Tim Cook potrebbe essere arrestato se Apple non collaborerà con l’FBI

29 febbraio 2016 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Nella vicenda Apple-FBI, la situazione potrebbe farsi più spinosa di quanto non lo sia già: nelle ultime ore, circola la voce che Tim Cook potrebbe teoricamente essere arrestato se la sua azienda continua a rifiutare l’ordine dell’FBI relativo allo sblocco dell’iPhone appartenente ad uno delle vittime di San Bernardino. Intanto, è stata resa nota la testimonianza dell’avvocato Sewell che domani si presenterà davanti alla Commissione di Giustizia.

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Si tratta di un’eventualità molto remota, anche se possibile. In pratica, Tim Cook potrebbe essere ritenuto personalmente responsabile per aver sfidato un ordine del tribunale. Ovviamente, questa opzione si verificherebbe solo se si arrivasse davanti alla Corte Suprema ed Apple continuasse a rifiutare l’ordine del governo.

Alcuni esperti in diritto fanno sapere che è più probabile un rischio per Apple in quanto azienda, molto probabilmente tramite una cospicua multa. Ad esempio, nel 2007 il governo degli Stati Uniti minacciò Yahoo con una multa che poteva arrivare fino a 250.000$ al giorno se l’azienda si fosse rifiutata di fornire alcuni dati.

Chiaramente si tratta di discorsi prematuri, visto che la prima udienza ufficiale sulla questione si terrà solo nei prossimi giorni.

Intanto, il Senato degli Stati Uniti sta valutando la proposta di Tim Cook per la creazione di una Commissione che possa discutere su questa tematica. La commissione sarà composta da  membri del congresso, dalle aziende tecnologiche, dalle associazioni che appoggiano la proposta dell’FBI e da altri parti interessate.

Domani ci saranno le prime testimonianze davanti alla Commissione di Giustizia della Camera, e il testimone Apple sarà l’avvocato Bruce Sewell, che ha già pubblicato la sua dichiarazione di apertura:

Grazie Signor Presidente. E’ un piacere comparire davanti a voi e alla commissione di giustizia per conto di Apple. Apprezziamo il vostro invito e la possibilità di essere parte della discussione su questa importante questione che è incentrata sulle libertà civili del nostro paese.

Voglio ripetere qualcosa che abbiamo detto fin dall’inizio – che le vittime e le famiglie degli attacchi di San Bernardino hanno le nostre più sentite condoglianze e vogliamo che giustizia sia fatta. Apple non ha alcuna simpatia per i terroristi.

Abbiamo il massimo rispetto per le forze dell’ordine e condividiamo il loro obiettivo di creare un mondo più sicuro. Abbiamo un team di professionisti che lavora 24 ore su 24 per aiutare le forze dell’ordine nelle indagini che coinvolgono dei nostri prodotti.

Quando l’FBI è venuto da noi nei giorni immediatamente successivi agli attentati di San Bernardino, abbiamo fornito tutte le informazioni utili per le indagini. Abbiamo anche fornito un team di ingegneri per fornire consigli aggiuntivi su come muoversi al meglio nelle investigazioni che riguardavano l’iPhone incriminato.

Ora, però, ci troviamo di fronte ad una circostanza straordinaria. L’FBI ha chiesto al tribunale di obbligarci a fornire qualcosa che semplicemente non abbiamo. Dovremmo creare un sistema operativo che non esiste, e questo sarebbe molto pericoloso. Chiedono anche una backdoor su iPhone, in pratica uno strumento software che supera il sistema di crittografia che protegge le informazioni personali presenti su ogni iPhone.

Come abbiamo già detto all’FBI – e come abbiamo ribadito anche ai cittadini americani – la costruzione di questo strumento software non inciderebbe solo su un singolo iPhone. Una backdoor indebolirebbe la sicurezza di tutti gli iPhone in circolazione. In realtà, proprio alcuni giorni fa il direttore dell’FBI Comey ha ammesso che, probabilmente, in futuro potrebbe usare questo precedente anche in altri casi che riguardano telefoni di qualsiasi marca. Il Procuratore Distrettuale Vance ha anche detto che ha intenzione di usare questo precedente su altri 175 telefoni per altre indagini in corso. Siamo quindi tutti d’accordo che non si tratta dell’accesso ad un solo iPhone.

