7 notizie per 7 giorni: nuovo appuntamento con la rubrica hi-tech di iPhoneItalia 25/12

25 dicembre 2011 di Giuseppe Migliorino

Chi possiede un iPhone è, nella maggior parte dei casi, anche un appassionato di tecnologia, come lo siamo noi di iPhoneItalia. Proprio per questo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica, denominata “7 notizie per 7 giorni”, nella quale verranno riassunte le 7 notizie di tecnologia più interessanti e curiose della settimana, ma non riguardanti propriamente il mondo iPhone. Un modo per discutere insieme di tecnologia e non far mancare nulla ai nostri lettori! Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento.

I 10 video YouTube più visti nel 2011

YouTube ha pubblicato la classifica dei 10 video più visti dell’anno. Eccoli dal più visto in poi:

The Creep (non linkable direttamente): http://www.youtube.com/watch?v=tLPZmPaHme0


IBM: le cinque innovazioni che ci cambieranno la vita


IBM, durante la sesta edizione dei “Five in Five”, ha elencato quelle che potrebbero essere le cinque innovazioni che ci cambieranno la vita.

Alimentare la nostra casa con l’energia creata da noi stessi
 I progressi tecnologici relativi alle energie rinnovabili consentiranno ai singoli individui di raccogliere questa energia cinetica, che ora viene sprecata, e di utilizzarla per contribuire ad alimentare case, luoghi di lavoro e città. Immaginate di collegare piccoli dispositivi ai raggi delle ruote della bicicletta che ricaricano le batterie mentre pedalate; avrete la soddisfazione non solo di arrivare dove desiderate, ma di fornire allo stesso tempo parte dell’energia necessaria per illuminare la vostra casa. L’energia creata si presenta in tutte le forme e può derivare da qualsiasi cosa ci circonda. Alcuni scienziati in Irlanda stanno cercando il modo di comprendere e ridurre l’impatto ambientale della conversione dell’energia delle onde oceaniche in elettricità.

Non avremo mai più bisogno di una password
Non ci sarà più bisogno di creare, tenere traccia o ricordare diverse password per i vari login. Immaginate di potervi recare a un bancomat per ritirare denaro in tutta sicurezza, pronunciando semplicemente il vostro nome o guardando in un minuscolo sensore in grado di riconoscere i modelli esclusivi della retina dell’occhio. Oppure nello stesso modo, poter controllare il saldo del conto corrente sul vostro telefono cellulare o sul tablet. Ogni persona ha un’identità biologica unica e dietro a tutto ciò ci sono dati. I dati biometrici – definizioni facciali, scansione della retina e file vocali – saranno combinati tramite software per costruire la propria password online unica del DNA. Con la biometrica denominata “multi-fattore”, sistemi più intelligenti potranno aggregare queste informazioni in tempo reale per assicurare che, quando qualcuno tenta di accedere ai vostri dati, corrispondano al vostro profilo biometrico unico e autentico. Come sempre, si potrà scegliere di inserire o escludere qualsiasi informazione si decida di fornire.

La lettura del pensiero non sarà più fantascienza
Gli scienziati stanno conducendo ricerche su come collegare il cervello a dispositivi, quali computer o smart phone. Basta solo pensare di chiamare qualcuno e la chiamata viene effettuata. Oppure è possibile controllare il cursore su uno schermo del computer solo pensando a dove si desidera spostarlo. Gli scienziati nel campo della bioinformatica hanno progettato cuffie con sensori avanzati per leggere l’attività elettrica del cervello, in grado di riconoscere espressioni facciali, eccitazione, livelli di concentrazione e pensieri di una persona senza che si compia fisicamente alcuna azione. Entro cinque anni, inizieremo a vedere le prime applicazioni di questa tecnologia nel settore dei giochi e dell’intrattenimento. Inoltre, i medici potrebbero usare questa tecnologia per testare i modelli cerebrali, e magari anche come aiuto nella riabilitazione post-ictus e nella comprensione di disturbi della funzione cerebrale, come l’autismo.

