L’evoluzione della notch, da tacca fino a… scomparire del tutto

04 febbraio 2019 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

La notch è diventata uno degli elementi di tendenza di tantissimi smartphone, soprattutto da quando Apple ha deciso di integrare questa soluzione sul suo iPhone X nel 2017. Una tendenza che, a distanza di quasi due anni, si sta pian piano evolvendo verso qualcosa di diverso. E il merito non è di Apple.

La prima notch non si scorda mai

Apple non è stata la prima azienda a tagliare lo schermo di uno smartphone con quella tacca che oggi è diventata un elemento che contraddistingue quasi tutti i nuovi dispositivi. Il primato spetta infatti ad LG e al suo V10 rilasciato nel 2015: tacca laterale per integrare sensori e fotocamera. Quanti di voi lo sapevano?

Nessuno può infatti negare che sia stata Apple a dare il via a questa dilagante “moda”, quando nel 2017 ha rilasciato l’iPhone X privo di tasto Home e cornici, ma con una bella tacca sulla parte superiore. Da quel momento in poi, quasi tutti i produttori di smartphone hanno iniziato a copiare la soluzione dell’iPhone X e ad offrire notch a destra e a manca. Insomma, Apple non è stata la prima, ma solo quando Apple ha adottato la soluzione “tacca”, tutti gli altri hanno fatto la corsa per seguirla.

Una situazione a tratti imbarazzante visto che, quando Apple presentò l’iPhone X nel settembre del 2017, tantissimi utenti e produttori Android si affrettarono a deridere quel “baffo” sullo schermo del dispositivo, salvo poi doversi ricredere qualche mese più tardi, quanto la tacca è diventata la normalità.

Le prime evoluzioni

Le cose iniziano però a cambiare ed Apple sembra non essere protagonista di questa nuova tendenza. Tra le prime aziende ad annunciare un display con foro per la fotocamera anteriore è stata Samsung qualche mese fa, quando ha parlato di una soluzione diversa rispetto alla classica tacca, almeno dal punto di vista estetico.

Con questa scelta, tra l’altro comune anche da altri produttori, gli schermi non sono più occupati da una grande tacca, ma da un piccolo foro, così da dare agli utenti anche una maggiore area di visualizzazione.

Il problema è che si tratta solo di differenze estetiche e non funzionali: tacca o foro, rimane sempre uno spazio ritagliato all’interno del display, con alcuni punti inutilizzabili che vanno comunque ad occupare parte dello schermo.

Il 2019 potrebbe quindi essere l’anno della consacrazione dell’Infinity-O di Samsung, una soluzione che vedremo presumibilmente anche su Galaxy S10 dopo l’esordio in sordina su Galaxy A8s: la fotocamera anteriore è integrata nel display e occupa una parte minima dello schermo.

Grazie a questa soluzione, tutto lo spazio vuoto intorno alla tacca viene completamente eliminato e il foro è rappresentato solo dall’elemento fotocamera, non da spazi inutili. In pratica, l’obiettivo della fotocamera sporge da un piccolo foro tagliato sullo schermo, mentre gli altri sensori e lo speaker sono abbastanza piccoli da poter essere collocati all’interno della sottile cornice in alto.

Il Galaxy S10 che Samsung presenterà tra poche settimane dovrebbe integrare una soluzione di questo tipo, andando ad aprire le porte verso una nuova era degli schermi sempre più “edge-to-edge” e privi di elementi di disturbo, anche se in questi giorni abbiamo visto già una soluzione simile adottata nell’Honor View 20 con un foro da 4.5mm.

Cominciamo quindi ad abituarci a questa ulteriore tendenza che renderà sempre più difficile distinguere uno smartphone dall’altro, almeno nella parte frontale.

Futuro senza notch

C’è poi chi sta cercando soluzioni ancora più alternative, come Vivo che, con l’ultimo Nex, ha integrato la fotocamera nella parte superiore dello smartphone. Quando serve, la fotocamera anteriore fuoriesce letteralmente dallo smartphone. Risultato? Niente fori, niente tacca.

Oppure come il Find X di Oppo, che ha letteralmente eliminato qualsiasi notch dallo schermo. E forse, ad oggi, si tratta della migliore soluzione possibile con le tecnologie attuali: non una fotocamera anteriore a comparsa come con Vivo, ma l’intera parte superiore dello smartphone che si muove verso l’alto con un meccanismo motorizzato che fa comparire/scomparire fotocamera anteriore e posteriore.

Fino, ovviamente, alla prossima evoluzione che potrebbe arrivare nel 2020 con fotocamere e sensori integrati al di sotto del display.

Conclusioni

Al momento, i produttori si stanno affrettando nell’offrire dispositivi con cornici sempre più sottili e tacche o fori sempre più piccoli o, addirittura, sostituiti da sistemi motorizzati per le fotocamere. Le soluzioni adottate nel 2018 da pochi, pochissimi produttori, come Samsung con il Galaxy S9 non hanno colpito nel segno, perché ormai l’utente sembra non voler più vedere alcuna cornice, ma solo e soltanto “tuttoschermo” nella parte frontale del dispositivo.

Insomma, non si torna più indietro.

Apple almeno per il 2019 dovrebbe continuare ad offrire la classica tacca, forse leggermente più piccola rispetto a quella vista su iPhone XS.

La sensazione, però, è che ci troviamo in una fase di transizione dagli smartphone con grandi cornici di 3 anni fa, agli smartphone con parte frontale formata solo e soltanto dal display, senza alcun elemento di disturbo.

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