Apple vola con iPhone 17: ricavi record, servizi al massimo e più investimenti nell’AI

Apple chiude il Q2 2026 con 111,2 miliardi di dollari di ricavi, spinta da iPhone 17, servizi record e nuovi investimenti nell’AI.

TLDR Riassumi

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Apple ha pubblicato i risultati del secondo trimestre fiscale 2026, chiuso il 28 marzo, e i numeri sono chiari: 111,2 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 17% anno su anno, e utile per azione pari a 2,01 dollari, +22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Apple parla del miglior trimestre di marzo della sua storia, con record per ricavi complessivi, iPhone ed EPS.

Il quadro è molto chiaro: Apple continua a vendere tantissimo, nonostante un mercato smartphone maturo, la pressione sull’AI e una supply chain molto meno flessibile rispetto al passato.

Nel dettaglio, l’iPhone ha generato circa 56,99 miliardi di dollari, i Mac 8,4 miliardi, gli iPad 6,91 miliardi, Wearables, Home e Accessori 7,9 miliardi, mentre i Servizi hanno raggiunto 30,98 miliardi di dollari, nuovo massimo storico.

iPhone 17 è già una delle generazioni più forti di sempre

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La vera star del trimestre è stata la famiglia iPhone 17. Tim Cook ha parlato di una domanda “off the charts”, quindi ben oltre le attese, mentre il CFO Kevan Parekh ha definito iPhone 17 la gamma più popolare nella storia di Apple. Secondo Apple, nel trimestre l’azienda avrebbe anche guadagnato quote di mercato.

Il dato interessante è che Apple avrebbe potuto fare ancora meglio. Le vendite sono state infatti frenate da problemi di disponibilità sui chip avanzati, in particolare per i processori A19 e A19 Pro prodotti da TSMC. La stessa tecnologia produttiva viene usata anche per molti chip destinati all’AI, e questo sta rendendo la supply chain molto più affollata.

MacBook Neo spinge i Mac, Servizi ancora da record

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Bene anche il Mac, con ricavi a 8,4 miliardi di dollari e una crescita del 6% anno su anno. A trainare il risultato ci sarebbe soprattutto il nuovo MacBook Neo, che sta aiutando Apple a entrare con più forza nel segmento dei laptop più accessibili, tradizionalmente dominato dai Chromebook.

Mac mini e Mac Studio avrebbero inoltre beneficiato dell’interesse verso macchine compatte e potenti da usare anche per flussi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Apple, però, si aspetta ancora vincoli di disponibilità sui Mac anche nel trimestre di giugno.

I Servizi restano invece il motore più stabile dell’ecosistema Apple. Con quasi 31 miliardi di dollari di ricavi, questa divisione continua a crescere e a compensare la maggiore ciclicità dell’hardware. È il solito punto forte di Apple: più dispositivi attivi ci sono nel mondo, più crescono abbonamenti, acquisti digitali, cloud, garanzie e piattaforme.

L’AI costa: R&D al massimo storico

Uno dei dati più importanti del trimestre riguarda la ricerca e sviluppo. Apple ha speso 11,4 miliardi di dollari in R&D, il livello trimestrale più alto di sempre per l’azienda, con un aumento di circa il 34% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il collegamento con l’intelligenza artificiale è evidente. Durante la call, Cook ha spiegato che Apple sta investendo di più in prodotti e servizi, con una crescita particolarmente marcata proprio nella parte R&D. Apple non sta seguendo la stessa strada di Meta, Alphabet o Microsoft, che spendono cifre enormi sull’infrastruttura AI, ma il cambio di passo è ormai visibile.

Memorie più care e supply chain sotto pressione

Non tutto, però, è positivo. Apple ha avvisato che i costi delle memorie cresceranno in modo significativo nel trimestre di giugno e continueranno ad avere un impatto crescente anche dopo. Nel trimestre appena chiuso, l’azienda è riuscita a gestire meglio il problema grazie alle scorte esistenti, ma la situazione è destinata a pesare di più sui margini.

È il lato meno visibile della rivoluzione AI. I data center stanno assorbendo enormi quantità di componenti, e questo finisce per toccare anche prodotti come iPhone, Mac e iPad. Apple resta fortissima, ma non vive in una bolla separata dal resto dell’industria.

Il trimestre della transizione Cook-Ternus

Questi risultati arrivano anche in un momento storico per Apple. Tim Cook diventerà executive chairman il 1 settembre 2026, mentre John Ternus, attuale responsabile hardware, assumerà il ruolo di CEO. Apple ha già ufficializzato la transizione, approvata dal consiglio di amministrazione.

Non è un dettaglio marginale. Ternus erediterà un’Apple ricchissima, solidissima e ancora capace di generare domanda enorme, ma anche un’azienda che deve dimostrare di poter guidare la prossima fase dell’AI consumer. Cook lascia una macchina perfettamente oliata. Ternus dovrà provare a darle una nuova spinta creativa.

Considerazioni finali

Questo trimestre racconta una Apple in grandissima salute. iPhone 17 sta funzionando meglio del previsto, i Servizi continuano a macinare record, il Mac torna a mostrare forza e la base installata cresce ancora.

Ma sotto questi numeri c’è anche un messaggio più profondo: Apple sta entrando in una fase diversa. Non basta più vendere iPhone. Bisogna difendere la supply chain, gestire costi delle memorie sempre più alti, investire molto di più nell’AI e preparare il passaggio di consegne più importante dell’era post-Steve Jobs.

La buona notizia è che Apple affronta questa fase partendo da una posizione fortissima. La meno comoda è che il mercato ora pretende molto di più. iPhone 17 ha dimostrato che il desiderio per i prodotti Apple è ancora altissimo. Ora serve dimostrare che anche Apple Intelligence può diventare qualcosa di davvero indispensabile.

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