Pixel fighters: un GDR… in miniatura, la recensione di iPhoneItalia

10 Febbraio 2011 di Ebe Buzzi

Che gli appassionati di giochi di ruolo siano una categoria di gente bacata nella testa è cosa risaputa. A riprova del fatto, esistono numerosi giochi che riescono ad imperniarsi sull’aspetto solitamente più odiato e storicamente più combattuto dei gdr: i combattimenti a turni. Ecco, diciamocelo: i combattimenti a turni non piacciono a nessuno. A nessuno, a parte i veri puristi del genere, che arrivano addirittura alla forma più raffinata di masochismo e comprano giochi dove non esiste nemmeno una storia… e ci sono solo i combattimenti a turni.



Ecco, Pixel Fighters è precisamente questo: un vero e proprio anacronismo nel sistema. La storia è qualcosa di troppo risibile per essere raccontata in un blog serio: dico solo che riesce a parafrasare l’inizio di un noto film di fantascienza, famoso solo per il proprio incipit delirante (non faccio nomi, ma basta dare uno sguardo alle immagini…). Il giocatore dopo un breve tutorial si trova a formare la sua squadra: sono disponibili diverse classi di personaggi, ciascuna con caratteristiche differenti, e nel gruppo se ne possono inserire tre.

Composta la squadra, si comincia a giocare. Esiste una modalità “Avventura” che porta avanti il fantomatico copione di una storia, ma che finisce prima di iniziare e presenta semplicemente una serie di combattimenti all’interno di un’unica ambientazione. Inoltre sono disponibili diverse soluzioni per partite singole: via bluetooth, online (tramite GameCenter), o addirittura tramite splitscreen, giocando in due sullo stesso dispositivo.

Qualsiasi sia la vostra scelta vi troverete a combattere contro altri tre soldati, con un sistema di turni abbastanza interessante. Qualsiasi azione compia un personaggio, che si tratti di combattere, usare abilità speciali, difendersi etc, comporta un costo di punti AP, che governano il turno. Quando si finiscono i punti il proprio turno termina e tocca alla squadra avversaria. Tuttavia i punti AP avanzati possono essere messi da parte, fino ad un massimo di sei, e usati nel turno successivo: questo tipo di dinamica obbliga ad alcune interessanti strategie di risparmio ed amministrazione e offrono un elemento di originalità al gioco.

Si tratta anche dell’unico spunto originale di Pixel Fighters, che per il resto segue in maniera molto pedissequa lo standard dei gdr. Le classi sono sempre le stesse: guerrieri, guaritori, barbari, sciamani, maghi… e le loro azioni altrettanto prevedibili. Per quanto riguarda gli ambienti, il gioco offre davvero poco (solo 2 sfondi differenti), ma introduce l’interessante possibilità di usare come sfondo una propria immagine, o una foto scattata con l’iPhone.

Pixel Fighters, valutato come gioco in solitario è carino ma molto, troppo, scarno: l’avventura finisce subito e combattere contro il computer non offre certo molte attrattive. Il gioco punta molto sul multiplayer, ma il server è lento e dopo lunghe attese ci si trova a giocare da soli.
La grafica è molto ben realizzata, completamente in pixel art (mai lo avreste detto!) ma i contenuti sono talmente pochi da finire per stancare quasi subito.

Insomma, devo ammettere che per quanto fossi partita entusiasta, questo gioco mi ha abbastanza delusa. L’impressione che ne o ricavato è di qualcosa di incompiuto: la “storia” di per se inconsistente può anche andar bene… dopotutto è solo un pretesto, ma limitarla ad un unico capitolo ed un unico scenario è veramente molto riduttivo. Il gioco online è promettente ma necessita a sua volta di messe a punto. Insomma, Pixel Fighters potrebbe diventare un giochino interessante… a per ora è più che altro un buon inizio, niente di più.

Pixel Fighters è disponibile su app store a 0,79 €

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