Il digital divide cesserà di esistere
Tra cinque anni ci saranno 5,6 miliardi di dispositivi mobili venduti, il che significa che l’80% della popolazione globale attuale possederà un dispositivo mobile. Man mano che diventerà più economico possedere un telefono cellulare, le persone senza un grande potere d’acquisto potranno fare molto più di quanto possano fare oggi. In India, utilizzando la tecnologia vocale e i dispositivi mobili, IBM ha consentito agli abitanti analfabeti di villaggi rurali di far circolare le informazioni attraverso messaggi registrati sui loro telefoni. Con accesso a informazioni prima inesistenti, gli abitanti dei villaggi hanno potuto controllare i bollettini meteorologici per decidere quando concimare le colture, sapere quando i medici sarebbero arrivati in città e trovare i prezzi migliori per i loro raccolti o le loro merci. Sempre più comunità potranno usare la tecnologia mobile per avere accesso a informazioni essenziali e servire meglio le persone con nuove soluzioni e modelli di business, quali mobile commerce e assistenza sanitaria remota.

La posta indesiderata diventa importante
La posta fino ad oggi indesiderata potrebbe diventare posta della massima importanza. Tra cinque anni, le pubblicità non richieste potrebbero apparire così personalizzate e pertinenti da far scomparire lo spam. Allo stesso tempo, i filtri anti-spam saranno così precisi che non saremo più disturbati da indesiderate presentazioni di prodotti. Immaginate che i biglietti per la vostra band preferita siano tenuti da parte per voi nel momento in cui si rendono disponibili, e proprio per quell’unica sera della settimana che avete libera in agenda. Attraverso avvisi inviati direttamente a voi, potrete acquistare i biglietti all’istante dal vostro dispositivo mobile. Oppure immaginate di essere avvertiti che una tempesta di neve sta per abbattersi sui vostri piani di viaggio e che dovreste cambiare l’itinerario del vostro volo. IBM sta sviluppando una tecnologia che usa la business analytics in tempo reale per comprendere e integrare i dati provenienti da tutti gli aspetti della vostra vita, come social network e preferenze online, per presentare e raccomandare informazioni utili soltanto per voi. Dalle notizie, allo sport, alla politica, sarà possibile affidarsi a una tecnologia che saprà che cosa volete, in modo che possiate decidere che cosa fare.

[via]

Serpico, il super computer per fermare gli evasori italiani

Dal primo gennaio Serpico (SERvizio Per I Contribuenti), questo il nome scelto per il super computer anti evasori fiscali, comincerà il lavoro di monitoraggio per cerca di scovare gli evasori fiscali nazionali. Il computer, che gestisce 2 mila server situati nella sede della Sogei a Roma, lavorerà sui movimenti sopra i 1000 euro con un ritmo di più di 20 mila operazioni al secondo. L’obiettivo per il fisco è quello di capire dove finiscono gli oltre 120 miliardi di euro che lo Stato stima essere oggetto di evasione fiscale.  Il software che è alla base del computer è molto sobrio: una riga per la ricerca del codice fiscale e una per la partita IVA. In pochi secondo ecco le informazioni e i dati del contribuente o dell’impresa associata con le ultime cinque dichiarazioni dei redditi. Semplificando la questione, se l’Agenzia delle Entrate sa che possiede un Suv e Serpico non lo vede dichiarato allora c’è qualcosa che non quadra, quindi il software passa all’uomo che andrà a verificare informazioni più dettagliate come il catasto, demanio, INPS, INAIL, e così via con la mappa di tutto quello che appartiene all’utente di turno senza la minima mancanza. Da qui si passa al controllo delle utenze ordinarie come luce, gas, acqua, polizze assicurative e iscrizioni specifiche che richiedono il codice fiscale.

[via]

Il numero di telefonini ha superato quello delle TV nelle case con giovani figli

L’Istat, facendo un quadro delle abitudini tecnologiche del nostro paese, fa sapere che il numero di telefonini ha superato quello delle TV. Il 99,7% delle case italiane ha al suo interno almeno un telefonino, contro il 97% delle abitazioni dove è presente una TV. Guardando invece alla popolazione nel suo complesso, il televisore svetta ancora nella classifica dei beni tecnologici più diffusi (96,3% delle famiglie), seguita da cellulare (91,6%), decoder per il digitale terrestre (67,1%), computer (58,8%), accesso a internet (54,5%), antenna parabolica (36,4%) e console per i videogiochi (21,1%), quest’utlima una delle poche voci a diminuire insieme con i lettori dvd, i videoregistratori e le videocamere.

