
Netflix ha confermato ufficialmente che nel 2026 arriveranno i video verticali, integrati in modo profondo all’interno della nuova app mobile.
La notizia arriva direttamente dall’ultima call con gli investitori e mette fine ai dubbi: non si tratta di un test passeggero, ma di una scelta strategica vera e propria.
Netflix non è nuova a sperimentazioni di questo tipo. Già dalla primavera scorsa alcuni utenti avevano notato feed verticali con clip brevi, pensati per essere scrollati con il pollice, molto simili all’esperienza di TikTok, Instagram Reels o YouTube Shorts.
Ora però il cambio di passo è ufficiale. Secondo quanto dichiarato dal co-CEO Greg Peters, il redesign dell’app mobile è stato pensato per “servire meglio l’evoluzione del business nel prossimo decennio”. Il video verticale diventa così uno strumento di discovery, non più solo un contenuto accessorio.
Non solo trailer: il rischio di un cambio di linguaggio
Finora i test si sono limitati a brevi clip promozionali di serie e film già presenti in catalogo. Ma durante la call, Peters ha lasciato intendere che il formato potrebbe estendersi ad altri tipi di contenuto, inclusi format nativi come video podcast e clip pensate fin dall’inizio per la fruizione verticale.
Netflix non sta semplicemente adattando il suo catalogo a un nuovo formato, ma sembra voler assorbire il linguaggio delle piattaforme social, dove la soglia di attenzione è più bassa, la fruizione più rapida e il contenuto deve catturare in pochi secondi.
Una mossa che ricorda molto da vicino quanto già visto con YouTube, che da piattaforma video orizzontale è diventata un ecosistema ibrido, dove Shorts convivono con contenuti long-form.
Il vero obiettivo è il tempo speso nell’app
Dietro questa scelta c’è una logica chiara: aumentare il tempo di permanenza. I feed verticali funzionano perché creano un flusso continuo, quasi ipnotico, che spinge a rimanere dentro l’app anche quando non si ha un’idea precisa di cosa guardare.
Netflix lo sa bene e vuole intercettare quei momenti “vuoti” della giornata, quando apriamo lo smartphone senza un obiettivo preciso. In quel contesto, un trailer orizzontale da due minuti è meno efficace di una clip verticale da quindici secondi.
Non è un caso che questa spinta arrivi proprio ora, in un momento in cui la concorrenza tra piattaforme di streaming si gioca sempre più sull’engagement, e non solo sul catalogo.
Quello che stiamo osservando è un fenomeno più ampio. I confini tra streaming e social network stanno diventando sempre più sfumati. Le piattaforme social producono serie, le piattaforme streaming adottano dinamiche social.
Netflix, in questo senso, non vuole restare indietro. Il formato verticale non sostituirà film e serie, ma li accompagnerà, diventando una sorta di “vetrina dinamica” sempre attiva.
Il rischio, ovviamente, è quello di snaturare l’esperienza originale. Ma per Netflix il rischio più grande oggi non è cambiare troppo, bensì non cambiare abbastanza.
Cosa ne pensate?