L’iPhone 17 Pro Max vola verso la Luna con Artemis II

La NASA ha autorizzato iPhone 17 Pro Max su Artemis II come fotocamera personale degli astronauti. Ecco perchè.

artemis luna iphone 17 pro

Quattro iPhone 17 Pro Max sono partiti verso la Luna con Artemis II, dopo che la NASA ha deciso di portarli a bordo a seguito di un vero processo di qualifica per questa missione lanciata il 1° aprile 2026 e pensata per un viaggio di circa dieci giorni attorno alla Luna.

A febbraio, l’amministratore NASA Jared Isaacman aveva anticipato che gli equipaggi avrebbero potuto volare con gli smartphone più recenti, a partire da Crew-12 e Artemis II.

Su Artemis II, ovviamente, gli iPhone non diventano strumenti operativi della capsula. Servono soprattutto per scattare foto e registrare video, ed è proprio questo a rendere la scelta affascinante. Per la prima volta, ogni membro dell’equipaggio ha un iPhone a disposizione per documentare il viaggio. Apple, inoltre, ha chiarito di non aver preso parte al processo di approvazione e ha descritto questa missione come la prima in cui un iPhone risulta pienamente qualificato per un uso esteso in orbita e oltre.

I dispositivi non possono collegarsi a Internet e non possono usare il Bluetooth. In pratica, restano macchine fotografiche e videocamere tascabili, con un ruolo ben definito e senza margini per distrazioni o utilizzi fuori contesto.

Per quanto riguarda l’approvazione della NASA, portare uno smartphone in una missione lunare non significa infilarlo in tasca e partire. Secondo le ricostruzioni basate sul racconto del New York Times, il percorso di approvazione passa da quattro fasi: presentazione dell’hardware a un safety panel, identificazione dei rischi, definizione delle contromisure e verifica finale del fatto che tutto funzioni davvero. Tradotto: anche un oggetto familiare come un telefono deve essere trattato come hardware critico.

Il motivo è semplice. In una capsula sigillata, in microgravità, ogni dettaglio cambia peso. Un vetro che si rompe non cade a terra. Un piccolo frammento non resta confinato in un punto. Un oggetto non fissato può galleggiare dove non dovrebbe. Per questo la NASA ha dovuto valutare non solo la resistenza del dispositivo, ma anche il comportamento dei materiali e il modo in cui il telefono sarebbe stato gestito a bordo della Orion.

Non a caso, tra le soluzioni considerate c’era anche il Velcro per fissare gli iPhone all’interno della capsula, mentre almeno uno dei dispositivi è stato sistemato nella tasca di una tuta prima del lancio.

Anche il modello scelto non sorprende. Apple presenta iPhone 17 Pro Max come il suo iPhone più orientato a creator e produzioni video, con Ceramic Shield 2 sul frontale, protezione Ceramic Shield anche sul retro, tre fotocamere Fusion da 48MP e funzioni professionali come ProRes RAW, Apple Log 2 e genlock. Tutto questo, da solo, non basta ovviamente a ottenere un via libera NASA, ma spiega bene perché un Pro Max possa apparire come il candidato più credibile se l’obiettivo è portare nello spazio uno smartphone capace di produrre contenuti di alta qualità con grande immediatezza.

Va detto però che gli iPhone non sono gli unici strumenti fotografici presenti sulla missione. Il team ha anche accesso a quattro GoPro Hero 11 e a due Nikon D5.

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