
Il primo dispositivo hardware di OpenAI potrebbe essere molto diverso da uno smartphone. Secondo Bloomberg, l’azienda starebbe lavorando a uno speaker smart portatile senza display, pensato per portare ChatGPT dentro casa in una forma più naturale e meno legata allo schermo.
Il prodotto sarebbe ancora in sviluppo e non dovrebbe arrivare sul mercato prima del 2027, ma OpenAI potrebbe mostrarlo già quest’anno. Il progetto nasce dopo l’acquisizione di io Products, la startup hardware fondata da Jony Ive, entrata ufficialmente in OpenAI nel luglio 2025.
Il dispositivo viene descritto come uno speaker smart mobile, con batteria ricaricabile e senza schermo. L’idea sarebbe quella di creare un assistente AI da spostare da una stanza all’altra, capace di rispondere a domande, controllare la smart home, riprodurre contenuti multimediali, gestire messaggi e dialogare con l’utente attraverso ChatGPT.
Il dispositivo dovrebbe avere una fotocamera e sensori per capire l’ambiente circostante, così da offrire risposte più utili e personalizzate. In pratica, non sarebbe solo un altoparlante con un assistente vocale, ma un oggetto pensato per “vedere” cosa accade intorno e adattarsi alle abitudini dell’utente.
Secondo Bloomberg, OpenAI vuole creare un prodotto con una personalità propria, capace di comunicare in modo più umano e proattivo. Si parla anche di elementi meccanici in grado di muoversi, così da dare al dispositivo una presenza più viva e meno statica rispetto agli smart speaker tradizionali.
Il confronto con HomePod viene naturale, ma probabilmente è anche riduttivo. Apple ha già in catalogo HomePod e HomePod mini, prodotti centrati su audio, Siri e casa intelligente. OpenAI, invece, sembra puntare a un oggetto nato prima di tutto per l’intelligenza artificiale conversazionale.
La differenza sta tutta qui: non uno speaker che “ha anche” un assistente, ma un assistente AI che usa la forma dello speaker per vivere in casa. Se ChatGPT riuscirà davvero a capire il contesto, ricordare preferenze e anticipare richieste, il prodotto potrebbe posizionarsi in una categoria diversa rispetto agli smart speaker a cui siamo abituati.
È anche la direzione suggerita da Sam Altman e Jony Ive, che in passato hanno parlato di un nuovo tipo di computer costruito intorno all’AI, con forte consapevolezza del contesto personale. Resta da capire se questa ambizione diventerà un prodotto davvero utile o solo un altro esperimento affascinante.
La causa Apple può complicare tutto
Il lancio, però, potrebbe essere condizionato dalla battaglia legale con Apple. L’azienda di Cupertino ha citato in giudizio OpenAI e due ex dipendenti, accusandoli di appropriazione indebita di segreti industriali legati allo sviluppo hardware. Apple sostiene che OpenAI avrebbe usato informazioni riservate, anche su processi produttivi e finiture dei materiali, per accelerare la nascita del suo dispositivo AI.
OpenAI, secondo Bloomberg, non vedrebbe il suo prodotto come paragonabile agli speaker Apple, mentre alcune persone vicine al progetto sostengono che il dispositivo sarebbe diverso da qualsiasi prodotto oggi in vendita da Apple. La causa resta comunque un elemento delicato: Apple ha chiesto un’ingiunzione e, se accolta, potrebbe ostacolare o ritardare l’arrivo del dispositivo.
Apple prepara intanto il suo hub domestico
A rendere la partita ancora più interessante c’è il fatto che anche Apple starebbe lavorando a un nuovo dispositivo per la casa. I rumor parlano di un hub con display quadrato da circa 7 pollici, speaker integrato, fotocamera per videochiamate e riconoscimento del volto, oltre all’integrazione con Siri AI.
La differenza sarebbe evidente: Apple punterebbe su un prodotto con schermo, più vicino a un centro di controllo per la smart home, mentre OpenAI starebbe scegliendo una strada più ambientale e conversazionale, senza display e con forte attenzione alla presenza fisica dell’assistente.
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