Servant, disturbante e dannatamente bella – RECENSIONE

M. Night Shyamalan torna a fare TV con Servant, serie disponibile su Apple TV+ che, già dai primi tre episodi, crea un'atmosfera molto particolare.

Servant è un thriller psicologico che mette i brividi, perché la mente può giocare brutti scherzi e tutti possiamo esserne vittime. M. Night Shyamalan firma un’opera molto particolare, che terrà gli spettatori incollati allo schermo per tutte le puntate. Fino alla fine, semmai una fine ci sarà…

the servant recensione

La trama

Servant è ambientato a Philadelphia. Tutto sembra normale: una famiglia agiata, una bella casa, un figlio piccolo, una nuova tata. Ben presto, però, si scoprirà che non tutto è quel che sembra!

Attenzione: piccolo spoiler su quello che viene spiegato nella prima puntata. 

Il piccolo Jericho che dorme nella culla è in realtà un bambolotto realizzato con estrema cura, unico rimedio consigliato da una sedicente dottoressa come “Terapia con oggetto transizionale” per salvare Dorothy (Lauren Ambrose), caduta in depressione dopo aver perso il figlio a sole 13 settimane di vita. Il marito Sean Turner (Toby Kebbel) e il fratello di Dorothy (Rupert Grint) sono tra i pochi a conoscere questo segreto, visto che la famiglia ha preferito tenere nascosta la più possibile la morte del piccolo. La giovane e misteriosa tata Leanne Grayson è stata assunta per fare la sua parte e far sembrare tutto ancora più vero alla povera Dorothy, che imperterrita continua a lavare, nutrire e far uscire il piccolo, ma è proprio qui che inizia il mistero…

[Fine spoiler]

M. Night Shyamalan

Quando Apple ha ufficializzato l’ingaggio di M. Night Shyamalan per una nuova serie TV, in tanti non credevano alle proprie orecchie. Su Apple TV+ non sarebbero arrivate solo serie per famiglie, ma anche contenuti horror, misteriosi e ricchi di suspense. Perché se scegli Shyamalan sai a cosa vai incontro. Dare il via libera a uno spettacolo su un bambino morto di 13 settimane è piuttosto audace. C’è una scena in cui padre Sean prende Jericho e colpisce accidentalmente la testa del bambino sulle sbarre della sua culla. È una bambola, lo sappiamo, ma è un momento davvero scioccante.

La prima puntata di Servant è stata diretta proprio dalla sua mano, e si vede. Alcune inquadrature riescono da sole a creare quel senso di paura e di attesa che in pochi riescono a trasportare così bene su schermo. Uno dei primi dialoghi tra Dorothy e la tata rimane impresso per il tipo di inquadratura scelta dal regista, con gli occhi dello spettatore che diventano gli occhi della tata, quasi come in un gioco in prima persona.

La trama, poi, è strutturata in maniera tale da farci capire pian piano come stanno le cose. Un piccolo grande puzzle che lo spettatore è portato a completare grazie alle informazioni che vengono fornite nei momenti giusti. A volte non capiamo cosa sta realmente accadendo, ma subito dopo siamo in grado di collegare i vari punti e di sorprenderci per alcune scelte davvero originali.

La mano e la mente di Shyamalan si vedono e si notano.

La tata

La figura più importante di Servant, almeno per il momento, è quello della tata Leanne Grayson, interpretata da una bravissima e giovanissima Nell Tiger Free. Il suo compito è quello di prendersi cura della “Bambola reborn“, ma fin da subito si comporterà come se quel bambolotto fosse un bimbo vero. Perché? Inoltre, la sua forte religiosità creerà diversi contrasti soprattutto con Sean, il papà del piccolo Jericho.

Il fatto che la tata, proprio come Dorothy, tratti Jericho come un bimbo vero fa arrabbiare Sean e rabbrividire lo spettatore per alcune scene davvero magistrali. Inoltre, sarà proprio la tata a portare una novità che cambierà radicalmente la storia della serie e la vita della famiglia.

Nell Tiger Free è bravissima a regalare silenzi, sguardi e movenze che fanno letteralmente terrore, in tutta la loro presunta innocenza.

Una serie “da paura”

Servant non fa paura perché ci sono ombre che si intravedono nella notte o mostri che compaiono all’improvviso. Servant fa paura perché scava nella mente malata di una mamma che ha perso da poco il figlio neonato. Fa paura perché fa capire che siamo tutti deboli, perché anche la mente più forte (la donna è una conosciuta giornalista TV) può impazzire di fronte a traumi indescrivibili. Fa paura perché racconta poche cose e ne fa percepire tante altre. Lo spettatore si ritrova a farsi tante domande durante lo scorrere delle puntante, perché l’alone di mistero rimane sempre intatto per tutti i 30 minuti di ogni singolo episodio.

I ritmi sono volutamente lenti, e questo non è un difetto. Anzi. Quando sento dire che un film o una serie sono brutte perché “lente” rabbrividisco. Il racconto può avere tanti modi per essere portato a termine, e un ritmo lento, quando chiaramente supportato da una grande regia e un’ottima trama, a volte può essere anche un punto a favore. Ogni singola puntata finisce in un batter d’occhio.

Servant è una serie TV elegante, il cui primo episodio girato da Shyamalan è una vera e propria chicca tra un mare di serie spesso troppo simili tra loro per quanto riguarda le scelte di girato, regia e montaggio. Certo, partire da un bimbo morto e creare mistero intorno a questo aspetto non è una scelta propriamente originale per un film horror, ma più si va avanti nel racconto più si capisce che questa serie può davvero differenziarsi.

Bellissimo poi il contrasto tra una casa normale vista da fuori, e l’oscurità, la tragedia e il mistero che si vivono al suo interno. Una famiglia modello agli occhi di tutti, con una coppia che si ama e uno splendido figlio, oltre a tanti soldi che non fanno mai male, e la cruda realtà che in pochi conoscono. Un confine tra normalità e tragedia che si vive per tutti gli episodi della serie. E noi spettatori camminiamo su questo filo, guardando una volta da una parte e una volta dall’altra. Ed è tutto dannatamente, e orrendamente, bello.

Non dal sangue, dalla violenza o da improvvise comparse. Il terrore proviene dai personaggi, dalla storia, dalle situazioni.

8,5

Servant è una serie che, già dai primi episodi, lascia il segno. Impossibile non voler andare avanti per capire cosa realmente stia succedendo in quella casa. Perché la tata ha fatto quello che ha fatto? Perché Dorothy non si rende conto che quello non è suo figlio? Perché il marito preferisce vivere e lavorare chiuso in casa? A queste domande troveremo risposta soltanto nei prossimi episodi. Intanto, ci stiamo godendo una piccola, disturbante e magnetica perla della televisione. Paura sì, ma con tanta eleganza, senza violenza e senza rumori improvvisi. Una tata spettrale. Un bambino inquietante. E un sacco di colpi di scena incredibili. Serve altro?

  • Puntate 1-2-3
    8,5
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