iPhone Duo è la migliore Apple degli ultimi anni (e non farà la fine del Vision Pro)

iPhone Duo, ancora deve uscire ed è già sulla bocca di tutti. Di fatto, Apple ha già vinto.

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TLDR Riassumi

È brutto, costa troppo, farà la fine del Vision Pro, non lo comprerà nessuno. A pochi giorni dalla presentazione dell’iPhone Duo, sui social in tanti hanno iniziato a criticare il primo pieghevole di Apple. E invece, siamo sicuri che sarà un grandissimo successo.

Il motivo? iPhone Duo rappresenta una delle Apple più coraggiose degli ultimi anni, senza nascondere che prezzo e compromessi mostrano anche i limiti di una prima generazione.

Credo che in tanti utenti storici si riconosceranno in queste parole: personalmente, provo una sensazione che mancava da parecchio tempo dopo un evento Apple. Quale? Quella di aver visto qualcosa che viene voglia di provare immediatamente, anche sapendo perfettamente che probabilmente non sarà il dispositivo perfetto.

iPhone Duo, almeno sulla carta, riesce esattamente in questo.

Non perché Apple abbia inventato lo smartphone pieghevole, visto che Samsung è in questo mercato da anni, così come Huawei, Honor e Google. Apple arriva anzi con enorme ritardo, ma osservando il Duo si ha l’impressione che l’azienda abbia fatto quello che storicamente le riesce meglio: aspettare, studiare ciò che non funziona negli altri prodotti e provare a rendere naturale qualcosa che fino al giorno prima sembrava inevitabilmente complicato.

E, allo stesso tempo, iPhone Duo mostra anche uno dei lati meno convincenti della Apple moderna: un prodotto bellissimo, desiderabile e tecnologicamente sofisticato, ma con un prezzo che lo rende inevitabilmente di nicchia.

In Italia si parte da 2.369 euro, per arrivare addirittura a 3.869 euro con 2TB. Non esattamente un acquisto da fare d’impulso.

Apple arriva tardi, ma questa volta il ritardo ha un senso

Per anni la domanda è stata sempre la stessa: perché Apple non fa un iPhone pieghevole?

La risposta più semplice era che la tecnologia non fosse ancora abbastanza matura per gli standard dell’azienda. La piega visibile, le superfici plasticose, cerniere ingombranti e software che spesso sembrava quello di un normale smartphone semplicemente allargato.

Guardando iPhone Duo si capisce meglio cosa Apple stesse aspettando.

Il dispositivo misura appena 5,2 mm quando aperto, utilizza un pannello interno da 7,6 pollici con nanotexture, ProMotion fino a 120Hz e un’interfaccia che cambia in base a come viene aperto, ruotato o appoggiato.

Ma la cosa più interessante non sono i numeri, è il modo in cui Apple ha provato a chiedersi: che cosa posso fare con un telefono che cambia fisicamente forma?

È qui che Duo diventa interessante.

Le cose migliori sembrano ovvie solo dopo averle viste

prezzi iphone duo

Ci sono alcune idee mostrate durante la presentazione che sono tecnicamente semplici, ma che fanno capire quanto Apple abbia ragionato sul formato.

Si può trascinare direttamente un soggetto da una foto verso un’altra applicazione sfruttando lo spazio del display, si possono utilizzare due app contemporaneamente, il dispositivo può aspettare automaticamente che tutti siano pronti prima di scattare una foto, evitando il classico conto alla rovescia dell’autoscatto.

Ci sono modalità in cui una metà diventa display e l’altra zona di controllo e ancora, StandBy sfrutta la posizione fisica del telefono, o la fotocamera che può mostrare alla persona fotografata l’inquadratura attraverso il display esterno.

Sono quelle soluzioni che, una volta viste, sembrano banalmente logiche. Vogliamo parlare della bellissima animazione “a porta” quando si apre o si chiude il dispositivo?

È qui che iPhone Duo ricorda maggiormente la Apple migliore: non nella tecnologia in sé, ma nel tentativo di togliere passaggi all’utente.

Anche alcuni dettagli puramente estetici, come le animazioni durante la piegatura o il modo in cui l’interfaccia si ricompone passando da un display all’altro, non risolvono alcun problema. Ma contribuiscono a far percepire il dispositivo come un oggetto pensato attorno al proprio form factor e non come un normale iPhone a cui è stata aggiunta una cerniera.

Non mancano i compromessi

Ed è qui che arriva il primo grande problema: spendendo 2.369 euro ci si aspetterebbe di comprare il miglior iPhone possibile sotto ogni punto di vista.

Non è così.

iPhone 18 Pro continua a offrire un comparto fotografico superiore, con apertura variabile e teleobiettivo avanzato. Duo si ferma invece a una doppia fotocamera da 48MP con zoom di qualità ottica fino a 2x.

Non c’è Face ID, visto che Apple utilizza Touch ID nel pulsante laterale.

