Morte da “selfie”, sono già 259 i casi nel mondo

Il fenomeno dei selfie estremi, gli scatti effettuati in situazioni pericolose, sta prendendo sempre più piede anche in Italia. Si tratta di una pratica diffusa soprattutto tra i più giovani e che, nel mondo, ha portato a 259 morti dal 2011 al 2017.

Tra le causa principali di morte a causa dei cosiddetti selfie estremi figurano annegamento, incidenti con mezzi di trasporto e cadute. Uno degli ultimi casi avvenuti in Italia risale a poche settimane fa, quando un ragazzo di 15 anni è precipitato dal tetto di un centro commerciale mentre provava a scattarsi un selfie.

Dal 2011 al 2017, si contano 259 morti causate proprio da questa stupida pratica. Le morti sono avvenute soprattutto sulle cime delle montagne, sui tetti di edifici o in prossimità di un lago. I paesi con il più alto numero di vittime sono India, Russia e Stati Uniti.

Gli autori dell’indagine spiegano che “… la morte correlata ai selfie è stata definita come qualsiasi morte accidentale che si verifica mentre si effettua un autoscatto o un selfie vero e proprio“.

Gli autori consigliano di inserire dei cartelli di “divieto selfie” nelle zone pericolose, ma vista la diversità dei luoghi e la stupidità di molti, è difficile vedere questo consiglio come una soluzione. Basti pensare che la maggior parte delle morti da selfie correlate ai mezzi di trasporto riguarda persone che hanno provato a scattare una foto mentre erano sui binari, proprio quando si stava avvicinando il treno.

Tra l’altro, non esiste un registro vero e proprio, per questo il numero di 259 decessi da selfie va considerato come sottostimato.

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