Per quanto riguarda il computer,  se il papà è un manager o libero professionista, il computer è presente nel 90% dei casi, quota che scivola al 66% se invece è un operaio.  Infine, le famiglie del Centro-Nord sono quelle meglio equipaggiate dal punto di vista tecnologico: qui il Pc è presente nel 61% delle case contro il 53% del Sud. Stesso discorso per accesso a internet (56% contro 48,6%) e soprattutto della banda larga, al nord con 49% contro il 37,5% del Mezzogiorno.

Il Re Leone, 10 cose che non avete mai saputo!

Con l’arrivo del film Il Re Leone 3D nelle sale dall’11 novembre e in DVD e Blu-ray 3D™ a partire dal 30 novembre, facciamo un passo indietro e scopriamo alcune curiosità e segreti su questo film di animazione di grande successo…

SEGRETO NUMERO 1 – IL TITOLO ORIGINALE DEL FILM NON ERA ‘IL RE LEONE’
“Quando ho iniziato a lavorare a Il Re Leone, il film si chiamava Il Re della Giungla”, rivela il produttore Don Hahn. “Il Re della Giungla era una metafora per questo racconto allegorico sul comportamento umano. Pensavamo a come là fuori sia una giungla e Simba ci deve vivere. In ogni caso, non c’era nessuna giungla nella nostra storia, poiché si trovano nella savana. Un altro titolo al quale avevamo pensato era Il Re degli Animali, che aveva più senso perché un leone è il re degli animali feroci, ma poi abbiamo scartato anche questo perché volevamo focalizzarci su una semplice storia su un re leone. A quel punto abbiamo pensato ‘Perché non lo intitoliamo Il Re Leone?’ La storia parla di un ragazzo che vuole diventare re e suo zio trama per rivendicare il trono. Questa è la storia e parla di un re leone, perciò il titolo è perfetto”.

SEGRETO NUMERO 2 – LA RUPE DEI RE E’ STATA CREATA A BURBANK!
“Abbiamo fatto un viaggio in Kenya alla ricerca di animali e paesaggi per il film”, spiega il co-regista de Il Re Leone, Roger Allers. “Non c’era molto tempo per disegnare degli schizzi durante il viaggio, poiché gli animali erano sempre molto veloci, ma abbiamo fatto molte foto e ricerche e abbiamo catturato l’atmosfera dei paesaggi e del clima. Nel film, la Rupe dei Re è modellata su molti diversi luoghi del Kenya. Alcune cose sono state prese dal paesaggio intorno al distretto di Samburu, ma abbiamo utilizzato una varietà di ispirazioni. Molte persone hanno provato a riconoscere la Rupe dei Re in qualche montagna, ma si sbagliavano. L’ha inventata un artista di Burbank.

SEGRETO NUMERO 3 – ZAZU INIZIALMENTE ERA UN SPECIE DI UCCELLINO ANCORA PIU’ PICCOLO
“Durante le prime fasi di sviluppo, Zazu era un uccellino dal becco appuntito”, svela il co-regista Roger Allers. “Non riesco a ricordare la specie esatta, ma decidemmo di trasformarlo in qualcosa di molto diverso dopo il nostro viaggio di ricerca in Africa. Continuavamo a vedere questi uccelli della specie del bucero beccogiallo saltellare qua e là, con una grande personalità. La curva superiore del loro becco gli dava un’aria altezzosa e al tempo stesso avevano delle splendide zampe piumate e sembrava che indossassero i pantaloni di un pigiama. Avevano un aspetto così divertente e così tanta personalità che abbiamo capito che Zazu doveva essere un bucero beccogiallo. Gli ha dato più carattere”.

SEGRETO NUMERO 4 – CI SONO VOLUTI NOVE MESI PER CONVERTIRE IL FILM NEL FORMATO 3D
“Quando per la prima volta mi hanno detto che Il Re Leone sarebbe stato convertito in 3D, non ero sicuro che fosse possibile”, afferma il produttore Don Hahn. “In ogni caso, sono entusiasta del risultato. È fantastico! Tutto sommato, ci sono volute nove mesi per completare il processo. Durante i primi tre mesi abbiamo preparato e testato le immagini, per passare poi nei sei mesi successivi al reale lavoro di produzione”.

