THE ECONOMIST: “Nessun rischio tumore per chi usa o (ab)usa del cellulare!” [SPECIALE]

15 giugno 2011 di Gigi Calabrò

E’ la solita storia. Quante volte avrete sentito dire questa frase, quasi sempre dalla mamma o dalle televisioni, dai giornali, da amici saputelli e via dicendo? : “Non stare tutto quel tempo al cellulare che ti si cuoce il cervello e ti viene un tumore!”. Oppure la più “delicata” “Non mettere il cellulare nella tasca dei jeans che diventi sterile!”? Sono anni che la gente si divide tra chi crede nei danni causati dai cellulari e chi invece pensa siano tutte bufale. Il noto  settimanale inglese THE ECONOMIST ha risposto “una volta per tutte” a questo dilemma.

Per arrivare al nocciolo della questione, The Economist parte da lontano con una storia vera che vale la pena raccontare:

Al culmine della guerra fredda, a inizio anni ’70, la stazione radar più potente al mondo si trovava in Gran Bretagna, sulla costa di Suffolk. Rimbalzando nella ionosfera, le onde radio potevano arrivare sin nel cuore della Russia, in modo da intercettare qualsivoglia oggetto non identificato lanciato contro l’Occidente. La paura di un attacco subdolo e improvviso era tanta in quegli anni e contromisure di questo tipo si stavano rivelando decisamente necessarie.


Il radar più potente trasmetteva a una potenza di 10 megawatt, circa 20 volte più alta delle emittenti civili, grazie all’energia elettrica fornita dalla vicina centrale nucleare SizeWell. Durante i test, eseguiti nel 1971, venne intimato, ai pescatori e navigatori del Mar del Nord, di non transitare in alcune zone colpite dal passaggio delle “microonde” (così vennero definite delle semplici onde radio). Erano talmente potenti, gli venne detto, che la superficie dell’acqua arrivava addirittura ad incresparsi e il calore del fascio avrebbe fritto i loro occhi.


E’ chiaro che, agli occhi di oggi, questo episodio fa quasi sorridere ma serve a capire una cosa: se è vero che 10 megawatt di microonde avrebbero certamente potuto cuocere a puntino chi vi fosse finito dentro, è ancor più vero che il massimo effetto che le onde radio possono avere su tessuti viventi, è innalzarne la temperatura in superficie. Non importa quanto sia potente il trasmettitore!

Le onde radio NON possono produrre radiazioni ionizzanti. Solo i raggi gamma, i raggi X e i raggi ultravioletti estremi hanno la capacità, operando in alta frequenza, di rompere i legami chimici e produrre molecole pericolose chiamate “RADICALI LIBERI”. E sono proprio questi radicali liberi altamente reattivi a danneggiare il DNA di una persona, causando mutazioni, malattie da radiazioni (vedi Chernobyl), cancro e morte. A seconda della dose a cui si è sottoposti.

Le onde radio NON hanno energia sufficiente per produrre radicali liberi! La quantità di energia trasportata da esse infatti è di circa un milione di volte più bassa di quella necessaria a provocare la ionizzazione e produrre radicali liberi. E questo vale, per esempio, per la banda UHF utilizzata dalla televisione, dal Wi-Fi, il Bluetooth, i telefoni cordless, i telefoni cellulari, forni a microonde, telecomandi garage e molti altri dispositivi domestici.

Ma allora perchè da anni fior fiore di organizzazioni sulla salute dell’uomo si battono per diffondere il messaggio che l’abuso dei cellulari è un “possibile componente cancerogeno per l’uomo” ?

La risposta è semplice: in assenza di uno studio appropriato e approfondito del problema si ha sempre avuto la tendenza a classificare i campi di radiofrequenza elettromagnetica (cioè le onde radio) come un possibile rischio di “glioma”, un tipo di tumore maligno che colpisce il cervello.

In realtà, e questo scaturisce da uno studio decennale condotto in 13 paesi, la IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro) ha assicurato che questo tipo di onde non ha alcun effetto negativo sulla salute a tal punto da sostenere che l’unico rischio causato dall’uso del cellulare è fare un incidente d’auto per distrazione.

Per ciò che riguarda l’aumento di temperatura superficiale causato dalla vicinanza di un telefono cellulare (orecchio, padiglione auricolare e organi genitali), esso è risultato essere decisamente inferiore a quello causato da esposizione a luce diretta del sole.

Capite bene, dunque, che il tutto si riduce a una semplice casualità, esattamente come il rischio di ammalarsi di tumore a causa di troppo caffè o a causa dei vapori di benzina inalati nelle stazioni di servizio.

Ne siete convinti? D’ora in poi tutti con due cellulari in tasca o sotto al cuscino?

Dite la vostra!

 

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