Abusi sessuali, Apple rimuove i brani di R. Kelly dalle playlist di Apple Music - iPhone Italia

Abusi sessuali, Apple rimuove i brani di R. Kelly dalle playlist di Apple Music

12 maggio 2018 di Giuseppe Migliorino (@GiusMigliorino)

Apple ha deciso di eliminare tutti i brani del rapper R. Kelly dalle playlist e dai consigli personalizzati, dopo le accuse di molestie sessuali mosse nei suoi confronti negli ultimi giorni. Anche Spotify ha preso la stessa decisione.

R. Kelly è stato recentemente accusato di molestie sessuali, ma anche di aver creato e diffuso materiale pornografico. In risposta a queste accuse, prima Spotify e poi Apple hanno deciso di rimuovere tutti i suoi brani dalle playlist settimanali e da quelle personalizzate per gli utenti.

I brani del rapper sono ancora disponibili per l’ascolto in streaming, ma non compariranno più nella home page delle piattaforme o nelle playlist in evidenza curate da Spotify e Apple.

Su Apple Music, alcuni brani di R. Kelly sono ancora disponibili in alcune playlist, ma la situazione potrebbe cambiare nei prossimi giorni. Negli Stati Uniti, già diversi artisti ed esponenti del mondo del cinema e della musica sono stati accusati di molestie sessuali e sono stati praticamente tagliati fuori dalle due industrie. Accadrà lo stesso anche per il rapper?

Da parte sua, Kelly nega le accuse e le definisce un “tentativo di linciaggio pubblico di un uomo di colore che ha dato straordinari contributi cultura USA”.

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  • papau

    Praticamente Apple e spotify fanno da giudice, giuria e boia.

  • LucianoLucio

    No, semplicemente scelgono come promuovere la propria immagine. Che poi il cantante venga giudicato – dagli organi preposti – innocente o colpevole, non credo sia di loro interesse.

  • Utente9000

    Benissimo.

  • Utente9000

    È dal 1997 che viene trovato colpevole di mille cose. Nei tribunali veri, non quelli di Apple.

    Hanno fatto solo bene a spazzarlo via.

  • MatteoV

    Un po’ drastica ma abbastanza realistica la tua osservazione. Non conosco i dettagli del caso specifico ma mi chiedo (specie in casi simili ormai all’ordine del giorno): non sarebbe più onesto separare l’artista dalla persona? O meglio, l’opera dell’artista dall’uomo/donna artista? Lo so ammetto…è una questione spinosa. Ma non me la sento di condannare il prodotto perfino se chi l’ha realizzato è un mostro

  • Zoi Supertramp

    Sarebbe bello qualche volta aspettare il processo ed eventuale condanna . Ipocriti.

  • papau

    Se colpevole, dal 1997, sarebbe in galera in un modo o nell’altro. Kobe Bryant docet.

  • Utente9000

    A forza di mazzette si evita la galera. E non parlo in malafede, parlo di prove e fatti. Su internet girano video in cui urina su ragazzine minorenni, interviste a famiglie di ragazze che sono state rapite e sottoposte a lavaggio del cervello.

    Evidentemente è una persona abbastanza potente da farla franca. Chissà quanti amici si sarà fatto col business delle $3X slaves…

  • Utente9000

    Ma informarsi prima di commentare a vanvera?

  • papau

    dai fai il serio, negli USA non scappi da queste cose, forse nel Congo, ma negli Stati Uniti basta il minimo sospetto e finisci dentro, vedi Mike Tyson con Desiree Whashington, sul palco felice e sorridente il giorno dopo quello che “forse” era successo.
    Ma il dubbio c’era e il ricco finisce dentro.

  • Utente9000

    In America, come in ogni paese del mondo, vai avanti a conoscenze e protettori. A volte la verità viene a galla, ma non pensare che non ci sia gente potente che rema contro.

    Spotlight è un film da vedere in quest’ottica. Tratto da una storia vera. Ma anche True Detective, per quanto fittizio e assolutamente sopra le righe, descrive bene cosa significhi andare a scavare nel marcio. Perché c’hanno messo 20 anni a portare questo (o Weinstein) a galla? Perché i soldi comprano il silenzio. Tutto il mondo è paese, amico mio.

  • Zoi Supertramp

    Ma vaporizzati…

  • Neu

    Giustamente é meglio aspettare e tenere in copertina uno che ha gravi capi d’accusa sulle spalle. Abbiamo trovato l’erede di Sculley signori 😂

  • Utente9000

    È stato condannato una ventina di volte per aggressione e pedoporn0grafia, se l’è cavata sempre sborsando quattrini per i patteggiamenti!

    Dattela ‘na svegliata.

  • Utente9000

    No, ma uno che canta testi del tipo “Age is nothing but a number” e “My mind is tellin’ no, but my body, my body is tellin’ me yeah, baby” deve essere per forza vittima di un grosso malinteso 😂

  • Zoi Supertramp

    Oh ma gli imbecilli tutti qua stasera … fenomeno.

  • Max

    E il PRIMO sei proprio TU !! E’ per colpa di gente come te se siamo arrivati dove siamo!!! Datti na regolata!!!

  • Zoi Supertramp

    Altro nei ban … ciao fenomeno

  • Neu

    Eh mi sa che forse devi farti due domande su quello che hai scritto perchè non è una cosa molto intelligente 😅 Qualsiasi azienda avrebbe agito così. Ti ricordo il caso Kevin Spacey, Netflix lo licenzió subito. Idem Facebook con Sean Parker. L’immagine dell’azienda viene prima di tutto, anche perchè non è che uno viene accusato di certe cose così senza un motivo (soprattutto se hai 22 capi d’accusa diciamo che forse sotto sotto qualcosa di vero sicuramente c’è)

  • Neu

    Sicuramente si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato, ah ovviamente tutto ció dagli anni novanta 😂

  • papau

    Ho capito. Quindi verrà processato, lui comprerà la sua libertà, verrà giudicato innocente e sarà rimesso nelle playlist di Apple.

  • Mi sembra giusto, visto che altre case hanno rotto le scatole ad attori/registri.

  • Utente9000

    Esatto 😀 Bello eh? Tra due anni lo riaccoglieranno in società come nulla fosse, proprio come è successo a Chris Brown.

  • Mastro Tracco

    Concordo

  • Fabio

    E’ anche il paese dove un personaggio notissimo, miliardario, rampollo di una dinastia celeberrima si è fatto 45 giorni di galera per reati stradali “minori”.

  • Fabio

    Il leader del gruppo rock Noir Désir nel 2004 è stato condannato per l’omicidio della compagna. Chissà se si sono mossi anche per questo gruppo?