SEGRETO NUMERO 5 – IL TEAM CREATIVO HA PORTATO NELLO STUDIO DEI LEONI VERI PER STUDIARNE I MOVIMENTI
Quando Walt Disney lavorò a Bambi, portò nello studio di animazione svariati animali della foresta per le sue ricerche”, svela il co-regista de Il Re Leone Rob Minkoff. “Gli artisti potevano vedere gli animali da vicino e osservarne i movimenti, è stato un modo fantastico di studiare la natura. Da qui è nata l’idea di portare leoni e cuccioli veri per creare gli animali del film Il Re Leone. Fu un famoso esperto di animali di nome Jim Fowler, conduttore di un programma televisivo dal titolo Mutual Of Omaha’s Wild Kingdom, ci portò gli animali. È stato molto divertente e interessante per tutti gli animatori coinvolti nel film”.

SEGRETO NUMERO 6 – NELLA PRIMA STESURA DELLA STORIA RAFIKI ERA UN PERSONAGGIO MOLTO DIVERSO
“Nelle prime fasi della produzione, il personaggio di Rafiki era molto differente da quello che si vede nel film finito”, ammette il co-regista Roger Allers. “Nella prima stesura della storia, Rafiki era un serio consigliere del Re. Era molto saggio e scegliemmo l’attore Robert Guillaume per doppiarlo. In ogni caso, nel momento in cui Robert venne a registrare la voce, il personaggio cambiò radicalmente. Siamo arrivati a pensare che Rafiki dovesse essere più un pazzo monaco eremita. A quel punto era un personaggio strambo e misterioso, con un lato mistico e una saggezza che mostrava occasionalmente, ma con un lato molto giocoso e svitato. Robert è una persona molto seriosa e questo non era ciò per cui aveva firmato, così passammo le prime sessioni di registrazione alla ricerca della voce e della risata di Rafiki. Quel giorno Robert la trovò e il resto è storia”.

SEGRETO NUMERO 7 – ORIGINARIMENTE NATHAN LANE ED ERNIE SABELLA FECERO IL PROVINO PER IL RUOLO DELLE IENE
“La fase di casting de Il Re Leone è stata estremamente lunga e molto coinvolgente”, spiega il co-regista Rob Minkoff. “Abbiamo valutato molte idee diverse per i vari ruoli nel film, ma due grandi successi furono Timon e Pumbaa. Nel 1992 quando venne realizzato Il Re Leone, Nathan Lane ed Ernie Sabella erano impegnati in una produzione di Broadway di Bulli e Pupe. Vennero a un’audizione a New York e si scontrarono all’ingresso, scoprendo in quel modo che erano entrambi partecipavano all’audizione per il ruolo delle iene. Chiesero al direttore del casting di poter sostenere il provino insieme e mentre leggevano le loro battute erano divertentissimi, ma non sembravano andare bene per la parte. È stato in quel momento che abbiamo pensato ‘E se li utilizzassimo per le voci di Timon e Pumbaa?’ È stata la scelta perfetta”.

SEGRETO NUMERO 8 – NELLA SCENEGGIATURA ORIGINALE NON C’ERA LA CANZONE HAKUNA MATATA
“Durante le prime fasi di produzione, nel film avevamo una canzone intitolata He’s Got It All Worked Out”, svela il co-regista Rob Minkoff. “Volevamo una canzone che fosse divertente e gioiosa, perché volevamo trasmettere l’idea che Simba non sta diventando un leone quando incontra Timon e Pumbaa; abbandona i suoi modi da leone ed entra nella sua nuova vita lontano da casa. In ogni caso, non siamo riusciti a convincere tutti che fare un’intera canzone sul mangiare insetti fosse una buona idea. Poco tempo dopo, il team di ricerca tornò dal viaggio in Africa con la frase ‘Hakuna Matata’. Ne abbiamo parlato durante un meeting con Tim Rice ed ecco come è nata l’idea. Mi ricordo che Tim disse ‘Hm… Hakuna Matata. Sembra un po’ Bibbidi-bobbidi-boo.’ Ed è nata la canzone!”

