Apple prepara due nuove Siri, ma perde talenti AI

Due Siri in arrivo: iOS 26.4 con più contesto e Gemini, iOS 27 in modalità chatbot.

siri apple intelligence

Apple sta preparando due evoluzioni separate di Siri, mentre nello stesso momento registra nuove uscite nel team AI, compresa una figura molto senior legata proprio a Siri. Il quadro arriva da Bloomberg e porta la firma di Mark Gurman.

Le uscite dal team AI

Secondo Bloomberg, nelle ultime settimane almeno quattro ricercatori AI hanno lasciato Apple. I nomi riportati sono Yinfei Yang, Haoxuan You, Bailin Wang e Zirui Wang. Non è solo una questione numerica: due sarebbero finiti in Meta (in aree diverse, tra ricerca avanzata e sistemi di raccomandazione), uno avrebbe scelto di avviare una nuova realtà, e un altro sarebbe approdato a Google DeepMind.

In parallelo, sempre Bloomberg parla dell’uscita di Stuart Bowers, descritto come uno dei dirigenti più importanti sul fronte Siri, anche lui diretto verso DeepMind. Tradotto: mentre Apple accelera sul rilancio dell’assistente, deve anche difendersi in una fase in cui il mercato sta letteralmente facendo shopping di talenti AI.

iOS 26.4: la prima “nuova Siri”

Il primo step, stando alle indiscrezioni, dovrebbe arrivare con iOS 26.4: una Siri più personale, capace di usare meglio il contesto dell’utente, capire cosa stai facendo sullo schermo e gestire azioni più profonde dentro le app. È esattamente la direzione di cui si parla da tempo quando si cita la “Siri moderna”: meno comandi rigidi, più continuità tra ciò che chiedi e ciò che il sistema può fare davvero.

Sulle tempistiche, l’idea è di vedere le prime beta già a febbraio 2026, con rilascio tra marzo e aprile. Qui il punto interessante non è solo la data, ma la strategia: Apple sembra voler consegnare un upgrade concreto a breve, senza aspettare la rivoluzione totale.

Nel giro di queste settimane, diverse testate hanno collegato l’upgrade di Siri a un utilizzo dei modelli Gemini di Google. La ricostruzione più solida è quella che parla di una licenza per usare Gemini come acceleratore, mentre Apple continua a lavorare su tecnologia propria.

Qui va tenuta una cosa a mente: Apple non sta raccontando pubblicamente i dettagli tecnici, quindi è fondamentale restare sul terreno delle fonti. Bloomberg e Reuters descrivono un quadro in cui Apple si appoggia a Google per colmare il gap nel breve periodo, con un accordo che avrebbe dimensioni economiche importanti.

iOS 27: la seconda svolta sarebbe un vero Siri “chatbot”

La seconda fase è quella più ambiziosa: iOS 27 dovrebbe portare Siri verso una modalità “conversazione continua”, più simile a un chatbot moderno. Quindi dialoghi più lunghi, memoria del contesto della chat, risposte più ricche, e soprattutto la sensazione di parlare con un assistente che non si resetta a ogni frase.

Sempre secondo Gurman, questa Siri-chatbot sarebbe pensata per essere competitiva con una generazione avanzata di Gemini e risulterebbe nettamente più capace rispetto alla Siri “intermedia” in arrivo prima. È una promessa enorme, e proprio per questo Apple sembra volerci arrivare per gradi.

Su calendario e palcoscenico: varie ricostruzioni indicano la WWDC di giugno 2026 come momento chiave per presentare la visione “chatbot”, con rilascio poi a valle del ciclo iOS 27.

Se davvero una parte dell’intelligenza dovesse appoggiarsi a modelli esterni, la domanda pratica diventa: dove gira tutto questo, e come vengono trattati i dati. Apple ha costruito negli anni un racconto molto forte su privacy e trattamento on-device o su infrastrutture progettate per ridurre l’esposizione. Con un Siri più potente, questa promessa viene messa alla prova.

Qui il punto non è fare allarmismo, ma essere concreti: se l’assistente diventa “da chatbot”, aumenta il tipo di informazioni che può gestire, perché le conversazioni lunghe inevitabilmente contengono dettagli personali. Apple dovrà essere molto chiara su cosa resta sul dispositivo, cosa passa da cloud, e con quali garanzie.

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