02
set 2008


Sviluppatori e App Store: il software gratuito paga?

Come sicuramente avrà notato chi scarica le applicazioni da App Store, è sempre più diffusa una tecnica – chiamata ‘free-to-paid’ – di distribuzione delle applicazione che prevede il rilascio di due versioni dello stesso applicativo (in genere giochi): una gratuita, con funzionalità limitate, in genere distinguibile per la dicitura ‘Lite’; una a pagamento, con tutte le funzionalità. La speranza è ovviamente quella di raggiungere il grande pubblico con la versione gratuita (che rappresenta quindi una sorta di prodotto ‘civetta’) e poi convincere il maggior numero di persone ad acquistare la versione a pagamento, cioè quella che genera il ritorno economico desiderato dai developer. Ma funziona veramente così?

flipbook lite

In realtà, questa tecnica surrogato delle licenze shareware a cui sono abituati in particolar modo gli utenti Windows, sembra non produrre gli effetti desiderati. Perchè tutti scaricano l’applicazione gratuita e ci giocano fino alla nausea e pochi (anzi, pochissimi) scaricano la versione a pagamento.

Difficile stabilire le cause. Forse è perchè l’utenza preferisce avere un’applicazione limitata piuttosto che pagarla. O forse perchè le applicazioni Lite cannibalizzano le relative versioni a pagamento, sostituendole – per quanto limitate – nell’uso quotidiano degli utenti.

Secondo un articolo pubblicato da iPhoneAtlas, Josh Anon, lo sviluppatore di FlipBook (un’applicazione per disagnare a mano libera su iPhone) ha dichiarato che se da un lato è soddisfatto per il successo della versione gratuita della sua applicazione (attualmente FlipBook è al sesto posto nella classifica delle applicazioni gratuite più scaricate), dall’altro è insoddisfatto per la bassissima conversione: meno dell’1% di chi scarica l’applicazione gratuita scarica anche quella a pagamento.

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Nicolò Canal (2 settembre 2008 10:39)

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  • http://www.htmedia.it htsoft

    Il problema delle due versioni è legato, in buona parte, a quanto si limiti l’applicazione base o quantomeno quanto si aggiunge alla versione a pagamento. I giochi, spesso, si limitano ad aggiungere livelli e di conseguenza l’utente, che non gioca non più di 5/10 min, non ha necessità di acquistare l’applicazione.
    In ogni caso il dato mostrato non deve essere più sconvolgente del previsto. E’ più che normale che se offro una cosa gratis la scaricano un milione di persone e se la metto a pagamento devo sperare che arrivino a 10000.
    Se si vogliono raggiungere grandi numeri ci sono due vie:
    1) Si produce un’applicazione complessa ed ampia (che richiede tempo e soldi per essere portata a termine) e la si mette in vendita a pagamento.
    2) In alternativa si può sviluppare un’applicazione semplice (sempre a pagamento) che però ci si prende cura di aggiornare, migliorandola seriamente, costantemente.
    In ogni caso l’errore è credere che AppStore faccia tutto. Quello che fa è mettere a disposizione di noi sviluppatori un canale per la vendita che ci rende visibili. Poi sta a noi restarlo.

  • dadoggg

    mha Io spesso da lite vado a quella a pagamento, è successo per breakout per labirinth per chomp qualcosa …. mi vabene così finche si parla di un paio di euro ….. i giochi a 7,99 sono una ladrata, dai

  • http://noisiamolarivoluzione.wordpress.com Tony

    scusate so che nn e’ il posto giusto ma volevo sapere se qualcuno aveva avuto il problema di ricevere sms in ritardo sull’iphone 2g.
    fatemi sapere
    grazie
    tony

  • http://www.iphoneitalia.com Nico

    e allora se sai che non è il posto giusto non scrivere qua ma usa il nostro forum

    /n.

  • http://www.htmedia.it htsoft

    @dadoggg
    Il costo di un’app è legata ad una serie di fattori che sfuggono alla maggior parte degli utenti. Non ultimo il valore che un programmatore da al proprio lavoro. Quindi definire “una ladrata” un gioco a 7,99 è fondamentalmente sbagliato. Questo perchè non si sa il background che ha portato la scelta di quel prezzo (che per inciso può essere anche un tentativo di arricchirsi furbescamente).
    Fortunatamente l’acquisto della App non è obbligatorio e quindi chi ritiene che 7,99 sia un budget troppo elevato può tranquillamente evitare la spesa.
    Ma, ripeto, chi sviluppa spesso sostiene costi economici e temporali tali, o magari vive condizioni particolari, da portarlo a fare determinate scelte. Ti basti ricordare che chi sviluppa per AppStore deve necessariamente acquistare un Mac (XCode funziona solo li), acquistare un iPhone o un iPod Touch per fare i test e sottoscrivere l’abbonamento annuale di 79 euro. Se sviluppa applicazioni destinate a pochi e le mette a pagamento, dovrà recuperare questi costi e magari guadagnarci anche un pò.

