USA: la polizia può costringerti a sbloccare l’iPhone usando il Touch ID, ma non la password

31 ottobre 2014 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Tra i grandi vantaggi di iOS 8 troviamo le nuove misure di sicurezza integrate da Apple, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei dati personali, tanto che l’FBI ha inviato una protesta ufficiale vista l’impossibilità di accedere ad alcune informazioni presenti sugli iPhone. Una sentenza emanata oggi in Virginia, però, potrebbe facilitare il lavoro dei poliziotti.

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Il giudice ha stabilito che il Quinto Emendamento copre soltanto le password personali, e non le impronte digitali. Questo significa che i poliziotti possono legalmente costringere il sospettato a sbloccare l’iPhone tramite Touch ID.

Questa sentenza cambia le modalità di accesso ai codici personali. Negli USA, la polizia non può costringere un utente a sbloccare l’iPhone tramite password, in quanto il codice è protetto dal Quinto Emendamento. Diverso il discorso per le impronte digitali, che non rientrano in questa casistica in quanto vengono equiparate ad un campione di DNE o ad una chiave fisica: in pratica, il cittadino è costretto ad “aprire” il proprio smartphone tramite impronta digitale.

Questo significa che le impronte digitali non hanno la stessa tutela giuridica delle password.

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