L’FBI ci sta chiedendo semplicemente di indebolire la sicurezza dei nostri prodotti. I cybercriminali e gli hacker potrebbero usare questa backdoor per devastare la nostra privacy e la sicurezza personale. Sarebbe un pericoloso precedente di intrusione del governo nella privacy dei suoi cittadini.

Centinaia di milioni di persone che rispettano la legge si affidano ai prodotti Apple per inserire i dettagli più intimi della loro vita privata, tra foto, conversazioni, dati sanitari, conti finanziari, informazioni sulla posizione dell’utente e tanti altri dati.

Alcuni di voi potrebbero avere un iPhone in tasca in questo momento e, se ci pensate, probabilmente avete memorizzato più informazioni di quelle che un ladro potrebbero trovare nelle vostre case. L’unico modo che conosciamo per proteggere tali dati è tramite una forte crittografia.

Ogni giorno, vengono effettuate su internet oltre un trilione di transazioni sicure che passano su comunicazioni cifrate. Si va dalle comunicazioni bancarie a quelle delle carte di credito, dallo scambio delle cartelle cliniche alle comunicazioni private tra le persone. Il governo degli Stati Uniti ha speso decine di milioni di dollari per finanziare le aziende tecnologiche allo scopo di far realizzare dei forti sistemi di crittografia. Il governo Obama ha più volte appoggiato proposte finalizzate al miglioramento della sicurezza dei dati.

La crittografia è una cosa necessaria, che noi abbiamo utilizzato nei nostri prodotti per oltre un decennio. Gli attacchi ai dati dei nostri clienti diventano sempre più sofisticati, per questo anche gli strumenti di difesa devono essere sempre più forti. L’indebolimento della crittografia sarà un male per i nostri consumatori e per tutti i cittadini che rispettano le leggi e che si affidano a società come Apple per proteggere i loro dati.

L’udienza di oggi si riferisce a Sicurezza e Privacy. Noi crediamo di poter garantire entrambe. Proteggere i nostri dati con la crittografia e mantenere le persone al sicuro. Il popolo americano merita una discussione più strutturata su questioni così importanti.

Vogliamo mettere un limite alla tecnologia che protegge i nostri dati, e quindi alla nostra privacy e sicurezza, a fronte di attacchi informatici sempre più sofisticati? E quali saranno i poteri dell’FBI in futuro?

Crediamo che questioni così importanti debbano essere trattate dai rappresentati del popolo, e non tramite una richiesta di mandato che si rifà ad una legge vecchia di 220 anni.

Apple è pronta ad affrontare questa discussione, offrendo tutto ius supporto necessario.

Siamo convinti che i nostri clienti, le loro famiglie e i loro amici saranno protetti da latri e terroristi, ma riusciranno anche a conservare in modo sicuro i dati personali sui dispositivi elettronici.

Ricordiamo che, la scorsa settimana, un tribunale della California ha chiesto ad Apple di sbloccare l’iPhone 5c di uno dei terroristi della strage di San Bernardino, ma l’azienda ha risposto che da iOS 8 in poi è impossibile effettuare questa operazione. Il governo e l’FBI hanno quindi chiesto di installare una backdoor su iOS, ma per Apple un’operazione di questo tipo consentirebbe a qualsiasi criminale informatico di accedere a questa “chiave universale” e di controllare i dati sensibili memorizzati su qualsiasi iPhone sparso per il mondo. Tra l’altro, Apple avrebbe potuto fornire il backup aggiornato di questo iPhone, se solo l’FBI non avesse chiesto al datore di lavoro dell’imputato di cambiare la password dell’ID Apple (l’iPhone 5c, infatti, era dell’azienda ed era stato fornito in uso al proprio dipendente).

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  • Marco Appalachi

    Belin l FBI non riesce a hackerare un telefono .. E mannaia che di strrnzate che devo leggere

  • Hingwye

    È solo una mossa politica per ottenere in modo legale i dati di tutti gli account… Se l’FBI vince, siamo fregati!!!

