Romney e Obama parlano anche di Apple e Cina

La sfida tra i due principali candidati alle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti si accende e negli ultimi giorni il dibattito ha interessato anche Apple: Obama e Romney hanno infatti affrontato la questione su come tentare di riportare in patria la produzione dei prodotti Apple, ora spostata quasi totalmente in Cina, a seguito di una domanda fatta da un giornalista.

Romney ha affermato che la Cina perpetra costantemente un furto delle proprietà intellettuali statunitensi, con prodotti identici, prezzi inferiori, hacking sui computer e tanto altro: “Questo” dice il candidato repubblicano “non è corretto per i lavoratori degli Stati Uniti. Noi saremmo in grado di competere con chiunque se le regole del gioco fossero le stesse”.

Ribatte Obama: “Ci sono dei lavori che non possono ritornare in patria. I nostri lavoratori vogliono salari più alti e posti di lavoro altamente qualificati perchè hanno studiato e lavorato sodo per arrivare dove sono. Per questo dobbiamo investire nella fabbricazione avanzata, e fare in modo di avere la migliore scienza e la migliore ricerca tecnologica di tutto il mondo”.

E Obama ha ricordato che nel 2011, Steve Jobs affermò che se avesse potuto istruire 3000 ingegneri negli USA avrebbe spostato gli impianti di produzione in patria.

 

 

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