Samsung supera Apple nella soddisfazione degli utenti smartphone

Secondo il nuovo studio ACSI 2026, Samsung supera Apple nella soddisfazione smartphone, mentre Apple Watch pareggia con Galaxy Watch.

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TLDR Riassumi

 

Il nuovo studio dell’American Customer Satisfaction Index ci dice che Samsung supera Apple nella soddisfazione complessiva degli utenti smartphone, mentre Apple Watch resta stabile e aggancia Samsung al primo posto nella categoria smartwatch. Lo studio si basa su 26.963 sondaggi completati tra aprile 2025 e marzo 2026, con utenti chiamati a valutare le esperienze recenti con i principali brand del settore.

Nella categoria “cell phones”, Samsung mantiene il punteggio di 81 su 100 e conquista il primo posto. Apple scende invece da 81 a 80, perdendo un punto rispetto allo scorso anno. Il punteggio medio del settore sale dell’1% e arriva a 79, segnale che la soddisfazione generale degli utenti smartphone è leggermente migliorata dopo il calo registrato nell’edizione precedente.

Il distacco tra Samsung e Apple è minimo. Un punto non cambia da solo il racconto di due ecosistemi enormi, ma è abbastanza per ribaltare la classifica. Nel 2025 i due brand erano appaiati, mentre nel 2026 Samsung resta ferma e Apple arretra leggermente.

In pratica, gli utenti iPhone continuano a essere molto soddisfatti, ma Samsung riesce oggi a raccogliere una valutazione appena superiore nel mercato statunitense analizzato da ACSI. Non è un crollo per Apple, ma un segnale da non ignorare.

I numeri ACSI sono diversi da quelli citati da Apple

Qui serve una distinzione importante. Apple, durante la trimestrale del secondo trimestre fiscale 2026, ha parlato di una soddisfazione del 99% per la famiglia iPhone 17 negli Stati Uniti, misurata da 451 Research. Nella stessa comunicazione finanziaria, Apple ha anche riportato risultati molto forti per Mac, iPad e Apple Watch, confermando quanto l’azienda continui a usare la soddisfazione clienti come indicatore chiave della qualità percepita dei suoi prodotti.

Il dato ACSI, però, non va messo sullo stesso piano in modo diretto. Parliamo di metodologie diverse, campioni diversi e probabilmente anche domande diverse. Il 99% citato da Apple riguarda la famiglia iPhone 17 secondo 451 Research, mentre ACSI misura la soddisfazione più ampia nella categoria telefoni cellulari, su una scala da 0 a 100 e con un confronto diretto tra produttori.

Nei flagship Samsung è avanti, ma Apple regge bene

Quando ACSI divide la categoria per tipo di modello, il quadro diventa ancora più interessante. Nel segmento flagship, Samsung ottiene 84 punti, mentre Apple si ferma a 82. Google segue a 80. In altre parole, tra gli smartphone top di gamma Samsung riesce a ottenere una soddisfazione superiore rispetto agli iPhone più recenti.

È un dato interessante, perché il segmento premium è storicamente quello in cui Apple costruisce gran parte della propria forza. iPhone resta uno dei prodotti più desiderati e redditizi del mercato, ma Samsung negli ultimi anni ha lavorato molto su display, fotocamere, autonomia, funzioni AI e integrazione con l’ecosistema Galaxy.

Non è difficile capire perché questo possa aver inciso. Il mercato flagship non si vince più solo con materiali, chip e fotocamere. Si vince con un’esperienza completa, fatta di batteria, software, servizi, funzioni intelligenti e affidabilità quotidiana. E Samsung, almeno secondo questo studio, sta raccogliendo risultati molto solidi.

Apple è davanti nei modelli legacy e non flagship

Apple riesce invece a superare Samsung nella categoria “legacy/other”, dove ottiene 79 punti contro i 76 di Samsung. Qui rientrano i modelli meno recenti o non classificati come flagship, una fascia molto importante perché molti utenti continuano a usare iPhone per anni prima di cambiarlo.

Questo dato è forse meno appariscente, ma molto coerente con la forza storica di Apple. Gli iPhone invecchiano bene, ricevono aggiornamenti a lungo, mantengono valore e continuano a offrire un’esperienza stabile anche dopo diverse generazioni. È uno dei motivi per cui tanti utenti restano nell’ecosistema Apple anche quando non acquistano ogni anno il modello più recente.

