni gli eventi Apple probabilmente la ricorda senza magari conoscerne il nome. Lisa Jackson è spesso apparsa nei video ufficiali girati ad Apple Park, in particolare sul tetto solare dell’Apple Park, diventato nel tempo uno dei simboli visivi dell’impegno ambientale dell’azienda.
Una presenza sobria, coerente con il suo ruolo: poche dichiarazioni pubbliche, nessuna ricerca di protagonismo, ma un’impronta profonda sulle scelte strategiche.
Prima di arrivare a Cupertino, Lisa Jackson aveva già un curriculum di primo livello. È stata amministratrice dell’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti durante il primo mandato di Barack Obama.
Un passaggio che, col senno di poi, spiega molto della sua capacità di muoversi tra industria, istituzioni e politiche pubbliche. Apple, sotto la sua guida, non ha mai trattato l’ambiente come un semplice tema di comunicazione, ma come una leva industriale e culturale.
Cosa cambia ora in Apple
Dopo il ritiro di Jackson, Apple ha ridisegnato la struttura interna:
- i team Ambiente e Iniziative Sociali risponderanno a Sabih Khan, responsabile delle operazioni
- la supervisione del team Government Affairs passerà al general counsel dell’azienda
Una riorganizzazione che suggerisce continuità, più che una rottura.