
Meta è costretta a rivedere una delle sue decisioni più controverse degli ultimi mesi. Dopo le pressioni delle autorità antitrust, il divieto imposto ai chatbot basati su intelligenza artificiale di terze parti su WhatsApp non verrà applicato in Italia e in Brasile.
Una retromarcia importante, che arriva proprio nel giorno in cui il ban sarebbe dovuto entrare in vigore a livello globale, e che potrebbe presto estendersi anche al resto dell’Unione Europea.
Il divieto sui chatbot AI: cosa aveva deciso Meta
Lo scorso ottobre Meta aveva annunciato una modifica sostanziale ai WhatsApp Business Solution Terms, vietando a società come OpenAI, Perplexity e ad altri provider di modelli linguistici di utilizzare WhatsApp come interfaccia principale per i propri chatbot.
Il punto chiave è che il divieto non riguardava il customer care o l’uso accessorio dell’AI, ma colpiva esclusivamente chi stava usando WhatsApp come alternativa diretta alle app ufficiali dei chatbot, trasformandolo di fatto in un client universale per servizi come ChatGPT.
Una scelta che Meta aveva giustificato come necessaria per evitare usi impropri della piattaforma, ma che ha immediatamente sollevato dubbi sul piano concorrenziale.
Perché WhatsApp è così importante per i chatbot
Per molti utenti, soprattutto fuori dagli Stati Uniti, WhatsApp non è solo un’app di messaggistica, ma l’infrastruttura digitale principale.
In Paesi come l’Italia WhatsApp è percepito come più “familiare” e immediato rispetto a nuove app e permette di trattare un chatbot come un semplice contatto in rubrica. È proprio questa centralità che aveva spinto diversi operatori AI a integrare WhatsApp come canale privilegiato. Bloccarlo significava, di fatto, alzare una barriera artificiale all’accesso.
L’intervento dell’AGCM in Italia
In Italia, la questione è arrivata rapidamente sul tavolo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato .
A fine dicembre, l’AGCM ha stabilito che il comportamento di Meta poteva configurare un abuso di posizione dominante, in quanto in grado di limitare lo sviluppo e l’accesso al mercato dei servizi di chatbot AI, con un danno diretto per consumatori e innovazione.
L’Autorità ha quindi ordinato a Meta di sospendere immediatamente l’applicazione del divieto sul territorio italiano, almeno fino alla conclusione dell’istruttoria.
Cosa dicono ora i termini di WhatsApp
Nei termini aggiornati di WhatsApp Business è stato inserito un passaggio molto chiaro. Il divieto resta valido a livello globale, ma non si applica agli utenti con numeri italiani o brasiliani.
In pratica, in Italia e Brasile è ancora possibile chattare con bot come ChatGPT via WhatsApp. Nel resto del mondo il blocco rimane attivo, almeno per ora.