Apple ottiene il brevetto sull’esposizione automatica delle foto su iOS

05 dicembre 2011 di Giuseppe Migliorino in Brevetti

Nella giornata di sabato, Apple ha ottenuto un brevetto già utilizzato su iPhone 4S e che riguarda un algoritmo capace di regolare automaticamente l’esposizione delle foto.

Il brevetto mostra come Apple abbia lavorato dietro le quinte per rendere la parte fotografica dell’iPhone sempre più performante. Tutto quello presente nel brevetto appena concesso alla società di Cupertino, infatti, è già implementato sull’iPhone 4S.

In particolare, tale brevetto riguarda un algoritmo capace di regolare automaticamente l’esposizione delle foto e di ridurre il rumore di fonti. In che modo? suddividenti l’immagine in riguardi e assegnando a cascano di essi un valore particolare relativo a luce, esposizione e rumore. iOS è quindi in grado di regolare automaticamente questi fattori, senza che l’utente debba intervenire manualmente.

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  • Lubo67

    Rumori di FONTI ? RIGUARDI ? Ma rileggere ogni tanto no?!

  • Manuelg87

    Beh con il 4s faccio foto nettamente migliori rispetto al vecchio 4 !

  • Stefano

    Cascano? (CIASCUNO)

  • Stefano

    Cascano? (CIASCUNO)

  • Anonimo

    Scusate OT
    Qualcuno di voi ha problemi con la 3 su Firenze ?
    Grazie

  • Teejay87

    Scandaloso.

    Come se fosse una cosa nuova…. Le reflex usano algoritmi di questo tipo (AE) da decenni.

    Lo dico da appassionato Apple.
    Il problema è che ultimamente si concedono brevetti anche sull’aria.
    Qualcuno brevetterà la formula chimica dell’acqua prima o poi…

  • Ken Rogers

    L’articolo è scritto in esperanto.

  • Dvdasaro

    Si pensavo di essere l’unico.

  • Andrea B.

    Concordo, Apple stà entrando sempre più nel campo della fotografia, a lei sconosciuta. Un terreno minato da Canon e Nikon, per non citare tutte le altre. Deve stare attenta a far bene questi brevetti (non penso le sarà difficile) e di legarli ai dispositivi mobile. E quando in un futuro prossimo gli smartphone si fonderanno con le compatte digitali ? Quando le compatte diventeranno dispositivi internet mobile a tutti gli effetti ? Che scontri di brevetti che si vedranno !!

    Ha solo brevettato un metodo già esistente, ma che non esiste associato ad un dispositivo mobile.

  • Anonimo

    Forse nell’articolo mancano alcuni dettagli importanti, perché da come è descritto è una classica lettura esposimetrica a matrice già usata da 15-20 anni su tutte le fotocamere e su molti se non la maggior parte degli smartphone e cameraphone.
    Ricordo infatti che ci sono tre principali letture esposimetriche: “spot” (lettura solo nella parte centrale), “media a prevalenza centrale”, e a “matrice”, ovvero una lettura a settori, dove un algoritmo calcola il giusto valore esposimetrico a seguito del confronto di tutti i parametri espositivi rilevati nei singoli settori. 
    A meno che negli States si possa brevettare una tecnologia già da tutti utilizzata, il che, francamente, sarebbe alquanto scandaloso.