Spazcon: Fantozzi salterino?! La recensione di iPhoneItalia

Spazcon lascia decisamente perplessi. Perchè non si capisce bene cosa doveva essere, e si capisce ancora meno di cosa si tratta in realtà. Spazcon riesce a fondere in maniera quasi impensabile una presentazione affascinante e curata con una giocabilità meno che accettabile, creando uno strano mix dove il giocatore è quasi tentato di andare avanti, per capire dove il gioco va a parare. Quasi.


In Spazcon si controlla Barry, l’ultimo fantozziano inpiegato di una super mega multinazionale di data entry, a cui però non manca l’ambizione e il delirio di onnipotenza: lui vuole diventare Presidenta della Spazcon Inc., e per farlo si lancia in un’autentica “scalata al potere” fatta di caffè e ascensori verso l’alto. La premessa del gioco è decisamente comica, ricorda un po’ Karoshi (almeno nella parte fantozziana), ma è decisamente più positiva: Barry si occupa di qualcosa di noiosissimo, e vuole diventare il Re della Noiosità.


E il gioco sembra fatto apposta per lui. Spazcon si articola in brevi livelli, all’interno dei quali sono presenti diverse tazze del caffè e un ascensore. Lo scopo del gioco è guidare Barry a prendere quanto più caffè possibile, per poi tuffarsi nell’ascensore. Come? Ecco, qui iniziano i problemi. Barry si controlla con un sistema apparentemente semplice, ma in realtà completamente arbitrario: si disegnano delle linee sullo schermo, per guidare il suo percorso.


Peccato che poi lui, Barry, si muova in modo completamente fuori controllo. A volte rimbalza, in stile Doodle Jump. A volte cammina. A volte scatta sopra o sotto la linea. Questa dopo pochi secondi sparisce, e a quel punto non è per nulla facile intuire cosa possa fare Barry: si ferma? Precipita verso il basso? E in questo caso: in che direzione?


Il giocatore non riesce nemmeno a capire se Spazcom sia un jumping game, tipo Doodle Jump, un path drawing, un platform, o cos’altro: questo perchè Barry è praticamente incontrollabile. I livelli sono brevi, e si possono tranquillamente portare a termine: ma concluderli è una faccenda più di pazienza e fortuna che non di reale abilità. Per fortuna non è previsto un tempo massimo.
Il bassissimo livello di giocabilità di Spazcom colpisce particolarmente se confrontato con l’elevata qualità della grafica: curata, stilosa, fluida. Spazcon ha una presentazione ironica, accattivante, con immagini raffinatamente texturizzate e giocate su colori caldi e desaturati che ricordano un po’, per esempio, Rockin’ Rockets. A questo stile si mischia quello del protagonista, dei menù e di certi elementi, realizzati in pixel art; mentre gli ambienti sono scene di ufficio, viste con una lente di ingrandimento: penne enormi, divani sconfinati, ecc. Insomma un cocktail interessante e ben fatto di elementi diversi. La musica invece è una bizzarra dodecafonia in versione retro, originale ma non sempre tollerabile.


Spazcon è in conclusione un gioco decisamente incontrollabile. Consigliarlo è davvero difficile: meglio rimanere in attesa di un aggiornamento che cerchi di raddrizzarne un po’ i controlli e la giocabilità. Fino ad allora si tratta di un prodotto interessante, da un punto di vista grafico, ma davvero quasi ingiocabile. Un vero peccato.
Spazcon è disponibile su App Store a 0,79 €

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