
John Giannandrea è ormai arrivato agli ultimi giorni in Apple, e la sua uscita segna la chiusura definitiva di uno dei capitoli più delicati degli ultimi anni per Apple sul fronte intelligenza artificiale.
Apple aveva già annunciato ufficialmente a dicembre 2025 che il manager avrebbe lasciato il suo ruolo per diventare advisor prima del ritiro nella primavera 2026, ma secondo le ricostruzioni più recenti la separazione effettiva si consumerà proprio questa settimana.
L’uscita coincide con la data del 15 aprile, quando matureranno le ultime stock grant. È il classico caso che in Silicon Valley viene descritto come “resting and vesting”: restare formalmente in azienda fino all’ultima maturazione delle azioni, pur avendo ormai un ruolo molto ridotto.
Giannandrea era arrivato in Apple nel 2018 dopo l’esperienza in Google, con il compito di guidare la strategia su machine learning e AI. Per anni è stato il volto più importante dell’ambizione Apple in questo settore, ma nel 2025 la situazione si è incrinata in modo evidente.
Poi è arrivata la decisione ufficiale di dicembre. Nel comunicato Apple ha confermato che Amar Subramanya sarebbe entrato come vicepresidente dell’AI, riportando a Craig Federighi, con responsabilità su Foundation Models, ricerca ML e AI Safety and Evaluation. Nello stesso annuncio Apple spiegava anche che il resto dell’organizzazione di Giannandrea sarebbe stato riallineato più vicino alle aree guidate da Sabih Khan ed Eddy Cue.
Per questo la sua uscita non va letta come una semplice notizia da organigramma. È il punto finale di una ristrutturazione nata dopo un avvio di Apple Intelligence giudicato deludente e dopo i continui rinvii della nuova Siri. Oggi Apple si prepara a presentare la prossima fase della sua strategia AI con una catena di comando diversa, più concentrata attorno a Federighi e alla nuova leadership tecnica.
C’è poi anche un elemento simbolico. Giannandrea era uno dei grandi nomi esterni portati dentro Apple per accelerare su un fronte strategico, ma la sua esperienza si chiude senza aver davvero cambiato la percezione del gruppo nel momento più importante, cioè quello dell’esplosione dell’AI generativa.
E questo rende la sua uscita molto più significativa di quanto sembri a prima vista.