
Il nome di John Ternus circola come quello più credibile per raccogliere l’eredità di Tim Cook. A rafforzare questa percezione arriva un lungo e approfondito profilo pubblicato dal New York Times, che mette nero su bianco ciò che molti osservatori del mondo Apple sospettano da tempo: Ternus è oggi il principale candidato per diventare il prossimo CEO di Apple.
Il ritratto firmato da Kalley Huang e Tripp Mickle non si limita a una semplice presentazione del personaggio, ma entra nel merito della strategia interna di Apple, delle dinamiche di successione e delle differenze profonde tra l’attuale amministratore delegato e chi potrebbe prenderne il posto.
Apple accelera i piani per il dopo Tim Cook
Secondo quanto riportato dal New York Times, Apple avrebbe iniziato già nel corso del 2025 ad accelerare concretamente il piano di successione di Tim Cook. Una mossa non improvvisa, ma figlia di una transizione studiata con largo anticipo, come da tradizione Apple.
Tim Cook, oggi 65enne, avrebbe confidato ai suoi collaboratori più stretti il desiderio di ridurre gradualmente il carico di lavoro, lasciando intendere che il passaggio di consegne non è più un’ipotesi lontana. In caso di uscita dal ruolo operativo, Cook potrebbe assumere la carica di presidente del consiglio di amministrazione, garantendo così continuità e stabilità in una fase delicata per l’azienda.
È in questo scenario che la figura di John Ternus emerge con sempre maggiore forza.
Chi è davvero John Ternus

John Ternus lavora in Apple dal 2001. Non è un volto mediatico, non ama le dichiarazioni roboanti né le apparizioni pubbliche frequenti. È, a tutti gli effetti, un uomo di prodotto, cresciuto internamente all’azienda e profondamente legato alla cultura ingegneristica di Cupertino.
Il New York Times ricorda come una delle sue intuizioni più significative sia stata la scelta di limitare il sensore LiDAR ai soli iPhone Pro, una decisione che sintetizza bene il suo approccio: innovazione sì, ma sempre bilanciata da costi, utilità reale e sostenibilità industriale.
Secondo diverse fonti interne citate dal quotidiano americano, Ternus è apprezzato per la sua capacità di mantenere e far evolvere i prodotti piuttosto che per lanciare rivoluzioni improvvise. Un profilo che lo distingue nettamente da figure più visionarie, ma che potrebbe risultare perfettamente allineato con l’Apple post-Cook.
Un CEO diverso da Tim Cook
Uno degli aspetti più interessanti del profilo del New York Times è il confronto implicito tra Tim Cook e John Ternus. Cook è stato, ed è tuttora, un CEO fortemente orientato alla gestione, alla politica industriale, ai rapporti istituzionali e alla supply chain globale. Ha guidato Apple in un’epoca di crescita finanziaria senza precedenti, consolidandone il ruolo come colosso economico e geopolitico.
Ternus, al contrario, viene descritto come una figura più tecnica, meno esposta ai temi politici e regolatori che oggi occupano gran parte dell’agenda del CEO di Apple. Questo rappresenta, allo stesso tempo, un punto di forza e una possibile debolezza.
All’interno dell’azienda, alcuni ex dipendenti lo descrivono come una persona focalizzata sulla qualità del prodotto e sull’esecuzione impeccabile, ma con un’esperienza limitata nella gestione delle pressioni normative e istituzionali che Apple affronta quotidianamente in Europa, Stati Uniti e Asia.
Negli ultimi anni, il peso di John Ternus all’interno dell’organigramma Apple è cresciuto sensibilmente. Il suo nome è legato ad alcune delle scelte strategiche più importanti dell’azienda. Ad esempio, è stato uno dei leader della transizione dai chip Intel agli Apple Silicon, probabilmente la mossa tecnologica più riuscita dell’Apple moderna. Ha poi guidato lo sviluppo di nuovi form factor, come l’iPhone Air, puntando su design più sottili e su una razionalizzazione dell’offerta.
Secondo fonti citate dal New York Times, è coinvolto anche nelle sperimentazioni sui dispositivi pieghevoli, un settore che potrebbe rappresentare la prossima grande sfida per l’iPhone.
Questo curriculum rafforza l’idea che Apple stia valutando una leadership più orientata al prodotto in una fase in cui l’azienda deve dimostrare di saper innovare ancora, senza snaturare la propria identità.
Gli altri possibili candidati interni
Pur posizionando Ternus come favorito, il New York Times sottolinea che Tim Cook non sta puntando tutto su un solo nome. Apple, come da prassi, prepara più candidati interni, tutti figure di altissimo profilo:
- Craig Federighi, volto pubblico del software Apple e mente dietro iOS, macOS e l’ecosistema dei servizi.
- Eddy Cue, responsabile dei servizi, oggi una delle aree più redditizie dell’azienda.
- Greg Joswiak, capo del marketing globale.
- Deirdre O’Brien, responsabile retail e risorse umane.
Questa pluralità di opzioni indica quanto Apple voglia evitare scossoni improvvisi e garantire una transizione graduale, qualunque sia la scelta finale.