“Le buone idee meritano di essere trovate”, la nuova campagna di Facebook contro Apple

Continua la lotta di Facebook contro le nuove limitazioni sulla privacy integrate da Apple su iOS 14.5.

Facebook continua a criticare l’imminente funzionalità Tracking Transparency di Apple con una nuova campagna pubblicitaria denominata “Le buone idee meritano di essere trovate”.

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Il mondo è pieno di buone idee“, scrive Apple. “Ora, grazie agli annunci personalizzati, le piccole imprese possono far trovare le proprie. Le buone idee meritano di essere trovate“.

Come riportato dalla CNBC, questa nuova campagna pubblicitaria apparirà su TV, radio e online negli Stati Uniti a partire da oggi e durerà 12 settimane. L’obiettivo è “aiutare le persone a capire in che modo gli annunci personalizzati che vedono li aiutano a scoprire cose nuove che amano, supportando le attività della loro comunità”.

Andrew Stirk, capo marketing aziendale di Facebook, ha discusso della nuova campagna pubblicitaria in un’intervistarilasciata proprio alla CNBC:

L’obiettivo è aiutare le persone a comprendere il ruolo che gli annunci personalizzati svolgono per le piccole imprese, per la loro capacità di crescere e prosperare, e anche il ruolo che svolgono nell’aiutare a scoprire idee che altrimenti potrebbero non esistere, che altrimenti non potrebbero trovare. Vogliamo assicurarci che le piccole imprese siano consapevoli degli strumenti che stiamo attuando e rendere l’esperienza il più positivA possibile. E poi, per i consumatori, vogliamo aumentare la consapevolezza del ruolo svolto dagli annunci personalizzati per le piccole imprese e la capacità di scoprire idee.

I tempi del lancio di questa campagna lasciano pochi dubbi: l’obiettivo è spostare l’opinione pubblica contro Apple, pronta a lanciare una funzionalità che potrebbe limitare di molto il business di Facebook.

Ricordiamo che la funzione per la trasparenza del tracciamento nelle app richiederà alle app di ottenere l’autorizzazione dell’utente prima di tracciare i suoi dati nelle app o nei siti web di proprietà di altre aziende. Facebook ha spesso criticato questa funzione affermando che andrà a danneggiare le piccole aziende e obbligherà gli sviluppatori a far pagare app e giochi oggi gratuiti.

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