Sono andato in vacanza senza iPhone, Apple Watch e AirPods

Sono un utente Apple ormai dall’iPhone 4S e non ho mai passato del tempo senza un prodotto dell’azienda di Cupertino. Da quando mi hanno regalato quel telefono ho poi convertito tutto il mio ecosistema al mondo Apple confermandomi come, alla fine dei conti, facesse più al caso mio rispetto alla concorrenza.

Questa estate, prima di partire per le vacanze, ho però deciso di fare una sorta di test e di vedere quanto effettivamente riuscivo a stare lontano dal mio ecosistema dorato. Era una sorta di sfida anche con me stesso, per cercare di capire se ero rimasto solamente accecato dalle ottime operazioni di marketing o se invece (come penso) trovavo davvero i prodotti di Cupertino perfetti per le mie necessità.

La mia configurazione mobile quotidiana prevede:

  • un iPhone XR;
  • AirPods;
  • un Apple Watch Series 3 LTE;
  • Apple Pay.

Tramite questi tre prodotti riesco a lavorare, ascoltare della musica, i nostri podcast, allenarmi e fare tutto il necessario (con le doverose limitazioni) al di fuori dalla mia scrivania.

Ho stravolto tutto. Ho comprato un Oppo Reno grazie ad una promozione con TIM che non potevo farmi sfuggire. Ho comprato le Xiaomi Redmi AirDots come auricolari true wireless a cui non posso più rinunciare su questo smartphone. Ho preso la mia vecchia Mi Band 3 perché ho avuto problemi con la spedizione e l’arrivo in tempo dell’Amazfit Bip Lite, che mi avrebbe permesso di non portarmi dietro un altro caricatore per l’orologio.

Praticamente ho replicato tutto il mio mondo Apple però su una veste orientata verso Android. Ammetto che l’ho fatto anche per un secondo motivo che è più sentimentale e personale. Sono gelosissimo dei miei prodotti Apple e li tengo con una cura maniacale che fa spavento, tanto che i miei prodotti sono sempre pari al nuovo anche dopo anni di utilizzo. Ci tengo e, considerando la spiaggia, il mare ed il sale, la pigrizia delle vacanze e tutto quello che ne consegue, quest’anno a maggior ragione non volevo rischiare più di tanto nel rovinare i miei dispositivi di tutti i giorni. Sì, ammetto che non è del tutto normale come pensiero, ma come detto ci tengo parecchio per cui ho preferito una soluzione più economica e su cui non porci magari tanta attenzione per queste settimane di vacanza.

Il primo limite con cui mi sono scontrato è stato sin da subito iCloud Drive. Non avendo nessun backup e/o una soluzione alternativa di storage online compatibile con i prodotti non Apple, ho dovuto creare uno stratagemma. In pratica ho effettuato una copia della mia cartella di iCloud Drive direttamente su Google Drive così che i due servizi fossero sincronizzati fra di loro ed ad ogni cambiamento, in un ambiente o in un altro, avevo sempre tutto a disposizione con l’ultima modifica effettuata. Google è decisamente più flessibile di Apple per quanto riguarda lo storage online ed ammetto che ho rivalutato alla grande GDrive e le sue soluzioni soprattutto in ambito lavorativo e/o di condivisione.

Il secondo limite è stato relativo all’immediatezza di Apple Pay. Due clic su Apple Watch e via a pagare tramite Revolut o Hype, mentre con Google Pay (nel mio caso) è necessario andare ad aprire l’applicazione e poggiare lo smartphone. Si perde decisamente più tempo e si ha un passaggio in più da fare che spesso mi ha dato fastidio avendo ben‘ altra abitudine. Fortuna vuole che comunque ho scelto due carte da portarmi in vacanza che erano entrambe compatibili con tutti e due i sistemi di pagamento di Apple e Google (viva il multipiattaforma).

AirDrop poi è una di quelle funzioni che più la uso e più la adoro. Sebbene su questo Oppo Reno ci sia una funzionalità analoga chiamata Oppo Share, il funzionamento è tutto di un altro livello. Non avendo una rete Wi-Fi sempre attiva e presente, anche solo il passare delle fotografie dal telefono era una sorta di impresa se non si volevano utilizzare degli adattatori o degli accessori esterni. So che a molti utenti Apple non funziona, spesso crea problemi e/o altro. Io non ho mai avuto mezzo intoppo o una volta che non funzionasse, mai.

Altri limiti? Stranamente no e sono più che sincero nel dirlo. Ho utilizzato con discreto piacere lo smartphone in questione e il relativo sistema operativo praticamente per due settimane toccando l’iPhone un paio di volte solo per constatarne lo stato della batteria. Ho apprezzato moltissimo la possibilità di avere un dispositivo dual sim sottomano che, nel caso di mancanza di connessione con una scheda internet, aveva la seconda di backup (e credetemi che mi ha salvato la vita in un’occasione questo aspetto). Dopo essermi innamorato delle AirPods pensavo di non potermici staccare più invece alla fine sono poche le differenze che ho trovato rispetto alle Xiaomi Redmi AirDots. Al netto del prezzo su cui non tratto in questa sede, la comodità del prodotto di Apple risiede nel suo comunicare con tutto il nostro ecosistema di prodotti e, nel mio caso, di mettersi in pausa da sole alla rimozione dell’auricolare dall’orecchio. Per il resto io non pretendo una qualità sonora da 5 stelle perché suvvia guardate di che genere e categoria di prodotto stiamo parlando. Per ascoltare della buona musica sono altre le cuffie da prendere in questione a mio avviso.

