Siri sta per cambiare davvero: Apple pronta a mostrare i primi risultati di Google Gemini

Apple è pronta a svelare i primi risultati della nuova Siri basata su Google Gemini.

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.Secondo diverse fonti, Apple presenterà già nelle prossime settimane le prime funzionalità concrete nate dalla partnership con Google, segnando un passaggio chiave per il futuro di Apple Intelligence e di Siri.

Il debutto operativo della nuova Siri è atteso con iOS 26.4, che dovrebbe entrare in beta già a febbraio. Apple starebbe pianificando una dimostrazione dedicata, probabilmente in un contesto controllato e non necessariamente durante un evento pubblico in grande stile.

L’obiettivo è finalmente mantenere le promesse fatte alla WWDC 2024, quando Apple aveva mostrato una Siri più personale, consapevole del contesto e capace di agire all’interno delle app.

Questa nuova versione dell’assistente sarà in grado di:

  • comprendere meglio ciò che appare sullo schermo
  • collegare informazioni personali come mail, messaggi e appuntamenti
  • eseguire azioni complesse tra più applicazioni

Il tutto poggiando su modelli Gemini eseguiti sui server di Private Cloud Compute, mantenendo la linea Apple su privacy e sicurezza.

Apple Foundation Models v10: cosa c’è sotto il cofano

Internamente, i modelli che alimentano Siri in iOS 26.4 sono noti come Apple Foundation Models v10. Si parla di un modello da 1,2 trilioni di parametri, un salto enorme rispetto alle soluzioni precedenti sviluppate interamente in casa Apple.

Guardando più avanti, Apple sta già lavorando a Foundation Models v11, destinati a iOS 27 e macOS 27, che secondo le indiscrezioni dovrebbero avvicinarsi molto alle prestazioni di Gemini 3. In questo caso, l’uso diretto dell’infrastruttura Google non è escluso, vista la complessità computazionale richiesta.

Da chatbot separati a una Siri centrale e trasversale

Uno dei cambiamenti più interessanti riguarda la strategia di integrazione. In origine, Apple stava valutando chatbot separati all’interno di app come Safari, TV, Musica, Salute e Podcast. Questa visione è stata accantonata.

La nuova direzione prevede una Siri unica, profondamente integrata nelle app di sistema. Non un chatbot a parte, ma un’intelligenza trasversale capace di intervenire ovunque serva, sfruttando App Intents e permessi contestuali.

Il percorso che ha portato Apple a Gemini non è stato lineare. Prima di chiudere con Google, Apple ha valutato seriamente altre opzioni, inclusi dialoghi con Anthropic e OpenAI.

Le trattative con Anthropic si sarebbero arenate per richieste economiche molto elevate, mentre OpenAI era impegnata su più fronti, inclusi progetti hardware con Jony Ive, rendendo una partnership strategica meno conveniente.

Nel frattempo, Apple ha ridimensionato o messo in pausa progetti ambiziosi come: World Knowledge Answers, pensato per competere con ChatGPT, una versione di Safari ripensata per l’era AI e alcune funzionalità avanzate legate alla salute.

La scelta di Gemini appare oggi come una soluzione pragmatica per recuperare tempo e credibilità.

Un’attesa lunga, ma il 2026 può essere l’anno giusto

È difficile nasconderlo: Siri arriva in ritardo. Molto ritardo. Ma il 2026 potrebbe davvero segnare un punto di svolta per Apple Intelligence.

Se la nuova Siri manterrà anche solo in parte ciò che è stato promesso, l’esperienza quotidiana su iPhone, iPad e Mac potrebbe cambiare in modo sostanziale, passando da comandi vocali rigidi a un’assistenza realmente intelligente.

La vera prova, come sempre, non sarà la demo, ma l’uso reale.

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