
Apple avrebbe raccolto quasi 900 milioni di dollari nel 2025 grazie alle commissioni App Store generate dalle app di AI generativa, secondo dati AppMagic riportati dal Wall Street Journal e ripresi da più testate del settore.
Apple oggi non è certo percepita come il leader dell’AI generativa, eppure sta monetizzando fortissimo il boom dei chatbot e degli assistenti sviluppati da altri.
La parte più importante del totale arriva da ChatGPT, che da sola rappresenterebbe circa il 75% di queste entrate da commissioni, mentre Grok si fermerebbe attorno al 5%. Secondo la stessa ricostruzione, Apple sarebbe già sulla strada per superare 1 miliardo di dollari di ricavi legati alle app AI nel 2026.
Il punto interessante è che Apple sta guadagnando dall’AI soprattutto perché controlla il canale più importante attraverso cui queste app arrivano agli utenti: l’iPhone e l’App Store. Per le sottoscrizioni auto-rinnovabili distribuite tramite App Store, Apple riconosce agli sviluppatori il 70% nel primo anno e l’85% dopo il primo anno di servizio pagato, salvo programmi o regole specifiche. Tradotto: una parte del boom di ChatGPT e delle altre app AI passa inevitabilmente anche dalle casse di Cupertino.
Di fatto, mentre Microsoft, Meta e Amazon hanno investito cifre enormi in infrastrutture AI, Apple continua a muoversi con una strategia più prudente e molto centrata su dispositivo, privacy e piattaforma. Nel frattempo, per il rilancio di Siri, Apple ha anche stretto un accordo pluriennale con Google per usare i modelli Gemini dentro le future esperienze di Apple Intelligence.