SEGRETO NUMERO 9 – LO STROFINAMENTO DELLA PANCIA DI PUMBAA E’ ISPIRATO ALLA MOGLIE DI UNO DEGLI ANIMATORI
“Mentre lavoravo a Il Re Leone, mia moglie era incinta del nostro primo figlio”, spiega l’animatore Tony Bancroft. “Se osservi una donna incinta, noterai che a loro piace molto accarezzarsi la pancia. Le rilassa. Dunque osservavo mia moglie che si accarezzava la pancia è ho pensato ‘Sarebbe divertente farlo fare a Pumbaa, che è così grosso e grasso’. Quando nel film vedi Pumbaa stare sdraiato a osservare le stelle, noterai che fa quel gesto. Ho animato quella scena e ho fatto in modo che si toccasse delicatamente lo stomaco come una donna incinta perché sembrava molto naturale. Lo rende più umano e identificabile”.

SEGRETO NUMERO 10 – I REGISTI INIZIALMENTE VOLEVANO CHE FOSSERO CHEECH E CHONG A INTERPRETARE LE IENE NEL FILM
“È stato molto difficile trovare le voci giuste per le iene nel film”, rivela il co-regista Rob Minkoff. “Gary Trousdale, uno dei registi del film La Bella e la Bestia, ci ha aiutato nelle prime fasi dello sviluppo e ha creato l’intero storyboard delle iene come se fossero interpretate dal duo Richard “Cheech” Marin e Tommy Chong. L’idea era divertente, ma all’epoca Cheech e Chong non stavano lavorando insieme, dunque sapevamo che non sarebbe stato possibile avere la coppia per questi ruoli. Nello stesso periodo ho sentito dire che Whoopi Goldberg era interessata al film e quando le abbiamo chiesto se le poteva interessare dare la voce a una iena ha risposto ‘Sì, certo’. Così ottenemmo Cheech e Whoopi invece di Cheech e Chong!”

Previsioni sulla sicurezza informatica nel 2012

Blue Coat Systems analizza i rischi informatici a cui dovranno far fronte le divisioni IT nel 2012. Le grandi reti malware continueranno ad essere il veicolo della maggior parte degli attacchi. Si prevede che fino ai due terzi di tutti gli attacchi malware nel 2012 verranno sferrati da reti malware conosciute come Shnakule. Queste reti sono organizzate in modo da lanciare attacchi verso utenti ignari e le loro infrastrutture si diffondono in Internet, rimanendo attive per lungo tempo dopo il lancio di qualsiasi attacco. Esse consentono, inoltre, ai cybercriminali di sferrare facilmente nuove offensive sulla base di notizie di cronaca, quali ad esempio quelle riguardanti le Olimpiadi. Si prevede una svolta nel panorama dei sistemi di sicurezza che punteranno a bloccare i meccanismi di erogazione delle reti malware anziché i singoli attacchi. I motori di ricerca continueranno ad essere i primi vettori di attacchi malware. I motori di ricerca non sono solo la categoria di contenuti più popolare in Internet, ma anche il punto di ingresso principale verso le reti malware. Infatti, oltre il 40% degli accessi alle reti malware da parte degli utenti, avviene attraverso i risultati “inquinati” prodotti dai motori di ricerca. Sfruttando il grande numero di utenti, i cybercriminali creano risultati di ricerca “avvelenati” sulla base di eventi di cronaca, usandoli come esca per gli attacchi. Si prevede che i motori di ricerca lavoreranno attivamente per evitare il più possibile di essere i punti di ingresso principali alle reti malware, migliorando il controllo dei risultati. Gli APT diventano personali. Gli attacchi come Aurora hanno aumentato l’attenzione verso le minacce avanzate e persistenti, spingendo i responsabili della sicurezza aziendale a migliorare i sistemi di protezione contro questi attacchi di basso profilo, ma altamente mirati, rendendo più difficile sfruttare le connessioni e gli account aziendali. La reazione dei cybercriminali potrà essere quella di colpire e-mail personali e account Facebook dei dirigenti e dei loro famigliari, per trovare punti di ingresso attraverso cui rubare dati confidenziali e sensibili.

