Il WSJ racconta il difficile rapporto tra Tim Cook e il CEO di Qualcomm

La battaglia legale tra Qualcomm e Apple è diventata sempre più tesa dall’inizio del 2017. Un nuovo report del Wall Street Journal approfondisce come e perché questa guerra a suon di denuncia si è intensificata, dedicando particolare attenzione alla relazione ostile tra il CEO di Qualcomm Steve Mollenkopf e il CEO di Apple Tim Cook.

L’articolo racconta di un incontro tra Mollenkopf e Cook avvenuto lo scorso anno presso la sede centrale di Apple. I due si sono incontrati per discutere della battaglia legale sempre più ostile tra le loro compagnie, ma Mollenkopf avrebbe lasciato al suo avvocato generale dell’azienda la maggior parte dello spazio.

Secondo il rapporto di oggi, Mollenkopf sospettava che Apple avesse sostenuto il tentativo di acquisizione ostile di Qualcomm da parte di Broadcom. Proprio per questo motivo, avrebbe lasciato parlare il suo avvocato generale per quasi tutta la durata dell’incontro.

Il Wall Street Journal conferma che proprio il rapporto molto freddo tra i due CEO ha contribuito ad alimentare una battaglia legale che non sembra avere fine.

Parte del problema nel rapporto tra Cook e Mollenkopf è che hanno “così poca connessione personale“. Per questo motivo, i top manager di Apple hanno riferito che non ci sono i margini per un accordo con Qualcomm: “Ormai è una questione personale e nessuno può colmare questa lacuna“.

Tra l’altro, ad aprile compariranno come testimoni sia Tim Cook che Steven Mollenkopf, in quelle che saranno sicuramente delle dichiarazioni molto importati ai fini della decisione finale. Il WSJ afferma che Tim Cook sia così contrariato dalle pratiche di licenza di Qualcomm da voler testimoniare in prima persona: “Richiedere il 5% per ogni iPhone venduto è semplicemente sbagliato”.

Cook sarebbe infastidito anche da come Mollenkopf ha gestito un’altra disputa legale che si è conclusa lo scorso anno.

Infine, il report racconta come sia nato il rapporto commerciale tra Apple e Qualcomm, quando nel 2007 fu Steve Jobs a negoziare la fornitura dei chip modem 2G per il primo iPhone. A quei tempi, Jobs aveva anche un rapporto di amicizia con l’allora CEO di Qualcomm Paul Jacobs. Quel primo accordo prevedeva che Apple pagasse 7.50$ per ogni iPhone prodotto.

Quando Tim Cook è diventato CEO di Apple nel 2011 ha trovato quell’accordo molto conveniente e ha spinto per rinnovarlo. Subito dopo, però, la posizione di Qualcomm è cambiata dando origine ad una lunga e tortuosa battaglia legale.

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