
Apple avrebbe deciso di ridurre la portata del progetto interno noto come “Health+”, inizialmente pensato come un vero coach salute basato su AI dentro l’app Salute. Il punto chiave non è un cancellazione totale, ma un cambio di rotta: meno “grande lancio unico”, più funzioni distribuite nel tempo. La notizia arriva da Bloomberg.
Invece di debuttare con una nuova piattaforma completa, Apple starebbe pianificando di integrare alcune componenti di quel lavoro direttamente nell’app Salute, “a tappe”, già da quest’anno. Questo approccio è coerente con quanto riportato da più fonti: il progetto Mulberry viene ridimensionato, ma diverse funzionalità restano vive.
Tra gli elementi circolati negli ultimi mesi c’erano report personalizzati, video educativi su condizioni mediche e benessere, suggerimenti basati sui dati già presenti nell’app Salute, oltre a un’interazione più “conversazionale” con l’utente. Anche il modello commerciale non era ancora definito in modo pubblico: non era chiaro se il servizio sarebbe stato totalmente incluso o legato a una formula in abbonamento.
Il timing non è casuale. Sul fronte interno, Bloomberg parla di un passaggio di responsabilità nell’area salute e fitness verso Eddy Cue dopo il ritiro di Jeff Williams, con la richiesta di accelerare e rendere l’offerta più competitiva. In altre parole, meno attesa, più consegne concrete e progressive.
Nel frattempo Apple sta gestendo anche una fase complessa sul piano AI generale: Reuters ha riportato il rinvio di alcune evoluzioni Siri e, in un secondo momento, indiscrezioni su un accordo con Google Gemini per supportare il rilancio dell’assistente vocale. È un contesto che spiega perché Apple possa preferire iterazioni pragmatiche invece di un singolo lancio “monolitico” sulla salute digitale.
Se leggiamo insieme i report più solidi, il quadro plausibile è questo. Apple potrebbe introdurre gradualmente funzioni di analisi e suggerimento legate ai dati esistenti, con una maggiore enfasi su contenuti guidati e interazioni più intelligenti. Al momento parliamo di indiscrezioni e piani interni, non di funzionalità annunciate ufficialmente in una keynote. Quindi massima prudenza su nomi finali, tempistiche precise e pacchetti commerciali.