La fotocamera nascosta sotto il grande display interno rappresenta una soluzione tecnologicamente affascinante, ma non è quella da scegliere per ottenere i selfie migliori.

E ci sono inevitabilmente dubbi che soltanto mesi di utilizzo reale potranno risolvere: resistenza della cerniera, comportamento del pannello dopo migliaia di aperture, visibilità della piega nel tempo e ottimizzazione delle applicazioni di terze parti.

In altre parole, Duo è l’iPhone più interessante, ma non necessariamente il miglior iPhone.

Per chi mette fotografia, autonomia e praticità davanti a tutto, iPhone 18 Pro Max potrebbe continuare a essere la scelta più razionale.

Eppure Duo è quello che viene voglia di prendere in mano.

Ma non sarà un altro Vision Pro

Il paragone con Apple Vision Pro è inevitabile: un prodotto di prima generazione, prezzo elevatissimo, software specifico e una nuova categoria sulla quale Apple chiede agli sviluppatori di investire.

Ma le somiglianze, a mio avviso, finiscono abbastanza presto.

Vision Pro richiede di cambiare completamente il modo in cui utilizziamo la tecnologia, visto che bisogna indossarlo ed è un dispositivo che, almeno oggi, difficilmente sostituisce qualcosa che già possediamo.

iPhone Duo parte invece da un oggetto che miliardi di persone utilizzano continuamente: è prima di tutto un iPhone.

Quando è chiuso entra in tasca e fa quello che normalmente chiediamo a uno smartphone, quando serve più spazio, diventa qualcosa di molto vicino a un piccolo iPad.

È questa la differenza fondamentale.

Negli Stati Uniti Duo parte da 1.999 dollari, contro i 3.699 dollari per il Vision Pro. Ma soprattutto Duo può potenzialmente diventare il dispositivo principale di una persona, mentre Vision Pro rimane per la maggior parte degli utenti un dispositivo aggiuntivo. E questo cambia completamente il valore percepito.

2.369 euro restano tantissimi, ma spendere quella cifra per l’oggetto che si utilizza magari cinque o sei ore ogni giorno è psicologicamente molto diverso dal spenderla per un visore che si utilizza occasionalmente.

Il vero rischio non è il prezzo

Paradossalmente, non credo che il principale problema di Duo sarà il prezzo. Apple vende già moltissimi iPhone Pro Max sopra i 1.500 euro e configurazioni che superano abbondantemente i 2.000 euro, per cui esiste un pubblico disposto a spendere cifre molto elevate per lo smartphone che utilizzerà quotidianamente per tre, quattro o cinque anni.

Il problema sarà dimostrare perché bisogna aprirlo.

La storia dei foldable Android ha già dimostrato che un grande display non basta visto che, se dopo qualche settimana l’utente finisce per utilizzare quasi sempre lo schermo esterno, allora tutto quel peso, quella complessità e quel costo diventano difficili da giustificare.

Per questo il lavoro fatto su iOS è forse persino più importante della cerniera.

Duo avrà successo se Apple e gli sviluppatori riusciranno a creare esperienze nelle quali aprire il dispositivo diventa naturale: leggere, lavorare su due app, modificare foto, navigare, guardare contenuti, giocare o utilizzare funzioni AI su una metà dello schermo mentre sull’altra resta aperto ciò di cui stiamo parlando.

Se invece le app si limiteranno a diventare più grandi, allora Duo rischierà di rimanere soprattutto una splendida dimostrazione tecnologica.

È una prima generazione, ma finalmente Apple rischia

Negli ultimi anni Apple è stata spesso accusata di essere diventata prevedibile, con iPhone migliorava ogni settembre senza mai cambiare davvero: processore più veloce, fotocamera migliore, autonomia leggermente superiore. Prodotti eccellenti, ma difficilmente sorprendenti.

iPhone Duo rompe questo schema.

Non è perfetto. Costa troppo. È pesante. Sacrifica alcune caratteristiche degli iPhone Pro. Non sappiamo ancora quanto sarà resistente dopo anni di utilizzo e probabilmente la seconda o terza generazione risolverà alcuni dei compromessi che oggi sembrano inevitabili.

Ma è anche uno dei pochi prodotti Apple recenti che fa immaginare immediatamente nuovi modi di utilizzare qualcosa che conosciamo da vent’anni.

Ed è questo che lo rende il più interessante di tutti gli iPhone.

La mia modestissima opinione?  Personalmente, se dovessi scegliere oggi quale sia l’iPhone più completo, sceglierei probabilmente iPhone 18 Pro Max.

Se invece la domanda fosse quale sia l’iPhone che vorrei provare per primo, non avrei molti dubbi. iPhone Duo.

E forse è proprio questo il risultato migliore che Apple potesse ottenere con una prima generazione: creare un prodotto che razionalmente è difficile consigliare a tutti, ma che riesce comunque a far pensare a molti utenti una cosa molto semplice.

“Lo voglio”.

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