  • StarLord

    a questo punto l’unica via che potrebbe evitare di farci finire nel più totale controllo spionistico “legale” è quello di sviluppare un OS ancor più inviolabile per la Apple stessa, aggiornabile su ogni terminale, così Apple “acconsente” a violare ipoteticamente tutti i terminali, ma al contempo ci fornisce di una difesa tale da contrastare le richieste del governo

  • Marco

    Ce lo vedo bene col pigiama a strisce. Una grande operazione di Marketing. Comune per me non è il caso di sottovalutare il complotto. Stai a vedere che tra 100 anni si scoprirà che Apple non diede accesso a nulla, cosi tutti i terroristi comprarono iPhone credendo di essere al riparo da tutto, ma cosi non fu e Apple salvo il mondo da migliaia di minacce terroristiche….

  • Roy_Batty1

    Se lo arrestano fanno bene. Qui non c’è privacy che tenga, si tratta di un terrorista e in quel telefono potrebbe esserci una lista di complici.

  • Roby4g

    Sarebbe la fine della privacy

  • johnny

    ma per favore, se fosse davvero così avrebbero accettato l’aiuto offerto da McAfee e tanti saluti

  • johnny

    se vogliono attirarsi le antipatie del mondo intero e perdere milioni e milioni in tasse facciano pure

  • Roy_Batty1

    Probabilmente quella della McAfee è solo una manovra pubblicitaria, non penso che siano in grado. Se il governo degli Stati Uniti l’ha chiesto ad Apple un motivo ci sarà. Quest’esasperazione della blindatura dei propri dispositivi sfiora il ridicolo.

  • johnny

    no guarda, un codice informatico è per definizione possibile da violare, e scusa ma non ci credo proprio che l’FBI non sia in grado di farlo. tutta questa messinscena mediatica ha come unico scopo quello di avere una backdoor legale da utilizzare come quanto e quando gli fa comodo

  • Roy_Batty1

    Credo di aver capito quello che vuoi dire. Stanno facendo un po’ di teatrino; Apple fa finta di voler negare lo sblocco allo scopo di voler dimostrare che farà di tutto per tutelare i clienti. Poi si arriverà ad un punto che dovrà cedere ma ha avrà fatto credere di essersi opposta con tutte le forze. A questo punto, visto il precedente, l’FBI avrà l’accesso ai terminali dei criminali. Se la storia sarà così avranno salvato capra e cavoli…

  • Kuro678

    Se il terrorista avesse avuto un android non c’era tutto questo casino 😀

  • ROOT

    Ma non diciamo scemate per favore…

  • johnny

    io credo, o almeno spero, che siano in buona fede quando dicono di opporsi, tuttavia non escluderei anche questa possibilità;)

  • Saccente

    Se io sono in grado di fare una cosa non ho alcun motivo di chiedere aiuto, rivelando, tra l’altro, le mie intenzioni. Per cui la tua teoria è sbagliata.

  • Saccente

    Eh già, farlo di nascosto era troppo facile.

  • Roy_Batty1

    Certo era più facile ma in tribunale credo che l’accusa debba dire dove ha preso le informazioni.

  • Ethan

    chiedi immediata estradizione in Italy..che tanto in galera non ci vai!!!!!?

  • Babi

    Nel caso,chissà se sarà in grado di pagare la cauzione… 🙁

  • johnny

    e poi quando porti un caso in tribunale? o scoppia un leak-gate?! mi spiace ma la mia teoria è più che valida

  • Saccente

    La tua teoria è sbagliata: finora i dati sono sempre stati prelevati senza far scoppiare nessun caso. L’unica differenza in questo caso è che l’FBI non riesce a fare ciò che ha sempre fatto, perché l’iPhone è una cassaforte inespugnabile.

  • Saccente

    Altra teoria sbagliata: un iPhone con la backdoor resta un iPhone con la backdoor, a prescindere dalla faccia di Apple.

  • johnny

    leggiti un po’ quello che è successo all’NSA un paio d’anni fa poi me la rispieghi la faccenda del “senza far scoppiare nessun caso”…

  • Saccente

    Forse ti sfugge il fatto che ogni anno sono centinaia di casi di forzatura degli smartphone per leggerne i dati. È mai scoppiato uno caso per questo? No, perché forzarlo è lecito. Quello che non è lecito è forzare una azienda a produrre un sistema fallato. Come chiedere la costruzione di casseforti apribili con un passe-partout. No, cara FBI, se vuoi aprire la cassaforte senza le chiavi, chiami il fabbro. Non si può? La cassaforte resterà chiusa.

