
Avere un secondo monitor cambia parecchio il modo di lavorare con un MacBook, soprattutto per i modelli con schermi più piccoli, ma portarsi dietro un display esterno non è sempre comodo, mentre un iPad o persino un iPhone sono dispositivi che spesso abbiamo già nello zaino o sulla scrivania.
ScreenExtend è proprio un’app sviluppata dall’italiana Creact che permette di trasformare iPhone e iPad in un vero secondo display per Mac.
La particolarità è nella scelta della connessione: niente Wi-Fi e nessuna procedura complicata di pairing. Mac e dispositivo vengono collegati direttamente tramite USB, con l’obiettivo di privilegiare stabilità e reattività.
Installazione e configurazione super veloci
Sul Mac bisogna scaricare gratuitamente l’applicazione complementare dal sito ufficiale ScreenExtend, mentre su iPhone o iPad si installa l’app disponibile su App Store.
A quel punto basta collegare i due dispositivi tramite un cavo USB compatibile con il trasferimento dati, aprire ScreenExtend e completare la configurazione iniziale. macOS richiede il permesso per la Registrazione schermo, necessario affinché l’app possa acquisire il desktop del Mac e trasmetterlo verso iPhone o iPad.

La cosa che ci è piaciuta di più è che non è necessario creare un account e non ci sono procedure di registrazione.
Il Mac deve utilizzare macOS 14 o versioni successive, mentre su iPhone e/o iPad dobbiamo avere almeno iOS 16.4 o iPadOS 16.4. L’app pesa circa 28,6 MB ed è disponibile in italiano e inglese.
Il principio è quello di qualsiasi configurazione multi-monitor: una volta attivo il secondo schermo, una finestra può essere spostata dal display del Mac a quello dell’iPad e utilizzata come superficie aggiuntiva.
iPad come secondo monitor
Ovviamente, con un iPad il vantaggio è immediatamente comprensibile. Un MacBook da 13 o 14 pollici può subito avere accanto un secondo display sul quale lasciare aperti Mail, Calendario, Slack, una pagina web, documentazione, una timeline o qualsiasi altro contenuto che altrimenti occuperebbe spazio sullo schermo principale.
Per uno sviluppatore, ad esempio, l’iPad può diventare lo spazio dedicato a documentazione e log mentre il codice rimane sul Mac. Per chi scrive può ospitare fonti e appunti, mentre chi lavora sui social può lasciare aperte chat, calendario editoriale o materiali di riferimento.
Non sostituisce naturalmente un monitor da 27 pollici sulla scrivania, ma non è questo l’obiettivo, perché secondo noi ScreenExtend è molto più interessante quando la postazione deve essere portatile: hotel, treno, coworking, ufficio di un cliente o semplicemente una scrivania sulla quale non si vuole installare un altro monitor fisso.
L’iPad che sarebbe comunque nello zaino diventa in pochi secondi spazio di lavoro aggiuntivo.
E con iPhone?

È probabilmente questa la caratteristica che distingue maggiormente ScreenExtend da Sidecar.
Apple permette infatti di utilizzare iPad come display esterno del Mac tramite Sidecar, anche attraverso una connessione USB, ma non offre la stessa possibilità con iPhone. Sidecar richiede inoltre che Mac e iPad utilizzino lo stesso Apple Account.
ScreenExtend funziona invece anche con iPhone e non richiede che i due dispositivi siano associati allo stesso account.
Ovviamente un iPhone non può trasformarsi improvvisamente in un monitor tradizionale, visto che lo spazio rimane ridotto, ma può funzionare molto bene come piccolo pannello secondario permanente.

Calendario, player musicale, email, chat aziendale, monitoraggio di un server, statistiche, Activity Monitor o una pagina che deve rimanere visibile sono esempi nei quali anche uno schermo da 6 pollici può risultare utile.
Con un iPhone Pro Max o con iPhone Duo aperto ’esperienza acquista ancora più senso.
La connessione USB è il vero punto di forza
Usando direttamente il cavo, la trasmissione del secondo display non dipende dalla qualità della rete Wi-Fi. Questo può diventare particolarmente utile quando si lavora in hotel, aeroporti, coworking o reti aziendali dove il wireless può essere congestionato o avere configurazioni poco adatte a questo genere di collegamento.

Inoltre, ScreenExtend utilizza codifica H.264 e H.265 per offrire immagini fluide e contenere la latenza, prt un’esperienza progettata per mantenere reattivi sia il cursore sia lo schermo.
C’è però anche il rovescio della medaglia: bisogna sempre avere un cavo che deve supportare il trasferimento dati, e una porta del Mac rimane occupata. Su una scrivania potrebbe essere un compromesso irrilevante, in mobilità dipende invece dalla configurazione utilizzata.
Privacy: niente account e nessun dato raccolto
Un altro aspetto positivo riguarda la semplicità lato privacy.
ScreenExtend non obbliga a creare un account e l’app non raccoglie dati dell’utente e solo il permesso di Registrazione schermo richiesto sul Mac potrebbe inizialmente far storcere il naso, ma è necessario per il funzionamento stesso di un’applicazione che deve mostrare il desktop su un altro dispositivo.
Resta comunque apprezzabile l’assenza di account, cloud obbligatorio o servizi aggiuntivi da configurare.
Conclusioni
ScreenExtend offre diversi elementi molto interessanti, come una configurazione semplice (niente account e pochi passaggi per iniziare), una connessione USB stabile, supporto per iPhone e non solo iPad, la possibilità di usare l’app un’ora al giorno senza costi aggiuntivi. Importante anche l’attenzione alla privacy, oltre al prezzo non alto se pensiamo che quest’app può avere soprattutto un utilizzo professionale.
Dall’altro lato, l’uso dell’USB rende sempre necessaria la presenza di un cavo, visto che non è possibile utilizzare ScreenExtend via Wi-Fi. Il collegamento USB garantisce però risposte veloci e in tempo reale per cursore e altri elementi.
Quanto costa ScreenExtend
La modalità Lite è gratuita e offre un’ora di utilizzo ogni giorno, senza scadenza. Alla mezzanotte il tempo disponibile viene ripristinato e si può utilizzare nuovamente il servizio.
Per eliminare il limite è disponibile ScreenExtend Premium, attualmente proposto su App Store a 2,99 euro al mese.
È una formula interessante per chi usa il secondo display solo occasionalmente: un’ora quotidiana può essere addirittura sufficiente e permette di utilizzare ScreenExtend senza pagare nulla.
Articolo in collaborazione con Creact