  • http://noisiamolarivoluzione.wordpress.com Tony

    va be se potete risp mi fate un favore

  • http://www.iphoneitalia.com Nico

    no non si può rispondere perchè andiamo off topic. se ti interessa una risposta, vai sul forum e ripeti la domanda. ogni tuo intervento nuovamente off topic verrà rimosso. scusa la rigidità, ma non possiamo fare eccezioni, altrimenti ogni pagina diventa un chaos incontrollabile.

    /n.

  • http://noisiamolarivoluzione.wordpress.com Tony

    ok ho aggiunto una nuova disc
    spero che potete rispondermi.
    grazie nico

  • Giorgio

    Questa cosa che le applicazioni iPhone si possono sviluppare solo su Mac però è una fregatura. Se convertissero il Developer Kit per Windows, quanti sviluppatori in più potrebbero lavorare? E quante applicazioni in più ci sarebbero su AppStore? Alla fine anche Apple ci guadagnerebbe…

  • http://www.htmedia.it htsoft

    @giorgio
    Ad Apple interessa la quantità, ma relativamente, l’SDK per iPhone non è una mera raccolta di librerie, ma comprende anche lo strumento di sviluppo e la documentazione. E’ evidente che il mantenimento di tutto ciò costa. E sicuramente non sono i 79 euro a ripagarla. Inoltre XCode, quello che si scarica, non è solo per iPhone ma per tutto lo sviluppo su piattaforma Apple. Apple quindi, com’è naturale che faccia un’azienda interessata al guadagno, cerca di fare in modo di vendere il proprio hardware in modo da massimizzare i profitti. Poi il fatto che ci potrebbero essere molte più applicazioni su AppStore non significa necessariamente che sia un bene, anzi. Significa dover controllare più prodotti, che spesso non sarebbero altro che cloni di prodotti esistenti, creando nell’utente confusione nella scelta. Inoltre Apple dovrebbe recuperare i soldi persi dalla mancata vendita di sistemi Mac e quindi sarebbe costretta ad aumentare il costo della sottoscrizione annuale e quindi il numero di sviluppatori non crescerebbe poi tanto.
    Last but not least, su iPhone si programma in Objective-C e mi chiedo quanti sarebbero disposti ad affrontare questo scoglio dopo aver già reimparato .NET (C# in testa) o Java. Su Mac si usa lo stesso linguaggio quindi per uno sviluppatore rodato la botta è decisamente minore, per non dire nulla.

  • Angel

    sono d’accordo con Giorgio:come vorrei ché la guerra contro i mulini a vento di Apple finisse… Capisco che Gates e Jobs siano interessati a fare soldi (questo e’ il Vero motore delle innovazioni ché di propongono) e ché, conseguentemente, non faranno nulla ché vada nella direzione opposta al loro profitto ma, diamine, stiamo forse chiedendo la luna?
    Viva gli appassionati hacker da cantina, gli sfigati geniali con capello lungo, maglietta nera hard metal e bermuda. Non vedono una donna che sia una ma ci permettono di godere appieno e gratis quanto i magnaccia dei Computer di vorrebbero far pagare a peso d’oro.

  • Pio Alt

    Penso che l’1% sia un numero giusto come rapporto pay/free.
    Questo perchè ci sono molte app stupide, chi le scarica non è che si accontenti della free, proprio la cestina e non la usa. Oppure la usa un periodo e poi ne trova un’altra simile e migliore.
    Oppure si rende conto che non gli serve veramente.
    Se poi la pro aggiunge solo una funzione per professionisti del settore, allora è comprensibile che questi non siano più dell’1% di chi ha un iPhone :-)
    Chi sviluppa una app con molte funzioni, quindi non così per provarci, la mette a pagamento, oppure fa una demo che dura qualche giorno per farla provare.
    Se la app ha delle utilità e un prezzo ragionevole molti la compreranno, soprattutto perchè per iPhone si è ben disposti nello spendere :-)

  • mario

    ma se nn hai una connessione wifi quando giochi tipo a tap tap paghi??

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