Sicurezza senza frontiere. Mentre le aziende implementano iniziative BYOD (Bring Your Own Device, portati il tuo dispositivo) e basate su iPad, le divisioni IT si troveranno ad affrontare un rischio maggiore in termini di non conformità e fughe di dati. Ormai gli utenti sono sempre connessi e per i responsabili IT sarà una dura lotta riuscire a proteggerli in modo costante mentre si spostano dalla sede alla filiale o in postazioni remote o sui dispositivi mobili personali. È dunque prevedibile che la necessità di proteggere i dipendenti, qualunque dispositivo utilizzino e in qualunque parte del mondo si trovino, favorisca l’adozione di soluzioni di sicurezza in ambiente cloud.

Gli attacchi prendono di mira le connessioni Web sicure. Se da un lato sul Web il traffico viene sempre più instradato attraverso connessioni sicure, gli enti di certificazione si sono dimostrati attaccabili dagli hacker, con il risultato che i cybercriminali riescono, di fatto, a impadronirsi del lock SSL. Per affrontare questa nuova minaccia, è necessario che le aziende siano in grado di analizzare l’SSL in modo efficace, senza compromettere le prestazioni di rete. Si prevede, inoltre, che i browser troveranno nuovi modi per indicare connessioni sicure e affidabili, in quanto non ci si potrà più fidare del lucchetto e della barra verde.

F1 The Game, inizia la fase di closed beta

Codemasters annuncia l’apertura della fase closed Beta per F1 ONLINE: THE GAME. Per partecipare alla fase Closed Beta è sufficiente registrarsi sul sito www.F1OnlineTheGame.com. F1 ONLINE: THE GAME è un nuovo browser game free-to-play di corsa e manageriale in fase di ultimazione presso gli Studios di Codemasters in esclusivo accordo mondiale con Formula One World Championship Limited, e sarà caratterizzato da tutte le auto, le star e circuiti. Codemasters ha inoltre appena reso disponibile il primo video sul gameplay di F1 ONLINE: THE GAME, disponibile all’indirizzo www.F1OnlineTheGame.com. Offrendo una vetrina sui lavori in corso sul gioco, il trailer mostra le caratteristiche sulla corsa “ruota a ruota” in modalità multiplayer sul caratteristico circuito stradale di Monaco e rivela come i fan possono creare e sviluppare il proprio team.

Con l’iscrizione alla fase closed beta del gioco F1 ONLINE: THE GAME, i giocatori avranno l’opportunità di dare il loro feedback e dare forma al gioco prima del suo lancio mondiale, che avverrà nel 1° trimestre 2012. I fan che sono accettati a far parte della closed beta hanno anche la possibilità di guadagnare ricompense in-game, quando F1 ONLINE: THE GAME sarà finalmente disponibile. I giocatori possono già registrarsi e vedere gli ultimi screenshots e video del gioco all’indirizzo www.F1OnlineTheGame.com. F1 ONLINE: THE GAME darà ai giocatori la possibilità di essere il pilota e il capo squadra in un titolo che unisce un intuitivo gioco di corse con quello tipicamente manageriale che permette di creare e gestire la propria squadra. Gli appassionati si sfideranno in gare multiplayer online attraverso una serie di modalità di gioco, tra cui i GRAND PRIX e una gamma di gare rapide e Time Trials. I giocatori saranno in grado di tracciare e condividere i propri progressi attraverso una gamma di funzioni di classifica in rete e nei social network.

Ciascuno avrà l’opportunità di creare la propria squadra da corsa e di immergersi nel mondo della FORMULA UNO™ su grande scala: scegliendo il nome del team, la progettazione di una livrea e diventare leader nello sviluppo di un franchising personale. Come pilota e capo squadra, si dovranno gestire il settore commerciale, la ricerca, la produzione e l’equipaggio necessarie per il successo in pista. F1 ONLINE: THE GAME è stato sviluppato direttamente in Codemasters utilizzando il motore di gioco Unity per fornire prestazioni eccezionali in un browser web. Tracciati famosi come Silverstone e Spa saranno portati alla vita, utilizzando dati provenienti dall’acclamato F1 2011™ per console ad alta definizione e PC Games for Windows Live.

 

Per restare sempre aggiornato sul tema di questo articolo, puoi seguirci su Twitter, aggiungerci su Facebook o Google+ e leggere i nostri articoli via RSS.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1447163996 Luigi Marano

    Nyan ftw