Samsung vince quindi sul nuovo flagship, Apple risponde sulla longevità percepita. E questa è una differenza interessante: Samsung sembra convincere molto sul prodotto attuale, Apple continua a essere forte sulla durata dell’esperienza.

I pieghevoli restano un terreno Samsung

Nel segmento foldable, Samsung domina nettamente con un punteggio di 80, davanti a Google a 72 e Motorola, Lenovo, a 70. Il dato non sorprende: Samsung lavora sui pieghevoli da anni e ha costruito una leadership tecnica e commerciale che gli altri produttori stanno ancora inseguendo.

Per Apple questo è un punto da osservare con attenzione. Le indiscrezioni sul primo iPhone pieghevole continuano a circolare, e l’ingresso di Cupertino potrebbe cambiare gli equilibri del segmento. Ma ACSI mostra anche che i foldable, nel complesso, hanno ancora una soddisfazione media più bassa rispetto ai flagship tradizionali: 72 contro 82.

Questo significa che il mercato è interessante, ma non ancora pienamente maturo. Gli utenti apprezzano l’innovazione, ma restano sensibili a peso, prezzo, resistenza, piega del display, autonomia e riparabilità. Apple, se entrerà davvero in questa categoria, dovrà farlo con un prodotto molto più rifinito della media. Non basterà piegare un iPhone.

L’AI non è più solo una curiosità

Una delle parti più interessanti dello studio ACSI 2026 riguarda l’intelligenza artificiale. Per la prima volta, l’indice misura la soddisfazione legata alle funzioni AI sugli smartphone, e il punteggio debutta a 85 su 100. È un risultato molto alto, quasi allo stesso livello delle funzioni considerate ormai essenziali, come chiamate e messaggi.

Questo dettaglio dice molto sul momento attuale del mercato. Fino a poco tempo fa, molte funzioni AI sembravano elementi da presentazione: belle demo, qualche effetto interessante, ma utilità quotidiana ancora da dimostrare. Ora, almeno secondo ACSI, gli utenti iniziano a percepirle come qualcosa di concreto.

Per Apple, questo dato arriva in un momento delicatissimo. Apple Intelligence è ancora nel pieno della sua evoluzione e la nuova Siri attesa con iOS 27 dovrà dimostrare che Cupertino può recuperare terreno rispetto a Google, Samsung e agli altri player che hanno spinto prima e più forte sull’AI generativa.

Samsung, intanto, ha già trasformato Galaxy AI in un elemento centrale della comunicazione dei suoi flagship. E se gli utenti iniziano davvero a premiare le funzioni AI nella soddisfazione complessiva, Apple non può più permettersi una strategia troppo prudente.

Apple Watch torna al vertice,

La situazione cambia nella categoria smartwatch. Apple e Samsung sono appaiate al primo posto con 80 punti. Apple resta stabile rispetto allo scorso anno, mentre Samsung scende da 83 a 80. Il risultato è un pareggio al vertice, con Google Fitbit in crescita a 78, Garmin a 76 e Google Pixel a 74.

Apple Watch non cresce, ma resta solido. Samsung perde terreno e consente ad Apple di tornare in cima alla classifica, anche se in coabitazione. Il dato conferma una cosa: Apple Watch continua ad avere una soddisfazione molto alta, ma la categoria smartwatch è ormai più competitiva. Fitbit recupera, Garmin entra con un punteggio interessante e Pixel Watch resta più indietro, ma comunque presente in una classifica che inizia ad allargarsi.

Apple Watch continua ad avere un vantaggio evidente: l’integrazione con iPhone. Per molti utenti Apple non è semplicemente uno smartwatch, ma un’estensione naturale dello smartphone. Notifiche, salute, fitness, pagamenti, chiamate, messaggi, app e accessori funzionano dentro un ecosistema molto coerente.

ACSI segnala che, nella categoria smartwatch, le aree con i punteggi più alti sono la connettività con app e accessori, l’usabilità delle funzioni fitness e attività, e la soddisfazione legata al sito web, tutte a quota 83.

Sono proprio i terreni in cui Apple Watch storicamente si muove meglio. Non è sempre lo smartwatch con più autonomia, non è sempre quello con le funzioni sportive più estreme, ma resta uno dei più semplici da usare per chi vive dentro l’ecosistema Apple.

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