  • Saccente

    “È assurdo che chi ti vende un telefono, poi viola la tua privacy.”
    Allora come puoi essere fan dell’ecosistema Google e Android? Forse perché ti scrive nero su bianco che violerà la tua privacy?

  • Paolo Armadoro

    1-sinceramente non credo che Google tenda a violare la privacy, ma siccome qui è pieno di gente “viva apple, android fa schifo” (e non sto dicendo che tu sei uno di quelli, che manco ti conosco), è meglio che non vado su questo discorso.
    2-fatto sta che google non va a vendere i miei dati all’FBI…

  • Saccente

    Riguardo il punto 1, non è che Google “tende”, Google ti fa accettare la piena e totale rinuncia alla tua privacy, nero su bianco, con un bel pulsante “Accetta” nei termini e condizioni di fornitura dei servizi, che tu, quale utente Android, hai cliccato o tappato. Se non credi, leggile, le condizioni che hai accettato.
    Riguardo il punto 2, l’FBI non ha certo bisogno di Google per prelevare i dati da uno smartphone Android, visto che riescono in tanti per scopi illeciti.

  • Paolo Armadoro

    “Rinuncia alla privacy” non penso sia corretto. Google vende ALCUNI dei miei dati alle pubblicità, ma “rinuncia alla privacy” è decisamente forte come affermazione. Comunque sia ho letto i termini e ho accettato perché la pubblicità che poi google mi offre è coerente con ciò di cui ho bisogno. Non vedo quale possa essere l’aspetto negativo… E poi tu pensi che l’iphone sia una cassaforte in confronto ai dispositivi android?

  • Saccente

    Rinuncia alla privacy sarà anche un termine forte, ma come chiamare in altro modo il permesso di leggere e utilizzare il contenuto di email, messaggi, rubrica, calendario, foto, posizione geografica e ogni altro dato di utilizzo?
    Che poi a te stia bene, nulla da eccepire, se ne sei consapevole.
    Riguardo l’iPhone cassaforte rispetto Android, ormai non possiamo più parlare di pensiero, con quello che sta succedendo con l’FBI: è un dato di fatto.

  • Paolo Armadoro

    E va bene. Sul punto due abbiamo due opinioni differenti, io non posso provarti la mia e tu non puoi dimostrarmi la tua. Per la prima cosa, però tu la stai dicendo come se google rendesse pubblico l’accesso a tutti i miei dati personali a chiunque. Se non volevi dire questo, permettimi di dirti che ti sei espresso male, ma se volevi dire quello che hai detto, allora ti consiglio di andarti a rivedere i termini sulla privacy. Se poi sui termini c’è proprio scritto ciò, ti sarei grato se mi potessi riportare il passo in cui lo esplicita?.

  • Saccente

    Sul punto due non è più questione di opinione. Poteva esserlo (ma anche no, perché c’erano già diversi segnali) prima del caso FBI, ora non è più opinione. Ora è un dato di fatto, inopinabile.

    Sul punto uno non ho detto che Google rende pubblici i tuoi dati, perché questo sarebbe un’assurdità: essi (i tuoi dati) sono il cibo di cui Google si nutre.

    I termini della privacy li ho letti l’anno scorso, ci ho perso più di un’ora perché volevo essere sicuro di non dire stupidaggini, ovvero al fatto che Google chiedesse l’autorizzazione a violare la posta elettronica. Invece è proprio così.

    Ovviamente non leggono tutti i messaggi, perché non è materialmente possibile, ma usano gli strumenti di ricerca per cercare parole chiavi a seconda di cosa il cliente chiede. Ad esempio se io cliente voglio fare una campagna pubblicitaria su un prodotto per gatti, Google farà una lista di account appropriati, a cui visualizzare i relativi spot. Naturalmente questo è ciò che Google dice di fare e fa, ma ciò che ti fa firmare (cliccando il pulsante “Accetto”) è il permesso di mettere le mani nei tuoi messaggi: se loro vogliono leggere i tuoi messaggi, hanno il tuo consenso. Anche perché per mettere a punto gli algoritmi di ricerca, i messaggi li devono proprio leggere per intero.