NSO sotto indagine in Israele per lo spyware Pegasus

NSO dovrà affrontare un'indagine a causa dello spyware che ha colpito diversi iPhone e smartphone Android.

Dopo quanto accaduto nelle ultime settimane, il governo di Israele ha deciso di avviare un’indagine contro NSO Group.

nso group spyware iphone

Lo spyware Pegasus utilizza exploit zero-day di iMessage per creare spyware sia per iPhone che per smartphone Android, consentendo agli utenti di leggere messaggi di testo ed e-mail, monitorare contatti e chiamate, tenere traccia delle posizioni, raccogliere password e persino accendere il microfono dello smartphone per registrare le conversazioni. Secondo diverse associazioni, alcuni governi hanno utilizzato questo spyware su iOS e Android per spiare giornalisti, attivisti e dissidenti politici.

Proprio per questi motivi, nei giorni scorsi alcuni funzionari del governo israeliano hanno visitato gli uffici NSO come parte di un’indagine sullo spyware Pegasus. Gli inquirenti stanno esaminando le pratiche commerciali di NSO sulla base delle accuse secondo cui diversi governi hanno sfruttato Pegasus per prendere di mira dissidenti e giornalisti. Tra i funzionari che si occupano dell’indagine ci sarebbero anche rappresentati del ministero degli Esteri, del ministero della Giustizia, del Mossad e dell’ingelligence militare.

Il CEO del gruppo NSO Shalev Hulio ha confermato l’indagine in una dichiarazione rilasciata poche ore fa: “Sì, è tutto vero. Credo che questa indagine sia molto positiva, dal momento che sappiamo la verità e conosciamo l’elenco dei nostri clienti. Nessuna accusa è correlata a NSO“.

NSO Group afferma inoltre che non può essere ritenuta responsabile per le azioni dei suoi clienti: “Se sono il produttore di un’auto e la usi per ammazzare qualcuno, non vieni da me, vai dall’autista. Inviamo il sistema ai governi, otteniamo tutti gli accreditamenti corretti e facciamo tutto legalmente. E se un cliente decide di abusare del sistema, non sarà più nostro cliente. Ma tutte le accuse dovrebbero essere rivolte al cliente“.

Non è ancora chiaro se Apple ha corretto l’exploit con le ultime versioni di iOS.

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