
Secondo gli ultimi dati di Counterpoint Research, nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni globali di smartphone sono scese dell’11 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo il livello più basso per un secondo trimestre dal 2013. Apple, nello stesso periodo, è invece cresciuta del 3 per cento e ha raggiunto per la prima volta una quota globale del 20 per cento nel trimestre.
Il principale motore resta la famiglia iPhone 17, che secondo Counterpoint continua a registrare una domanda particolarmente solida nei segmenti premium.
La situazione è evidente anche guardando ai ricavi: nonostante il calo delle unità vendute a livello globale, il fatturato complessivo del mercato smartphone è aumentato del 7 per cento nel secondo trimestre, mentre Apple ha fatto ancora meglio con una crescita dei ricavi del 22 per cento e il miglior secondo trimestre della sua storia sotto questo aspetto.
Uno degli elementi che ha aiutato Apple è stata anche la scelta di non aumentare immediatamente i prezzi degli iPhone, mentre diversi concorrenti sono stati costretti a intervenire sui listini per compensare l’aumento del costo di DRAM e NAND.
.Anche in Europa il quadro generale rimane negativo. Il mercato era già sceso del 6 per cento nel primo trimestre, penalizzato dalla crisi delle memorie, dall’aumento dei prezzi e da un contesto economico meno favorevole. Apple aveva invece registrato una buona crescita, sostenuta soprattutto dall’Europa orientale e dal passaggio di una parte degli utenti Android verso iPhone.
La tendenza si sta quindi consolidando: quando il mercato rallenta, Apple sembra riuscire a difendere meglio i volumi proprio perché opera soprattutto nelle fasce premium, dove la domanda è meno sensibile agli aumenti di prezzo.
Il prossimo test arriverà con la nuova gamma prevista per settembre, quando dovrebbero debuttare iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e il primo iPhone pieghevole.
C’è però da dire che Counterpoint parla di una vera e propria crisi di DRAM e NAND che sta colpendo soprattutto i dispositivi di fascia bassa e media, dove i produttori hanno margini molto più ridotti e sono costretti a scegliere tra aumentare i prezzi o ridurre le specifiche.
Negli Stati Uniti, per esempio, le vendite di smartphone sono diminuite del 5 per cento nel secondo trimestre, mentre il segmento sotto i 100 dollari è crollato addirittura del 64 per cento.
È proprio questo scenario a favorire indirettamente Apple. Chi acquista uno smartphone premium tende a essere meno sensibile a variazioni di prezzo relativamente contenute, mentre nelle fasce economiche anche poche decine di dollari possono cambiare completamente la decisione di acquisto.
Prova la nuova sezione commenti!