Il MIT studia nuove soluzioni per migliorare i network wireless degli smartphone

17 aprile 2011 di Giacomo Canal in Approfondimenti, News

Negli ultimi anni le maggiori compagnie telefoniche hanno investito centinaia di milioni di dollari nell’intento di trovare nuove soluzioni che migliorassero le attuali tecnologie wireless, dal 3G al più comune sistema Wi-Fi. Non sono però solo le società telefoniche ad occuparsi di questo settore: recentemente, il Massachusetts Institute of Technology – meglio noto come MIT – ha sviluppato una nuova tecnologia che, basandosi sui sensori di posizione e movimento presenti in molti smartphone (iPhone compreso), sarebbe capace di migliorare l’affidabilità delle connessioni wireless di circa il 50%.

Innanzitutto, è bene precisare alcuni concetti che saranno utili a comprendere al meglio questa notizia: prima di tutto, bisogna ricordarsi che con il termine wireless network si intendono vari tipi di connessioni senza fili (tra cui 3G e Wi-Fi).

Inoltre, è necessario conoscere il termine inglese handoff: con questa parola si è soliti indicare – in parole semplici – l’istante in cui un dispositivo si disconnette da una rete senza fili per connettersi, subito dopo, ad un’altra rete wireless. Nella realtà, questo istante coincide con il momento in cui il dispositivo, inizialmente connesso ad un’antenna, si disconnette dalla stessa e si collega ad un’altra antenna.

Le antenne wireless dispongono infatti di un certo raggio entro il quale sono operative: oltre tale raggio, il segnale è talmente debole da non poter esser effettivamente utilizzato dal dispositivo ricevente. Questo vale sia per le antenne 3G, che possiedono un raggio di copertura molto ampio, così come per quelle Wi-Fi, il cui raggio è molto più ridotto.

 

In alcune zone del mondo (specialmente negli USA), la copertura Wi-Fi è talmente capillare da far sì che vi siano intere zone in cui non vi è mai assenza di segnale Wi-Fi. Il dispositivo può dunque passare da un segnale all’altra eseguendo, appunto, l’handoff.

Generalmente, gli smartphone si collegano automaticamente all’antenna il cui segnale è più forte (ovviamente se il W-Fi è attivo e libero). Questo sistema, apparentemente semplice, presenta però un sostanziale difetto.

Supponiamo che siate connessi ad un’antenna Wi-Fi e che stiate camminando in prossimità di un’altra antenna Wi-Fi, il cui segnale è più potente della prima antenna. Il vostro dispositivo si disconnetterà dalla prima rete e si connetterà automaticamente alla seconda (come spiegato prima). Durante questo handoff, si verifica un momento di “vuoto” in cui il segnale è assente, il che può implicare alcuni problemi durante l’utilizzo.

Il MIT, per ovviare a questo problema, ha sviluppato un sistema che, avvalendosi dei sensori di movimento e posizione degli smartphone (GPS, giroscopio, accelerometro), permette al dispositivo di connettersi in modo “intelligente” alle antenne wireless.

Come? Riferendoci all’esempio di prima, un dispositivo dotato di questa tecnologia non si collega direttamente all’antenna che diffonde il segnale più potente ma calcola, tramite i sensori, la direzione in cui vi state muovendo. In questo modo, il dispositivo tenterà di connettersi all’antenna verso cui vi state dirigendo, nonostante abbia magari un segnale meno potente della prima. In questo modo, si evita di dover effettuare un handoff, poiché il dispositivo resta connesso sempre alla stessa antenna (ovviamente il segnale non potrà essere sempre eccellente).

Secondo alcune ricerche, gli smartphone dotati di questa tecnologia “cambiano” antenna il 40% delle volte in meno, fenomeno che porta con sé numerosi vantaggi. Questo sistema è particolarmente efficace per antenne dotate di un raggio di copertura ridotto (come quelle Wi-Fi), mentre risulta meno efficace per le antenne 3G, in cui il fenomeno dell’handoff è molto meno accentuato.

L’idea sviluppata dal MIT è davvero interessante, soprattutto se si considera che utilizza componenti già presenti negli smartphone (iPhone compreso) e non richiede hardware aggiuntivo.

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  • Beta1

    Si è vero molto interessante, lo implementeranno magari sull’iphone 8 :) !!! Ammesso che si chiamerà cosi….mah comunque vista la scarsissima copertura di segnale Wi-Fi in Italia da noi questo problema non credo sia molto sentito…

  • Mario

    Qui in Italia non mi è mai successo di trovare 2 wifi liberi consecutivi anzi 2 wifi liberi consecutivi -.-

  • Ale

    “In alcune zone del mondo (specialmente negli USA), la copertura Wi-Fi è talmente capillare da far sì che vi siano intere zone in cui non vi è mai assenza di segnale Wi-Fi.”
    Visto quanto siamo fortunati noi italiani? Non abbiamo il wi-fi in abbondanza e quindi abbiamo un problema in meno!!! Hehehehe

    @beta1 Ma comprendi l’italiano?!?!?! C’è scritto che già l’aifon può supportare questa tecnologia quindi non devi aspettare l’8!!!

  • Ale

    @Beta1:

    L’idea sviluppata dal MIT è davvero interessante, soprattutto se si considera che utilizza componenti già presenti negli smartphone (iPhone compreso) e non richiede hardware aggiuntivo.

  • Medici76

    @Ale

    Chiedo venia, a volte la fretta è cattiva consigliera….non avevo letto!

    PS = L’italiano comunque ti assicuro lo comprendo benissimo, probabilmente anche meglio di te che scrivi aifon invece di Iphone (ma credo tu lo faccia apposta giusto? ;) )……
    A parte gli scherzi la mia naturalmente era una battuta, al di là del fatto che i nostri dispostivi possono già supportarla…. di fatto ancora non lo fanno anche se potrebbero quindi speriamo che sia presto possibile, altrimenti siamo da capo a 12….!! Poi comunque sei d’accordo con me che da noi in Italia non c’è pericolo di trovare due W-Fi consecutivi liberi ;) , come hai giustamente detto e come ho detto anche io: Che Fortuna, un problema in meno….
    Ciao e buona giornata !

  • Beta1

    @Beta1

    Medici76 ero sempre io, stando al lavoro a volte faccio un pò di confusione;)

  • Ale

    @Medici76: Ma io scrivo aifon in italiano perché lo comprendo benissimo ahaahaha
    Scusami ma non volevo esser maleducato. Buona domenica.

  • Beta1

    @Ale

    No ma figurati… non l’avevo intesa in quel senso.. tranquillo… buona domenica anche a te !
    PS = Medici76 ero sempre io, quando sto al lavoro faccio un pò di confusione al pc… :)

  • Andrea salvino

    E invece richiede hardware aggiuntivo: una batteria di scorta!!!
    Ma vi immaginate quanto poco possa durare la batteria facendo sempre uso del gps??
    Semmai ci vorrebbe una doppia rete wifi, una in servizio e l’altra che fa la scansione di una rete più vicina e quando la trova fa lo switch..

  • L33t

    Sono molto felice di questa notizia vivendo in un paese in cui le linee wireless di qualsiasi natura sono a uno stato preistorico