Cydia: è “guerra” tra BigBoss e Sleepers.net

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In questi giorni tiene banco, per quanto riguarda il mondo Cydia (alternativo insieme ad Installer, all’App Store) la controversia sorta tra BigBoss, titolare dell’omonima repository e Sleepers.net.

Per chi non sapesse ancora cos’è Cydia facciamo una piccola premessa. Per quanto riguarda il software installabile su iPhone (giochi, applicazioni, utilità, ecc…) non esiste solo App Store: o meglio, per chi ha sbloccato iPhone, esistono due store alternativi (con applicazioni quasi sempre gratuite e rifiutate da Apple) che sono appunto Cydia e Installer, che rendono disponibili i software tramite repository (una sorta di grandi “contenitori”) dalle quali scaricare le applicazioni.

Quando ci viene segnalata un’applicazione presente in uno di questi due store, viene anche fornita la repository a cui appartiene: se non è ancora presente tra quelle registrate come favorite sul nostro iPhone, dobbiamo aggiungerla per poter scaricare ed installare il software stesso.

Ora, tra i titolari di due delle più famose repository di Cydia è sorta una controversia che, partendo da motivazioni di principio e di correttezza deontologica, è arrivata a toccare questioni di carattere pubblicitario.

BigBoss che per lungo tempo è stato unito a Sleepers, ha deciso di andare per la sua strada portandosi via con sé non solo il nome della repository, ma anche le relative applicazioni: questo ha causato un certo caos all’interno della comunity a causa della duplicazione delle applicazioni stesse che si sono trovate identiche in entrambe le repo (cosa vietata alle repository ufficiali).

A questo punto è intervenuto Saurik che di Cydia è gestore e sviluppatore, pretendendo chiarezza e collaborazione per la buona riuscita della Comunity. Non entriamo nei dettagli della controversia (chi volesse approfondirla può andare qui) perché non è questo il nostro scopo.

Crediamo invece che i problemi dovuti ai piccoli annunci pubblicitari possano essere presto risolti, e auspichiamo che la vivacità e la vitalità delle comunità del software libero (dimostrata anche da queste controversie tra titolari di repository) possano continuare a sopravvivere ad App Store.

via theapplelounge

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