Apple abbandona Qualcomm e punterà solo sui chip di Intel e MediaTek

Secondo il Wall Street Journal, anche a seguito delle ultime controversie legali, Apple avrebbe deciso di abbandonare Qualcomm e di far produrre i chip modem soltanto a Intel e Mediatek.

Il Wall Street Journal fa sapere che Apple si sta già muovendo per spostare tutta la fornitura dei chip modem da Qualcomm a Intel e MediaTek. Inoltre, anche la stessa Qualcomm avrebbe ammesso che continuare a lavorare con Apple in queste condizioni non è certo facile. Per questo motivo, l’azienda avrebbe smesso di condividere il software di testing dei chip con Apple, malgrado i piani per un addio definitivo non saranno certo immediati.

Le due aziende, infatti, si stanno dando battaglia legale da diversi mesi per questioni legate ai brevetti e alle royalty che Apple deve a Qualcomm.

Apple punterà quindi su due fornitori per i chip modem dei prossimi iPhone: Intel e MediaTek. Intel fornisce già da tempo parte di questi chip, mentre MediaTek sarebbe a tutti gli effetti un nuovo partner. Questo cambiamento potrebbe avvenire con gli iPhone in uscita a fine 2018.

Sarebbe un cambiamento importante per Apple, dato che Qualcomm fornisce da anni i chip che gestiscono i collegamenti wireless dell’iPhone.

Ricordiamo che tutto è iniziato con una denuncia da parte di Apple, nella quale si affermava che Qualcomm aveva richiesto pagamenti per royalties di brevetti di cui non deteneva alcun diritto, arrivando a chiedere fino ad 1 miliardo di dollari per assicurare le forniture dei processori baseband degli iPhone. In totale, Qualcomm avrebbe “estorto” ad Apple 1 miliardo di dollari, che ora l’azienda richiede nella querela presentata nei mesi scorsi. Apple accusa Qualcomm anche di aver illecitamente aumentato i prezzi rispetto alla concorrenza, giocando proprio sulle non veritiere – dice Apple – royalties. In pratica, per gli avvocati di Apple, Qualcomm ha usato il suo “potere di monopolio” per non rispettare gli impegni FRAND (quelli che obbligano a concedere alcuni brevetti considerati standard del settore in modo equo, ragionevole e non discriminatorio) , facendo quindi pagare royalties molto più alte. La contro querela  presentata da Qualcomm nega queste accuse e parla di semplice volontà dell’azienda di Cupertino di avere minori costi di licenza.

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