Apple porta avanti la disputa contro Amazon per il trademark “Appstore”

26 Luglio 2012 di Andrea Scrimieri (@screamieri)

Apple sembra non demordere nel voler combattere Amazon in tribunale per il trademark “Appstore”. L’azienda californiana ha recentemente depositato nuovi documenti in si dice che Amazon stia cercando di confondere i consumatori.

Recentemente Apple ha depositato nuove accuse in tribunale a carico di Amazon accusandola di voler intenzionalmente confondere i consumatori con il nome “Appstore”. Le nuove accuse sono state scoperte da GigaOm e all’interno dei nuovi documenti si chiede che un dirigente di Amazon testimoni per dichiarare il motivo per cui siano state rimosse le parole “per Android” dal nome Amazon Appstore. La decisione di rimuovere le suddette parole, secondo l’azienda di Cupertino, sarebbe molto rilevante ai fini della disputa.

Amazon ha ripetutamente rifiutato di produrre documenti ed informazioni riguardo all’uso di “per Android” in collegamento al suo servizio. […] Amazon non è stata in grado di produrre un testimone che possa testimoniare in merito alla decisione di non usare “per Android” con il servizio Amazon Appstore al di fuori del contesto del Kindle Fire, nonostante le evidenti prove del fatto che Amazon non usi frequentemente “per Android” in associazione al proprio servizio.

La denuncia verso Amazon è stata depositata da Apple l’anno scorso e al suo interno accusava quest’ultima di aver violato il trademark “App Store”, in possesso dell’azienda californiana. Oltre ad Amazon, che non possiede attualmente il trademark, altre compagnie tecnologiche hanno tentato di impedire il riconoscimento ad Apple del marchio, come ad esempio Microsoft. La credenza delle compagnie concorrenti è che il termine “app store” sia troppo generico per essere registrato, mentre Apple invece ritiene di aver reso la parola “app” popolare proprio grazie alla propria piattaforma iOS; Apple, inoltre, crede che gran parte dei clienti associno le parole “app store” con l’App Store di iOS.

Apple tuttavia non ha accettato le critiche di Microsoft, rispondendo che il trademark “App Store” non è meno generico di quanto lo sia “Windows”, marchio di proprietà del colosso di Redmond

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