Tim Cook e la sua influenza alla Casa Bianca e con il presidente Trump

05 marzo 2019 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Il portale Politico ha pubblicato un interessante reportage sui rapporti tra il CEO di Apple Tim Cook e la Casa Bianca, partendo dal fatto che l’azienda non sarà colpita dalle sanzioni commerciali che gli Stati Uniti vogliono adottare contro la Cina.

Anche se su alcuni punti Tim Cook ha spesso criticato Trump, soprattutto per quanto riguarda le politiche contro gli immigrati, dal punto di vista degli argomenti commerciali i due collaborano ormai da anni. Non è un caso se importanti membri dell’amministrazione Trump hanno voluto Tim Cook alla Casa Bianca per parlare più volte di politiche commerciali e se il CEO di Apple si è incontrato spesso con il presidente e con la first lady Melania Trump, anche durante cene private. Cook è anche in contatto con la cerchia ristretta dei più importanti collaboratori di Trump, compresi il consulente economico Larry Kudlow, Ivanka Trump e Jared Kushner.

La volontà di Cook di incontrarsi faccia a faccia con Trump e con i suoi più stretti collaboratori è in netto contrasto con altri dirigenti del settore tecnologico che preferiscono un rapporto meno diretto con l’amministrazione attuale. Secondo il report, la strategia di Apple offre un vantaggio misurabile all’azienda, come confermato da un funzionario dell’amministrazione Trump: “Tim Cook partecipa alle riunioni e, per certi aspetti, si assume anche il rischio di quello che viene deciso. Ma si tratta di un rischio ampiamente ripagato“.

In particolare, Cook si rivolge ai funzionari come colleghi di lavoro: “Il CEO di Apple parla ai funzionari come suoi colleghi. Lui dirige un’azienda privata di successo e ripete sempre di sapere quanto sia difficile gestire la politica pubblica. Grazie ai suoi modi di fare, è riuscito a stingere relazioni con importanti membri dell’esecutivo e ad avere una certa influenza su alcune decisioni commerciali”. 

Uno dei benefici più importanti ottenuti da Apple grazie a questo approccio del suo CEO è il fatto che l’azienda non sarà colpita dai dazi commerciali da 200 miliardi di dollari che gli Stati Uniti fanno e faranno pagare alla Cina per l’importazione di diversi beni.

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