Servant e il presunto plagio, Apple si difende dalle accuse

La serie Servant disponibile su Apple TV+ è stata accusata di plagio dalla regista Francesca Gregorini. Apple si difende e spiega perché non si può parlare di plagio.

Apple ha consegnato la propria mozione difensiva al giudice federale che si occupa della causa intentata dalla regista Francesa Gregorini, che ha accusato di plagio la serie “Servant” disponibile su Apple TV+.

Servant

La regista di The Truth About Emanuel, Francesca Gregorini, afferma che la serie “Servant” si è appropriata della trama del suo film, usando anche lo stesso “linguaggio cinematografico” per un risultato del tutto simile al suo film per sentimenti e temi trattati. Oltre ad aver parlato dei punti paralleli della trama, Gregorini afferma che Servant presenta anche “personaggi, scene, scelte registiche e modalità di narrazione sorprendentemente simili  e altamente idiosincratici“.

Il film The Truth About Emanuel ha come protagonista una babysitter di 17 anni che si prende cura di un bambino che in realtà si rivela essere una bambola. Tale bambola è stata creata per sostituire un bambino morto da poco. L’incipit è simile a quello di Servant. Si può parlare di plagio?

Apple ha offerto una spiegazione per ciascuna delle accuse presentate dalla Gregorini:

La querela da parte di Francesca Gregorini è un altro esempio di quella convinzione ossessiva, così comune tra autori e compositori, che tutte le somiglianze tra le loro opere e quelle degli altri che escono in seguito devono inevitabilmente essere considerate plagio. La querelante sta cercando di rivendicare la proprietà su idee impraticabili, tra cui una madre in lutto che crede che una bambola “terapeutica” sia il suo bambino defunto, o la presenza di genitori bianchi, sofisticati e privilegiati che assumono una tata per il loro bambino. Questi concetti sono tratti dalla vita reale e si trovano in innumerevoli film, programmi televisivi e libri”.

Il team legale di Apple ha poi citato alcune delle innumerevoli opere simili, confrontando trama, sequenze di eventi, temi, impostazioni, ritmo e dialoghi. E, ovviamente, vengono elencate anche le differenze tra il film della Gregorini e la serie Servant:

Esistono numerose altre differenze tra le trame delle due opere. The Truth About Emanuel è raccontato dalla prospettiva di Emanuel, anzi, il film inizia proprio con la sua voce fuori campo. In Servant, la prospettiva è l’opposto, poiché la serie esplora chi (o cosa) è Leanne e da dove viene.

Inoltre, una bambola che prende vita non è certo un nuovo concetto, essendo stata esplorata in innumerevoli opere, dal classico romanzo per bambini del 1883 Pinocchio al remake dell’anno scorso di Child’s Play.

Malgrado qualche similitudine come la cronologia temporale del racconto, che per gli avvocati Apple non è certo qualcosa di tutelabile dalla legge, “… i temi principali di Emanuel e Servant, al di là del dolore e dell’illusione, sono drasticamente diversi. Emanuel e Leanne non hanno quasi nulla di simile. Al di là di alcuni tratti generici e imprevedibili condivisi dalle attrici, le loro storie e la loro psicologia non potrebbero essere più diverse“.

Gregorini ha rilasciato una dichiarazione successiva a questa mozione, esprimendo la totale fiducia sul fatto che i giudici constateranno le “incredibili somiglianze” tra le due opere: “Dobbiamo porre fine alla cultura di Hollywood, dove i potenti sono liberi di rubare e riutilizzare il lavoro originale di altri senza paura o conseguenze“.

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