Apple lavora a un AI Pin da indossare sui vestiti

Un report parla di un pin indossabile Apple in stile AirTag con due fotocamere.

airtag apple

Apple starebbe lavorando a un nuovo tipo di indossabile: un piccolo “AI Pin” grande più o meno come un AirTag, pensato per vivere sui vestiti e fare una cosa precisa, diventare l’estensione “sempre con te” dell’intelligenza artificiale. La voce arriva da The Information ed è stata ripresa da più testate internazionali nelle ultime ore.

Il prototipo descritto ha una forma circolare, piatta, con guscio in alluminio e vetro, e dovrebbe essere solo leggermente più spesso di un AirTag. Davanti ci sarebbero due fotocamere, una “standard” e una grandangolare, con l’idea di catturare foto e video (o, più probabilmente, dare contesto visivo all’AI). Sul fronte audio si parla di tre microfoni per ascoltare ciò che succede intorno a chi lo indossa, più uno speaker per restituire risposte o avvisi. Ci sarebbe anche un pulsante fisico sul bordo.

Interessante anche il dettaglio della ricarica: l’idea sarebbe quella della ricarica wireless “alla Apple Watch”, quindi niente porte e niente cavi obbligatori.

Al momento, sempre secondo il report, non sarebbe definitivo il sistema di aggancio. È un punto meno banale di quanto sembri: se un dispositivo ha fotocamere e microfoni, il modo in cui lo fissi alla giacca o alla maglietta determina anche cosa “vede” e cosa “sente”. E determina pure quanto risulta invasivo per chi ti sta intorno.

Alcune ricostruzioni parlano di soluzioni magnetiche o clip, ma qui siamo ancora nell’area prototipi, quindi tutto è fluido.

Un altro passaggio importante è l’indipendenza del dispositivo. Il mix di fotocamere, microfoni, speaker e pulsante fisico fa pensare a un prodotto che potrebbe funzionare anche da solo, non solo come accessorio “passivo”. Ma resta aperta la possibilità che Apple lo immagini in un ecosistema più ampio, per esempio con futuri occhiali smart o altri wearable.

Qui Apple, se davvero ci arriverà, dovrà scegliere una strada chiara: pin come oggetto autonomo oppure tassello di un sistema “ambient” dove ogni pezzo fa una parte.

Il precedente che pesa: perché gli AI Pin finora non hanno sfondato

Il mercato ha già visto tentativi simili, e non è andata benissimo. Il caso più citato è Humane: il suo AI Pin è stato accolto male, ha sofferto di vendite limitate e ritorni alti, e a un certo punto il progetto si è di fatto spento, con stop ai servizi e acquisizione degli asset da parte di HP.

Questo è il motivo per cui l’ipotesi Apple è interessante: non perché “un pin” sia una novità assoluta, ma perché Apple è una delle poche aziende che può tentare la carta dell’integrazione profonda con hardware, software e servizi, senza inventarsi un mondo da zero.

Fuori da Cupertino, il segnale è chiaro: l’AI sta cercando nuove forme oltre lo smartphone.

Meta spinge sulle AI glasses (anche con modelli con display), puntando su un’esperienza “hands-free” e sempre pronta. Amazon, dopo l’acquisizione di Bee, sta portando avanti l’idea di un indossabile che lavora in background e trasforma conversazioni e contesto in promemoria e azioni. OpenAI, con Jony Ive, continua a far parlare di un dispositivo proprietario previsto per la seconda metà del 2026.

In questo scenario, Apple non può restare ferma: soprattutto se vuole che la prossima Siri non sia solo “più brava”, ma anche più presente nella vita quotidiana.

Quando potrebbe arrivare

Il report parla di un possibile debutto nel 2027, ma con una cautela netta: il progetto è in fase iniziale e potrebbe anche essere cancellato. Tradotto: non è un prodotto “in rampa di lancio”, è una direzione di lavoro.

In qualità di Affiliato Amazon, iPhoneItalia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
Offerte Amazon di oggi