Apple tra meno design e più “operazioni”, sarà davvero un male?

L’addio di Jony Ive costringerà Apple ad alcune ristrutturazioni interne, alcune delle quali sono già in atto da alcune settimane. Molti analisti sono preoccupati del fatto che l’azienda non stia più dando molta importanza al design, preferendo concentrarsi maggiormente sulle operazioni. E se non fosse poi un’idea così malvagia?

Al momento non è prevista una sostituzione diretta di Ive come capo del reparto design, visto che i due nuovi responsabili non si interfacceranno più con il CEO Tim Cook, ma con il COO Jeff Williams. In molti sono preoccupati di questa scelta, perché sancirebbe formalmente la decisione presa da Apple di dare meno importanza al design. Ad un’analisi più attenta, però, la situazione potrebbe essere ben diversa.

Com notato da John Gruber, ha molto più senso che i il team design si interfacci prima con il responsabile delle operazioni e non direttamente con il CEO dell’azienda. Chi mette in dubbio l’importanza delle operazioni rispetto al design dovrebbe ricordare quanto successo con le tastiere dei MacBook.

Chi ha acquistato un MacBook con la tastiera a farfalla – fortemente voluta da Jony Ive – avrà probabilmente avuto problemi con alcuni tasti. Non a caso, la stessa Apple ha attivato una campagna di sostituzione gratuita e sta pensando di ritornare ad una versione “a forbice” più evoluta rispetto al passato.

Poiché Ive aveva un enorme potere in Apple ha potuto realizzare un design sottile ed esteticamente magnifico, a discapito però dell’affidabilità del prodotto. Avere un responsabile delle operazioni in grado di bocciare decisioni di progettazione che sembrano ottime nei test di laboratorio, ma che in realtà non si adattano alla produzione di massa, è fondamentale.

A guardare bene, lo stesso Steve Jobs affermava una cosa del genere: “La maggior parte delle persone commette l’errore di pensare che il design sia quello che si vede. La gente pensa che qualcuno consegni una scatola ai designer e gli dica ‘falla sembrare bella!’. Ma non è questo il tipo di design che intendiamo in Apple. Non è solo quello che si vede. Il design è come funziona“.

Ecco perché diversi e importanti osservatori come lo stesso Gruber ritengono che la scelta di Apple abbia senso da un punto di vista organizzativo, ora che il team design deve prima interfacciarsi con il responsabile delle operazioni Jeff Williams. E poi, da sempre il COO è considerato il secondo in comando all’interno di Apple: “In ogni caso, la ristrutturazione di Apple significa che ora abbiamo qualcuno con immense esperienze operative che ha l’ultima parola sulle decisioni di progettazione, e questa deve essere presa come una buona notizia per quanto riguarda l’affidabilità del prodotto“.

E per alcuni, quel ruolo di COO con mansioni allargate di Jeff Williams significa anche “CEO designato“. Dopo Tim Cook, potrebbe essere lui a guidare Apple. Magari non tra un paio d’anni, ma in futuro sicuramente sì.

Nella pratica, tutto questo rimpasto può portare importanti benefici per i clienti. Il team design lavorerà come sempre, magari con un tocco di coraggio in più ora che Ive ha lasciato l’azienda, ma allo stesso tempo le soluzioni di progettazione saranno prima verificate con cura per evitare problemi di funzionamento o di affidabilità.

Sulla carta è un mix quasi perfetto, ma solo il futuro ci dirà chi ha avuto ragione.

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