Parlando invece di vantaggi a mio avviso ve ne sono diversi purtroppo… per me e per il mio ecosistema preferito. Il primo senza dubbio è Google Assistant. Non me ne voglia Siri che stenta a migliorare sotto vari punti di vista, ma l’interazione con l’assistente di Google è tutta di un altro pianeta. Che sia essa interna a Google Maps durante una navigazione per trovare un distributore o al volo per richiamare una canzone non ha mai perso un colpo. Il tutto ovviamente sfruttando il comando vocale dell’attivazione che invece su iPhone stentava a funzionare con Siri.

Non posso poi non citare come tutto il mondo legato a Google Drive e all’ambiente di lavoro sia nettamente superiore in termini di efficienza produttiva. Dalla possibilità di condividere al volo una cartella creata o delle semplici fotografie su Google Foto, l’immediatezza che una volta si aveva con Apple ora la si ha in questi software di Google. Certo posso replicarlo anche sui miei dispositivi con le varie applicazioni, cosa che ho fatto, ma ho dovuto prima sbatterci contro per capirlo al meglio.

Parlando di file system è innegabile che non avendo un computer dietro è comodo avere a disposizione un prodotto su cui poter interagire, creare delle cartelle specifiche e lavorare in maniera più complessa. Non che non si possa fare su iOS con iPhone sia chiaro, ma i passaggi sono notevolmente superiori da fare ed in questo caso ho trovato questo aspetto nettamente superiore durante l’uso estivo. Non volendo basare tutto sul cloud per ovvii motivi di connessione, una soluzione del genere era più che scontata. Pensando ad iOS 13 e soprattutto ad iPad OS 13 non capisco come mai non si sia pensato di avere un’estensione identica anche sugli smartphone. Peccato.

Infine la gestione della batteria. Per quanto sia ottima sul mio iPhone XR, ammetto che a me piace sempre mettere le mani in pasta e poter bloccare anche solo l’uso dei dati in background che ne so di TripAdvisor (giusto per citare un esempio a caso) non mi è dispiaciuto per nulla. Per non parlare poi della possibilità di chiudere in automatico delle applicazione dal task manager dopo qualche minuto dalla disattivazione dello schermo. Anche perché alla fine ero in vacanza ed avere un miglior controllo della batteria giovava nel non dover ricaricare a tutti i costi il cellulare ogni sera.

Quindi sono sopravvissuto? Si certo. Oggi giorno ormai la maggior parte delle applicazioni sono disponibili per entrambe le piattaforme e se si scelgono dei buoni accessori di terze parti si possono ottenere dei risultati molto simili e paragonabili sotto alcuni aspetti. Ammetto che questa esperienza mi è servita moltissimo per aprire meglio gli occhi su alcuni limiti troppo rigidi che la stessa Apple ci impone. Ma non solo, anche per capire che ormai spendere tanto per un dispositivo e tutti gli accessori correlati può non valerne la pena se il proprio utilizzo non lo richiede. All’atto pratico io avevo circa 424 euro (389 euro per l’Oppo Reno + 20 euro per le AirDots + 15 euro per la Mi Band 3) contro circa 1517 euro (889 euro per l’iPhone XR + 179 euro per le AirPods + 449 euro per l’Apple Watch) dietro con me. Mi avessero rubato lo smartphone sotto l’ombrellone certamente mi sarei arrabbiato ma meno nell’aver perso l’iPhone (opinione mia). Stesso discorso se avessi tirato una botta alla Mi Band o se invece avessi rovinato la custodia delle AriDots con dei granelli di sabbia. Ovviamente spendere di più significa anche avere di più sotto vari punti di vista (assistenza, comodità ecc ecc) ma teniamo sempre in considerazione la passione e la possibile piacevolezza che solo Apple è riuscita a creare ogni anno con l’acquisto di un nuovo dispositivo.

Insomma tutto è replicabile da ciò che vi ho detto fino ad ora. Ma c’è qualche cosa che effettivamente mi è mancato? Si e probabilmente per chi è un vero appassionato di Apple e dei suoi prodotti potrebbe averlo già immaginato ed indovinato. Parliamo ovviamente dell’armonia che c’è nell’usare i dispositivi dell’azienda di Cupertino e nella facilità del passare dall’uno altro senza alcun tipo di problema con tutte le loro funzioni sempre al loro posto, funzionanti e che ti appagano nell’uso quotidiano. Dalle stime corrette dell’Apple Watch fino alla semplicità di Apple Pay. Sia chiaro si fa tutto con Android e con il resto, ma quel senso di appagamento generale proprio non lo riesco ad avere pur non avendomi obbligato nessuno a fare questa sorta di challenge durante le mie ferie.

Sono curioso di conoscere la vostra opinione in merito…

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