50 anni di Apple, ripercorriamo i momenti più salienti di una grande storia

Dall’Apple II al Macintosh, dall’iPod all’iPhone, fino ad Apple silicon, Vision Pro e Apple Intelligence. Ecco i 50 anni di Apple.

Oggi, Apple compie ufficialmente 50 anni. Per un’azienda che di solito evita di vivere di nostalgia, questo traguardo ha comunque un peso speciale: non solo per il traguardo, ma perché in mezzo secolo Apple è riuscita a cambiare più volte pelle, passando da produttore di computer a protagonista dell’elettronica di consumo, dei servizi digitali e ora (o tra pochi mesi…) anche dell’intelligenza artificiale personale.

Raccontare tutta la storia di Apple in un solo articolo è impossibile, per questo abbiamo deciso di soffermarci su ogni decade e capire qual è stato il momento che ha cambiato il passo all’azienda.

Anni 70: l’Apple II trasforma un’idea in un’azienda vera

L’Apple-1 del 1976 resta il punto di partenza simbolico, ma il vero salto del decennio arriva nel 1977 con l’Apple II. È il prodotto che porta Apple fuori dalla dimensione quasi artigianale dei primissimi mesi e la spinge verso il mercato di massa, grazie a un computer più pronto per il pubblico, più riconoscibile e soprattutto davvero vendibile su larga scala.

Britannica lo ha descritto come il primo microcomputer ampiamente distribuito e come il prodotto che rese Apple un successo commerciale.

È qui che nasce davvero Apple come impresa. Senza il successo dell’Apple II, probabilmente non ci sarebbe stata la solidità necessaria per finanziare tutto quello che sarebbe arrivato dopo. E in fondo questo resta ancora oggi uno dei grandi paradossi della sua storia: il primo vero colpo non è stato il prodotto più famoso, ma quello che ha reso possibili tutti gli altri.

Anni 80: il Macintosh cambia il modo di usare un computer

Se gli anni 70 sono quelli della sopravvivenza e della crescita, gli anni 80 sono quelli dell’identità. Nel 1984 Apple presenta il Macintosh, e con questo modello porta al grande pubblico un modo di usare il computer molto più intuitivo e immediato. La macchina viene ricordata soprattutto per l’interfaccia grafica, il mouse e l’idea che un computer potesse essere potente senza obbligare tutti a ragionare come tecnici.

Il Macintosh non è stato semplicemente un nuovo prodotto. È stato il momento in cui Apple ha iniziato a raccontare la tecnologia come esperienza, non solo come prestazioni. Ed è un’impostazione che, da allora, non ha più abbandonato.

Anni 90: Jobs torna, Apple si ritrova e l’iMac riaccende tutto

Gli anni 90 sono la decade più fragile della storia Apple. L’azienda sperimenta molto, ma spesso senza una direzione davvero chiara. Il punto di svolta arriva nel 1997, quando Apple acquisisce NeXT e Steve Jobs rientra in azienda dopo un periodo buio. Non è soltanto un ritorno umano e simbolico: con NeXT arriva anche NeXTSTEP, la base software da cui nascerà poi Mac OS X.

Da lì parte una semplificazione drastica della gamma e, poco dopo, nel 1998 arriva l’iMac G3, il prodotto che più di ogni altro restituisce ad Apple un volto riconoscibile, contemporaneo e finalmente di nuovo desiderabile. È il momento in cui Apple smette di sembrare un marchio che resiste e torna a sembrare un marchio che guida.

Anni 2000: prima l’iPod, poi l’iPhone e il mondo non è più lo stesso

Nei 2000 Apple smette definitivamente di essere solo una computer company. Il primo colpo arriva nel 2001 con l’iPod, che Apple presenta come un lettore musicale capace di portare fino a 1.000 brani in tasca. È il prodotto che rende Apple centrale nella cultura pop e nell’elettronica di consumo.

Il secondo colpo, ovviamente, arriva nel 2007 con l’iPhone. Apple lo presenta come la fusione di tre oggetti in uno solo: un iPod widescreen touch, un telefono rivoluzionario e un comunicatore Internet. È una presentazione che oggi fa parte della storia della tecnologia, ma soprattutto è il momento in cui Apple cambia per sempre il proprio peso nel mondo. Dopo l’iPhone, l’azienda non detta più solo il gusto del design: detta la forma stessa del mercato.

Anni 2010: iPad, Apple Watch e AirPods allargano il concetto di ecosistema

Nel 2010 Apple lancia iPad e apre una nuova categoria a metà tra smartphone e computer portatile. Al debutto Apple lo racconta come un dispositivo per navigare, leggere, guardare contenuti e usare le app in modo più diretto. Negli anni successivi iPad cambia parecchio e si avvicina sempre di più a un’idea diversa di personal computer.

Nel 2014 arriva poi Apple Watch, presentato come il dispositivo più personale mai creato dall’azienda. È una scommessa diversa da tutte le precedenti, perché non parla solo di produttività o intrattenimento, ma di presenza costante, salute, notifiche, fitness e sicurezza.

Due anni dopo, nel 2016, Apple presenta AirPods. All’inizio qualcuno li legge come un accessorio curioso, ma il tempo li trasforma in uno dei prodotti più riusciti e riconoscibili dell’intera gamma. E proprio qui si vede quanto Apple, negli anni 2010, non si limiti più a vendere singoli dispositivi, ma costruisce un ecosistema che funziona meglio quanto più lo si vive per intero.

Anni 2020: Apple silicon, Vision Pro e l’inizio dell’era Apple Intelligence

Apple-ia

Nel giugno 2020 Apple annuncia il passaggio del Mac ad Apple Silicon. È una decisione tecnica, ma anche profondamente strategica: togliere il Mac dalla dipendenza da Intel e riportare in casa il controllo sul cuore dei propri computer. Apple presenta questa transizione come un modo per ottenere prestazioni superiori e nuove possibilità per l’intera piattaforma Mac.

Nel 2023 arriva Vision Pro, il primo computer spaziale di Apple. Non è un prodotto di massa, almeno per ora, ma segna comunque un nuovo tentativo di aprire una categoria e di imporre un linguaggio diverso per l’interazione con il software.

Nel 2024, poi, Apple introduce Apple Intelligence, definendola come un sistema di intelligenza personale integrato in iPhone, iPad e Mac. È ancora una fase in costruzione, con risultati e ritardi che hanno acceso molte discussioni, ma è già abbastanza chiaro che gran parte della prossima decade Apple passerà anche da qui.

Il vero filo rosso di questi 50 anni

Guardando queste decadi una dopo l’altra, si vede bene che Apple non ha avuto una sola vita. Ne ha avute molte.

Prima ha reso popolare il computer personale, poi ha cambiato il modo di interagire con il computer, poi si è salvata tornando alle proprie radici, poi ha riscritto la musica digitale, poi il telefono, poi i dispositivi indossabili, poi il chip, poi la computazione spaziale e ora sta provando a rifare lo stesso gioco con l’intelligenza artificiale.

La verità è che i 50 anni di Apple non si spiegano con una semplice sequenza di prodotti vincenti. Si spiegano con la capacità, rarissima, di capire quando un mercato va solo migliorato e quando invece va completamente riscritto. Ed è per questo che, anche nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, Apple continua a essere giudicata soprattutto per ciò che farà dopo.

Prodotti consigliati

In qualità di Affiliato Amazon, iPhoneItalia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Offerte Amazon di oggi