Il Congresso USA scrive ad Apple dopo il caso HKMap in Cina

Alcuni membri del Congresso USA protestano contro Apple per la decisione di eliminare dallo store l’applicazione HKMAp.live.

Alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti hanno inviato una lettera al CEO di Apple Tim Cook per esprimere le loro preoccupazioni sulla decisione presa da Apple di rimuovere l’app HKMap dall’App Store dopo le lamentele del governo cinese.

HKMap

Come saprete, Apple ha rimosso rimosso l’app HKMap che veniva usata ad Hong Kong per condividere la posizione della polizia ed evitare gli scontri. La Cina ha dichiarato che quell’app veniva in realtà sfruttata dai manifestanti per evitare le forze dell’ordine, scegliere altri luoghi per le proteste e commettere atti illeciti. La stessa Apple si è difesa affermando che deve rispettare le leggi locali anche quando si tratta di applicazioni presenti su App Store.

Questa situazione ha scatenato le proteste di diverse organizzazioni internazionali, tanto che oggi alcuni rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti hanno inviato una lettera a Tim Cook, definendo la decisione presa da Apple come “deludente”. Secondo i legislatori statunitensi, l’app HKMap consente ai dimostranti pacifici, ai turisti e a tutti i cittadini, di condividere la posizione delle forze dell’ordine per rimanere fuori pericolo. Nella lettera viene anche ricordato che, fino ad oggi, Apple ha censurato “almeno 2200 applicazioni in Cina, comprese app VPN o app realizzate da e per minoranze etniche oppresse”.

Apple ha detto pubblicamente che vuole lavorare con i leader cinesi per realizzare un grande cambiamento, piuttosto che sedersi in disparte e urlare contro di loro. Anche noi crediamo che la diplomazia e il commercio possano essere forze democratizzanti. Ma quando un governo repressivo rifiuta di evolversi e, anzi, aumenta i suoi sforzi in questo senso, la cooperazione può trasformarsi in complicità.

Il governo cinese sta diventando sempre più aggressivo nei suoi tentativi di dettare condizioni alle società statunitensi, come dimostrano le ultime notizie che riguardano Apple, la National Basketball Association e la Activition Blizzard. Casi come questi sollevano reali preoccupazioni sul fatto che Apple e altre grandi entità aziendali statunitensi si inchinino alle crescenti richiese cinesi solo per non perdere l’accesso a oltre un miliardo di potenziali clienti.

Tim Cook ha spiegato che l’app è stata tolta perché, in base a informazioni credibili provenienti dalle forze dell’ordine di Hong Kong, HKMap sarebbe stata utilizzata anche per commettere atti di violenza:

Non è un segreto che la tecnologia può essere utilizzata per il bene o per il male. Questo caso non è diverso. L’app in questione ha permesso la segnalazione in crowdsourcing e la mappatura dei posti di blocco della polizia, degli hotspot di protesta e di altre informazioni. Di per sé, queste informazioni sono benigne. Tuttavia, negli ultimi giorni abbiamo ricevuto informazioni credibili, dall’Ufficio per la sicurezza informatica e la tecnologia di Hong Kong, nonché dagli utenti di Hong Kong, secondo cui l’app veniva utilizzata anche per colpire singoli agenti e vittimizzare persone e proprietà dove non sono presenti le forze dell’ordine. Questo uso viola la legge di Hong Kong. Allo stesso modo, un abuso diffuso viola chiaramente le nostre linee guida sull’App Store.

La lettera dei legislatori termina con l’esortazione ad Apple di invertire la rotta e riattivare l’app HKMap su App Store:

Nel promuovere i valori, come nella maggior parte delle cose, le azioni contano molto più delle parole. La decisione di Apple presa la scorsa settimana per accogliere le richieste del governo cinese è profondamente preoccupante. Vi esortiamo nei termini più forti a invertire la rotta e dimostrare che Apple pone i valori al di sopra dell’accesso al mercato. Apple deve stare con gli uomini e le donne coraggiosi che lottano per i diritti e la dignità a Hong Kong.

La lettera è stata firmata dai Senatori USA Ted Cruz, Alexandria Ocasio-Cortez, Ron Wyden, Tom Cotton, Marco Rubio, Mike Gallagher e  Tom Malinowski.

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