
A poco più di tre mesi dal rilascio ufficiale, iOS 26 ha raggiunto una quota di adozione intorno al 50%, un dato in linea con quanto rilevato da StatCounter ma che racconta una storia più complessa di quanto possa sembrare a prima vista.
Un recente sondaggio pubblicato da SellCell, basato su un campione di utenti iPhone statunitensi, aiuta a capire meglio cosa sta succedendo sotto la superficie.
Secondo SellCell, il 78% degli intervistati dichiara di aver già aggiornato a iOS 26. Un dato che, preso così com’è, sembrerebbe indicare un successo pieno. Ma lo stesso report invita alla cautela: si tratta di dati auto-dichiarati, non verificati sui dispositivi, e il campione potrebbe includere una percentuale elevata di utenti più attenti alla tecnologia.
Incrociando questi numeri con quelli di StatCounter, il quadro diventa più realistico: l’adozione effettiva si aggira attorno al 50%, una percentuale buona ma non eccezionale per gli standard Apple, soprattutto se confrontata con alcune versioni precedenti di iOS che avevano superato questa soglia in tempi più rapidi.
Batteria e prestazioni restano il vero tallone d’Achille
Il dato forse più interessante riguarda le motivazioni di chi ha scelto di non aggiornare, o di rimandare l’installazione. Le paure sono sempre le stesse, ma continuano a pesare moltissimo:
- Oltre il 24% degli utenti teme un peggioramento dell’autonomia.
- Quasi il 24% è preoccupato per le prestazioni generali.
- Più del 15% ha paura di non poter tornare indietro una volta installato l’aggiornamento.
- Un altro 11% cita bug, malfunzionamenti o funzioni che smettono di funzionare.
Sono percentuali che raccontano una sfiducia strutturale verso gli aggiornamenti di sistema, non limitata a iOS 26 ma che qui sembra amplificata.
Un altro punto critico è il nuovo linguaggio visivo introdotto con Liquid Glass. Apple ha puntato molto su questa evoluzione grafica, ma non tutti l’hanno accolta con entusiasmo.
Circa il 17% degli utenti dichiara di trovare il nuovo design meno leggibile o semplicemente sgradevole, mentre un ulteriore 8% si dice infastidito dal fatto che alcune novità visive non possano essere completamente disattivate.
È un segnale da non sottovalutare. Apple ha sempre fatto dell’accessibilità e della chiarezza uno dei suoi punti di forza, e quando una parte dell’utenza percepisce un peggioramento in questo senso, il rischio è di creare resistenza anche verso funzionalità più avanzate.
Aggiornare subito? No, grazie!
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal sondaggio riguarda il comportamento generale degli utenti davanti alle notifiche di aggiornamento.
Solo il 38,8% dichiara di aggiornare immediatamente quando iOS lo suggerisce. Tutti gli altri, la maggioranza, preferiscono aspettare, ignorare temporaneamente l’avviso o rimandare finché non emergono feedback chiari dalla community.
C’è anche chi aggiorna solo quando un’app smette di funzionare correttamente. Un comportamento che, qualche anno fa, sarebbe sembrato impensabile per l’ecosistema Apple e che oggi invece appare sempre più comune.
Il dato forse più emblematico è questo: il 72% degli intervistati, inclusi coloro che hanno già installato iOS 26, ammette di aver avuto almeno un dubbio prima di aggiornare. Solo il 28% dichiara di non aver avuto alcuna esitazione.
In altre parole, l’adozione non equivale automaticamente a fiducia. Molti utenti aggiornano per necessità, abitudine o pressione del sistema, ma senza la serenità che Apple aveva saputo costruire in passato.
E voi, avete aggiornato a iOS 26?