Cara Apple, gli aggiornamenti 2019 potevano andare meglio

Sicuramente il 2019 verrà ricordato come uno degli anni in cui Apple ha generato sicuramente maggiore caos intorno ai propri sistemi operativi in fase di rilascio.

Sicuramente il 2019 verrà ricordato come uno degli anni in cui Apple ha generato più caos intorno ai propri sistemi operativi in fase di rilascio. Ecco perchè, secondo il mio parere.

Durante la scorsa WWDC 2019 tutti siamo rimasti a bocca aperta per le novità che abbiamo visto su iPadOS 13, iOS 13 ed anche macOS Catalina. In realtà, per quanto il lavoro sia stato sicuramente maggiore nel suo complesso rispetto agli altri anni, abbiamo visto con il passare delle beta durante l’estate come tutti e tre i sistemi operativi fossero più che mai indietro nello sviluppo. Erano, e sono presenti ancora oggi, vari problemi che lo scorso anno ad esempio non avevamo riscontrato.

Ma al netto di questo non era mai successo che dovessi aggiornare prima l’iPhone, l’Apple Watch, successivamente l’iPad e poi (quando arriverà) il Mac. Certo, macOS negli anni ha subito uno spostamento verso il mese di ottobre che è divenuto praticamente lo standard per Apple. Per iOS, e quindi anche iPadOS, non era mai successa una cosa simile. Il rilascio del 19 settembre è stato ufficializzato solo per via del lancio commerciale degli iPhone durante la giornata del 20, non per altro. Il sistema operativo era ancora in una sorta di versione beta e potremmo dire che la sua versione definitiva era la 13.1 rilasciata il 24 sera.

Nel mio caso specifico ammetto di essermi trovato in netta difficoltà. Uso le note, i promemoria ed altri servizi di Apple che sono andati per la prima volta in conflitto fra di loro non essendo più utilizzabili perfettamente. Non ho aggiornato il mio iPhone XR durante il rilascio ufficiale di iOS 13 proprio perché volevo attendere la versione più stabile che sarebbe arrivata, inizialmente, entro fine settembre. Ma soprattutto perché volevo essere allineato con il mio iPad Pro 2017, la mia macchina da lavoro di tutti i giorni.

In realtà, acquistando il nuovo iPhone 11 mi sono ritrovato proprio nel mezzo del “caos” con le note e i promemoria in completamente sballati e non utilizzabili sul mio precedente iPhone così come sul tablet iPad (che, vi ricordo, nel frattempo non era ancora stato aggiornato ufficialmente da Apple). In pratica potevo gestire solamente queste due applicazioni da iPhone 11, sul resto dei miei prodotti c’erano conflitti che mandavano anche in crash le app non permettendone l’uso corretto. Vogliamo parlare di Shortcuts? Appena attivato il mio iPhone 11, il sistema operativo ha scaricato l’intera libreria sul nuovo dispositivo aggiornandola alla più recente versione e rendendola quindi anche qui non utilizzabile sui prodotti non aggiornati. Nessun Comando partiva, credetemi, nonostante non avesse delle funzioni inerenti ad iOS 13.

E’ arrivato il 24 e, come solito, ho fatto il più classico degli aggiornamenti tramite DFU per ripartire con i sistemi operativi più puliti che mai su tutti i miei prodotti. Nessun problema per iPhone ed iPad che ora sono allineati.

Tuttavia accendo il Mac, e mi trovo nella medesima situazione di qualche giorno prima. In pratica anche qui, fino a quando non arriverà macOS Catalina, i promemoria saranno completamente inutilizzabili. Le note di contro presentano un layout non ancora aggiornato e, nel mio caso, mostrano le varie cartelle singole e non le varie sotto cartelle che ho creato su iOS ed iPad OS 13.

Sono utente Apple da 7 anni ma non mi sono mai trovato in una situazione simile. Io stesso non ho aggiornato, come detto, al day one del nuovo sistema operativo nonostante lo attendessi da tutta l’estate. Sia per paura e sia per un impedimento (su iPad) che mai si era visto da parte dell’azienda di Cupertino. Eppure c’è una prima volta per tutto anche se, sinceramente, spero sia l’unica e l’ultima in questo senso. La situazione si poteva tranquillamente gestire meglio specialmente con tre mesi di beta alle spalle. Ammetto che sarei rimasto soddisfatto e meno scontento nel caso il risultato fosse stato perfetto. Ovviamente parlo di una stabilità incredibile e delle performance sicuramente di riferimento già alla primissima versione. Invece, specialmente su iPad, ci sono diversi problemi ad oggi che non lo rendono perfetto come con l’ultima versione di iOS 12. Un esempio? L’uso di tastiere esterne che spesso non rispondono ai comandi, ma non solo.

Insomma dopo un 2018 in cui siamo rimasti tutti estasiati dalla bontà di iOS 12, abbiamo avuto un 2019 non altrettanto all’altezza. Diamo delle attenuanti all’azienda? In parte sì, specialmente su iPad dove è stato notevolmente cambiato molto del concetto legato al sistema operativo. Le novità sono state tante ed hanno portato a varie migliorie anche dietro le quinte. Sicuramente siamo certi che verso dicembre avremo un parco software più che rodato e, speriamo, in linea con la quasi perfezione vista lo scorso anno con iOS 12.

Voi avete riscontrato problemi durante questi aggiornamenti?

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