Trump conferma la nuova partnership Apple-Intel

Apple e Intel avrebbero raggiunto un accordo per produrre chip negli Stati Uniti.

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TLDR Riassumi

intel apple 2025

Apple e Intel sarebbero pronte a collaborare per produrre chip negli Stati Uniti. L’annuncio arriva da Trump, ma i processori più avanzati resteranno probabilmente a TSMC.

Più realisticamente, Intel entrerà nella supply chain Apple per chip meno avanzati, destinati a prodotti di fascia più bassa o a dispositivi di generazione precedente ancora in vendita.

Per anni Intel è stata il cuore dei Mac, almeno fino al passaggio ad Apple Silicon. Oggi, però, la situazione è completamente diversa.

I chip restano progettati da Apple. Intel, in questo possibile accordo, entrerebbe come produttore, un ruolo simile a quello che oggi svolge TSMC per i processori Apple. In pratica, Apple continuerebbe a disegnare i suoi chip, mentre Intel si occuperebbe della fabbricazione in alcuni stabilimenti americani.

È una differenza fondamentale. Non parliamo di un ritorno ai processori Intel nei Mac, ma di una possibile produzione Intel di chip Apple-designed.

Il punto più importante è questo: Intel difficilmente produrrà nel breve periodo i chip più avanzati di Apple. TSMC resta molto avanti nella produzione dei processori più evoluti, soprattutto per le esigenze di Apple su iPhone Pro, iPad Pro e Mac di fascia alta. La capacità produttiva, la resa dei nodi avanzati e l’esperienza accumulata da TSMC sono ancora difficili da replicare.

Secondo le indiscrezioni, Intel potrebbe iniziare da chip legacy o di fascia più bassa per iPhone, iPad e Mac. Si parla quindi di componenti meno estremi, ma comunque importanti per prodotti venduti in grandi volumi.

Per Apple, avere Intel come secondo fornitore può essere utile sotto diversi punti di vista.

Prima di tutto, significa diversificare la produzione e ridurre almeno in parte la dipendenza da TSMC. Non perché TSMC non funzioni, ma perché affidarsi quasi totalmente a un solo produttore è sempre un rischio, soprattutto in un settore delicato come i semiconduttori.

Poi c’è il tema economico. Se Apple può contare su più fornitori, ha più margine nella negoziazione dei prezzi e nella gestione della capacità produttiva.

Infine, c’è il lato politico. Produrre più chip negli Stati Uniti permette ad Apple di rafforzare la narrativa del “made in America”, un tema molto caro all’amministrazione Trump e sempre più centrale nella strategia industriale statunitense.

Per Intel, un accordo con Apple sarebbe molto importante. Negli ultimi anni l’azienda ha perso terreno rispetto a TSMC nella produzione avanzata di chip, ma sta investendo molto per rilanciare il proprio business foundry. Avere Apple tra i clienti, anche solo per chip meno avanzati, sarebbe un segnale forte per il mercato.

Non a caso, dopo l’annuncio di Trump, il titolo Intel è salito in pre-market. Gli investitori hanno letto la notizia come una conferma del possibile rilancio della produzione americana di semiconduttori.

Secondo alcune indiscrezioni precedenti, Intel avrebbe già avviato test o prime produzioni legate a chip Apple usando tecnologie come il processo 18A.

È uno dei nodi su cui Intel sta puntando per tornare competitiva. Se Apple decidesse davvero di affidarle una parte della produzione, sarebbe anche un banco di prova importante per capire quanto Intel possa avvicinarsi agli standard richiesti da Cupertino.

Resta però probabile che, almeno all’inizio, TSMC continui a produrre oltre il 90% dei chip Apple più importanti.

Cosa cambia per gli utenti? Nel breve periodo, probabilmente poco o nulla.

Un iPhone, un iPad o un Mac con chip prodotto da Intel non dovrebbe essere diverso per l’utente finale, se il progetto resta Apple e le prestazioni rispettano gli stessi standard. Il cambiamento riguarda soprattutto la catena produttiva, i costi, la geopolitica e la capacità di Apple di distribuire meglio gli ordini.

La vera domanda è se, nel tempo, Intel riuscirà a diventare competitiva anche sui chip Apple più avanzati. Per ora sembra prematuro.

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