L’arresto della CFO di Huawei potrebbe avere ripercussioni per Apple

11 dicembre 2018 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

L’arresto della CFO di Huawei Meng Wanzhou con l’accusa di aver violato le sanzioni statunitensi contro l’Iran potrebbe avere implicazioni per Apple, come riporta la CNN in un recente report.

Meng Wanzhou, CFO di Huawei nonché figlia del fondatore dell’azienda, è stata arrestata in Canada lo scorso 1° dicembre in risposta ad una richiesta di estradizione da parte del governo degli Stati Uniti.

Gli USA sostengono che la Meng abbia aiutato Huawei ad aggirare le sanzioni statunitensi contro l’Iran, visto che avrebbe affermato alle istituzioni finanziare che una filiale di Huawei era invece una società separata. Huawei si è detta fiduciosa dei sistemi giudiziari di Canada e Stati Uniti e ha difeso l’operato della sua CFO, considerato assolutamente rispettoso delle norme.

Questo arresto è però solo l’ultimo atto di una serie di azioni del governo USA contro Huawei. A febbraio, l’FBI aveva avvertito i cittadini americani di non acquistare smartphone o altri prodotti Huawei in quanto potenzialmente pericolosi per la privacy a causa di spyware controllati dal governo cinese. Per lo stesso motivo, ad agosto Trump ha firmato una proposta di legge che vieta alle agenzie governative del paese di utilizzare apparecchiature fornite da Huawei e ZTE.

La Cina, però, non ha reagito bene soprattutto a questo recente arresto. Su uno dei quotidiani cinesi più vicini al governo, si legge che “La mossa di Washington per soffocare Huawei si indebolirà. Il diviato di aziende cinesi come Huawei isolerà gli Stati Uniti dall’economia digitale del futuro“. In altri articoli si legge di vere e proprie minacce dirette contro le aziende statunitensi che vendono smartphone in Cina, con riferimento ovviamente ad Apple e Google: “La Cina può impedire alle società statunitensi di entrare nel mercato cinese, semplicemente rivedendo alcuni parametri: i propri standard per l’accesso al mercato, le regole di acquisizione e i protocolli di telecomunicazione“.

Apple è un obbiettivo chiaro di questa campagna, finalizzata a mettere pressione al governo americano. Per la società di Tim Cook, un blocco di questo tipo potrebbe avere serie ripercussioni per il futuro, visto che il mercato cinese è tra i più importanti al mondo per la vendita di nuovi smartphone. Secondo Dan Ives della società di investimento Wedbush, dei 350 milioni di nuovi iPhone che saranno venduti nei prossimi anni, 70 milioni verranno acquistati in Cina. Con tale possibile blocco, un quinto di queste vendite sarà a rischio.

Secondo alcuni, anche la recente decisione di bloccare la vendita di alcuni iPhone per la violazione di brevetti Qualcomm è solo un primo avvertimento del governo cinese. Inoltre, diverse aziende cinesi stanno incoraggiando i propri dipendenti a sostituire gli iPhone con smartphone Huawei dopo l’arresto della Meng.

L’unica forza di Apple in questa situazione è il fatto che gran parte degli iPhone vengono realizzati proprio in Cina, quindi produrne di meno avrebbe ripercussioni anche su aziende come Foxconn che, di fatto, sono in grado di esercitare una forte pressione sul governo.

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